IL DIRETTORE RISPONDE

La Tep, le multe e i verificatori

Michele Brambilla

Michele Brambilla

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Egregio direttore,
mi rendo conto che ormai le lettere su Tep e i suoi verificatori non si contano più. Nel mio caso lamento la scarsa attenzione da parte dell'azienda verso gli utilizzatori del biglietto elettronico, nonché la solita fretta sanzionatoria da parte dei verificatori esterni a Tep. Premetto che sono un utente Tep decisamente saltuario e che, per comodità, visto la difficoltà di reperimento dei biglietti extraurbani a zone presso i rivenditori abituali, mi avvalgo del sistema estremamente comodo di bigliettazione elettronico da poco lanciato dall'azienda. Pochi giorni fa, salito sulla linea 3 a barriera Repubblica, mi accorgo che non era presente il QR code per la validazione del biglietto smart ticket. Pertanto, richiesto al conduttore se poteva convalidarlo lui o come dovevo procedere, questi mi rispondeva in maniera piuttosto seccata, che non sapeva cosa farci. Tra piazza Garibaldi e via Mazzini salivano sul bus i verificatori, ai quali, prima ancora che mi chiedessero il biglietto, esponevo il problema, pregandoli di chiedere eventualmente conferma all'autista e specificando che dovevo scendere alla fermata successiva per prendere il 12 per Traversetolo. Ho immediatamente mostrato loro il biglietto 3 zone elettronico, facendo notare l'ora di acquisto risalente a pochi minuti prima, ciò perché apparisse evidente la mia assoluta buona fede. Il verificatore, verificata l'assenza del QR code sul bus, mi dice che la risposta dell'autista è ininfluente e che deve sanzionarmi per la mancanza di biglietto, sostenendo che avrei dovuto acquistarne un altro urbano dal conduttore a prezzo maggiorato. Ovviamente mi oppongo con molta decisione alla sanzione, facendo notare che l'autista comunque non ha biglietti 3 zone e che pertanto non è corretto che io debba utilizzare 2 biglietti per una corsa con cambio di mezzo. La verificatrice, alquanto scortese e aggressiva, visto il mio deciso rifiuto e probabilmente non troppo sicura di quanto sosteneva, mi dice che chiedeva conferma telefonicamente in sede della casistica, cosa che prontamente fa, prendendo il telefono e chiamando non si sa bene chi. Alla persona che risponde al telefono (sempre ammesso che all'altro capo del filo ci fosse qualcuno), pone una domanda che predispone già l'interlocutore ad una risposta preconfezionata: «E' vero che devo comminare sanzione se manca sul bus il QR code?». Ovviamente mi viene riportato che la controparte ha confermato appieno la sua tesi, e che pertanto deve farmi contravvenzione. Nel frattempo il bus supera il Ponte di Mezzo ed io ho necessità di scendere per la coincidenza con la linea 12 per Traversetolo. Faccio notare alla verificatrice, ormai spazientito, che io non ritenevo di pagare alcunché, e che ero nella necessità di scendere dal bus per il cambio di mezzo. Nel frattempo il bus si ferma e la porta resta chiusa, ma un folto gruppo di studenti impone alla verificatrice di fare aprire le porte. La verificatrice, capito che sarebbe stata in serie difficoltà a trattenermi sul bus, visto anche la ressa dell'ora di punta, mi autorizza a scendere, «solo per questa volta». Mi piacerebbe che ci fosse una maggiore attenzione da parte di Tep verso gli utenti e un minimo di elasticità in più da parte dei verificatori. Purtroppo rimango assolutamente convinto che, a prescindere da quanto dichiarato ufficialmente da Tep, i verificatori esterni abbiano dei premi economici per ogni multa somministrata, indipendentemente dal fatto che i costi per Tep rimangano inalterati.
Giuseppe Manzoli

Caro signor Manzoli,
è vero: le lamentele per le multe sui mezzi della Tep non si contano più. Di primo acchito, verrebbe da pensare che le multe non si pagano mai volentieri, e quindi che si tratta di proteste in gran parte ingiustificate. Può darsi che sia così. Però, ripeto, le proteste sono sempre più numerose, e non riguardano tanto la multa per il biglietto pagato, ma i modi dei cosiddetti «verificatori», e la presunta pretestuosità delle loro contestazioni. Non so. Può darsi che siamo una città con molti furbetti. O può darsi che la sindrome della divisa, che fa sentire particolarmente potente chi la indossa, abbia un suo ruolo in tutti questi episodi. Di sicuro, credo che la questione vada approfondita, e non sbrigativamente liquidata. Qualche problemino, forse, c’è.

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  • Filippo

    06 Ottobre @ 18.38

    Intanto, gli stessi controllori di holacheck a Reggio hanno multato un ragazzino down che pur avendo il biglietto, aveva sforato zona di un paio di fermate. A differenza di Parma, sindaco, assessore ai trasporti e presidente di Seta (l'omologa di Tep) si sono personalmente e pubblicamente scusati con la famiglia. Tanto per dire: questi sono gli stessi verificatori che a Parma vengono difesi dai giustizialisti talebani, e da dirigenti e politici di riferimento.

    Rispondi

  • Filippo

    05 Ottobre @ 13.12

    I giustizialisti giacobini faticano a capire il problema, che non sono le multe che giustamente colpiscono chi è sprovvisto di biglietto. Il problema sembra essere che tanti di quelli che potrebbero non averlo non vengono neanche affrontati, che i modi usati spesso travalicano l'educazione e che il buon senso non viene mai applicato nei casi dove il cliente potrebbe non avere torto.

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  • Antonella

    05 Ottobre @ 08.35

    Per me i controlli vanno fatti e spesso . I sollecito da tempo controlli per molti extracomunitari che entrano dalla porta centrale e non sanno neanche che cosa sia la obliteratrice . Fanno disordine ed urlano al cellulare e se chiedono loro il biglietto si scaldano e ti aggrediscono. Ben vengano controllori seri e determinati che non si facciano abbindolare da buonismo e pietà. BRAVI !!!

    Rispondi

  • ANNALISA TORTINI

    05 Ottobre @ 08.31

    Qualche "problemino"??!! Mezzi pubblici infrequentabili, dai paesi i tagazzi partono stipati cone sardine Delicius alle 7 del mattino per arrivare spesso in ritardo (Colorno, non Varsi), i soliti furbetti sono le orde barbariche di persone che evidentemente NON hanno biglietto ma che per ragioni di timore i controllori neppure guardano. È facile fare la multa alle persone "normali", vorrei vedere quanto le multe incidono a bilancio. Disservizio costoso e fastidioso.

    Rispondi

  • Vercingetorige

    04 Ottobre @ 19.21

    Possono esistere casi limite di dubbia interpretazione , ma , in linea di massima , salire su un mezzo pubblico a Parma , è diventato come salire su un barcone a Lampedusa. E i furbastri sorpresi con le mani nella marmellata protestano pure ! Noi che il biglietto lo paghiamo da sempre , siamo stufi di pagarlo anche per gli alti !

    Rispondi

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