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IL DIRETTORE RISPONDE

Quelli che comprano la vita degli altri

Michele Brambilla

Michele Brambilla

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Egregio direttore,
ci riferiamo alla lettera del signor Polo Gerevini in data 24/09, pubblicata l’1/10. Il problema della tratta di esseri umani nei percorsi migratori, è enorme e gravissimo e, oltre alle donne, concerne anche i minori e gli uomini, avviati dagli sfruttatori allo spaccio di droga, alla microcriminalità, a mendicare o a essere sfruttati oltre misura nel lavoro nero (lavori agricoli, edilizia e altro). E’ un problema che chiede l’impegno delle polizie internazionali per contrastare racket transnazionali: basta una veloce ricerca in internet per avere i dati di questo “giro di affari”, valutato il terzo dopo il traffico di armi e di droga. Il dossier di Save the Children, pubblicato nel luglio scorso, dà lo spaventoso quadro aggiornato del fenomeno relativamente ai minori. Le reti di sfruttatori negli ultimi anni stanno utilizzano gli sbarchi e la possibilità, per i migranti, di presentare la richiesta di protezione internazionale. Per quanto riguarda le donne non si fa finta di nulla: all’impegno delle istituzioni per contrastare il fenomeno, nella nostra città si affianca il lavoro di operatori e volontari nelle le unità di strada e nelle case di accoglienza che ospitano le richiedenti asