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IL DIRETTORE RISPONDE

Per Berlusconi la beatificazione o gli inferi

Michele Brambilla

Michele Brambilla

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Egregio direttore,
ha fatto bene a scrivere quello che ha scritto.
Anche per il sottoscritto il signor Berlusconi non è stato sempre amato ma fondamentalmente nella mancanza di veri intenti strategici politicamente utili fa tristemente comodo ancora oggi per chi non ha argomenti sbeffeggiare qualcuno, ed in questo caso è Berlusconi. Uno a caso. Molti vivono ancora poveri loro di cattiveria e se le bevono.
Eppure quando si va verso il Veneto o Trieste fa comodo trovare la nuova autostrada che fa evitare chilometri di coda Mestre Venezia....
Merito del governo Berlusconi e di Zaia.
L'immobilismo delle infrastrutture è sotto gli occhi di tutti e soprattutto quelli che vanno anche all'estero che vedono realtà diverse. A Berlusconi e altri hanno impedito di fare tante cose per cercare di non avere il degrado odierno e mi spiace che si continui a «tirare addosso» senza avere idee concrete.
Da ex socialista di periodo Craxiano e Pertiniano dico che la sinistra italiana non è altro che una roccaforte di poteri forti che usa il popolo bue. Oggi non vedo alternative vere ahimè.
Non guardo Grande Fratello e altre americanate portate dalla sua tv commerciale... ma tant'è che proprio chi gli tira addosso ama quel genere di tv!
Cosa vuole direttore sono realmente pragmatico forse visionario e «cerco» come «comune mortale» di distinguere e valutare certe cose.
Giorgio Russo

Egregio direttore,
le scrivo perché, per la prima volta da quando lei è direttore della nostra Gazzetta, non mi trovo totalmente d'accordo su un suo editoriale. Mi riferisco in particolare a quello apparso sulla Gazzetta di domenica dal titolo «il partito dell'odio è sempre in servizio». Tanto per chiarire immediatamente la mia posizione dichiaro pubblicamente di non essere mai stato un uomo di sinistra almeno nella accezione con la quale si identificava con tale termine chi si occupava di politica negli anni dal 1960 al 1990. Vengo dunque al punto; nel suo editoriale lei è molto critico nei confronti di chi tuttora prova rancore misto ad odio nei confronti di Silvio Berlusconi: un uomo, cito testualmente le sue parole, che non ha ammazzato nessuno, non ha instaurato una dittatura e non ha trascinato l'Italia in una guerra mondiale. Ha omesso però di ricordare che Silvio Berlusconi è stato al centro di uno scandalo concernente un caso di corruzione di un giudice (un reato molto grave) dal quale si è potuto defilare soltanto per cavilli giudiziari, ma per il quale il Suo avvocato Cesare Previti è stato condannato in via definitiva, come se i soldi per pagare il giudice li avesse messi fuori lui. E poi vogliamo scordare che il nostro Parlamento, nel caso Ruby, al fine di evitare una incriminazione allo stesso personaggio, è stato costretto a votare una mozione nella quale si è deliberato che il signor Silvio Berlusconi era convinto di avere a che fare con la nipote di Mubarak? Bastano queste due piccole perle per qualificare il personaggio e quindi sorvoliamo su tutte le altre vicende giudiziarie dalle quali si è smarcato per decorrenza dei termini o per depenalizzazione, intervenuta nel frattempo, dei reati commessi. L'altra cosa che lei ha omesso nel suo editoriale è il rovescio della medaglia: è vero che alcuni si sono scagliati con veemenza eccessiva sulla stampa e sul video, ma forse tutto questo si è verificato perché su tutte le reti Mediaset nello stesso momento si stava materializzando un processo di «beatificazione» di Silvio Berlusconi che è culminato alla sera con la video-lettera di Toni Capuozzo (il quale tra l'altro si è permesso di citare Indro Montanelli, che, per ritornare a un'altra sua affermazione non condivisibile, non è stato licenziato da Silvio Berlusconi, ma è stato «costretto» e ripeto «costretto» a dare le dimissioni per non adeguarsi alla nuova linea editoriale imposta dal proprietario del Giornale, cosa per la quale mi pare abbia subito la stessa sorte anche lei. I modi attraverso i quali si vogliono eliminare personaggi non più graditi non passano necessariamente attraverso il licenziamento. Se, come mi pare di capire, lei è stato vice direttore del Giornale ai tempi di Montanelli, le vorrei ricordare che i giudizi espressi post-allontanamento dallo stesso Indro Montanelli nei confronti di Silvio Berlusconi non fossero proprio lusinghieri. Per concludere, alla sua stessa maniera, anch'io sono per le zone grigie, ma a volte, come in questo caso, la sfumatura di grigio tende molto al nero.
Giorgio Boschi

Caro Russo e caro Boschi,
le vostre lettere mi confermano che su Berlusconi il bipolarismo è ancora molto forte. Anche adesso che è fuori dai giochi (mi pare che non sia molto seguito neppure dai suoi, anche quando si limita a dare indicazioni) l'ex Cavaliere attira su di sé sentimenti opposti, e sempre veementi.
Al signor Boschi debbo però qualche risposta. 1) non mi faccia così vecchio: io non sono stato vicedirettore del Giornale al tempo di Montanelli, ma negli anni 2007, 2008 e la prima metà del 2009. Non fui costretto ad andarmene: mi dimisi perché Berlusconi, attaccato pesantemente sul caso di Noemi Letizia (anticipo del caso Ruby) decise di rispondere con toni forti, molto forti. Ne aveva il diritto: il giornale era suo, non mio. Il mio diritto era quello di dire di no e andarmene, cosa che feci. La libertà di stampa, per un giornalista, è andare a lavorare dove si vuole, non pretendere che l'editore cambi idea per lui. 2) Volando decisamente più alto, perché mi guardo bene da far paragoni, la stessa cosa accadde a Montanelli. Berlusconi era editore del Giornale, e quindi del grande Indro, da molti anni, e tutto era filato liscio, fino a quando il Cavaliere decise di fondare un suo partito e candidarsi. Anche qui: era diritto di Berlusconi fondare un partito, ed era diritto di Montanelli rifiutarsi di dirigere un giornale di partito. Paradossalmente, direi che avevano ragione tutti e due. 3) Sono stato il curatore dell'ultimo libro di Montanelli (Le Nuove Stanze, 2001), e so bene che cosa diceva di Berlusconi. Così come so bene dei processi che l'ex Cavaliere ha subìto. Ma forse lei non ha capito il senso di ciò che ho scritto, caro Boschi. Io non ho detto che Berlusconi è senza macchia: ho detto che, a bocce ferme, pensavo fosse arrivato il momento di valutare con serenità pregi e difetti, colpe e meriti. Invece in Italia ci si ostina, purtroppo, a scegliere le posizioni estreme, e non si vede una terza via fra la beatificazione e gli inferi.

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  • Biffo

    05 Ottobre @ 11.20

    Direttore, qui sul web, mi ero permesso anch'io di manifestare il mio disaccordo circa le Sue opinioni positive esposte nella lettera "Il Partito dell'odio è sempre in servizio". Avevo semplicemente elencato tutte le enormi gaffes che Berlusconi aveva compiuto, nel corso del suo governo, quale Primo Ministro, non come garzone di bottega qualunque, dinnanzi al mondo intero. Non pensavo di averLa offesa, Direttore, ma ho notato che la lettera in questione, incluso il mio commento, è immediatamente sparita dalla Gazzetta on-line. Ho commesso qualche errore di cui scusarmi e pentirmi? Franco Bifani

    Rispondi

    • 05 Ottobre @ 16.03

      (Dalla Redazione) La lettera in questione, incluso il suo commento, è normalmente online, solo che, come accade sempre, dopo un certo periodo è stata tolta dall'homepage per fare spazio ad altri contenuti. Comunque è facilmente reperibile con il motore di ricerca interno. Eccola: http://www.gazzettadiparma.it/news/news/381271/il-partito-dell-odio-e-sempre-in-servizio.html

      Rispondi

      • Biffo

        05 Ottobre @ 17.34

        Vi ringrazio, mi spiaceva di essere anche solo minimamente risultato sgradevole ad un giornalista di vaglio, come il dott. Brambilla, che ha dato nuova linfa vitale alla Gazzetta, con questi Suoi interventi diretti con i lettori, che lo fanno sentire vicino a chi consulta, da decenni, o da pochi giorni, il quotidiano più antico e glorioso d'Italia. Ancora grazie ed un caro salito al Direttore.

        Rispondi

  • falco

    05 Ottobre @ 10.51

    .... notasi come si continui imperterriti costantemente a parlare ancora ed ancora di berlusconi!

    Rispondi

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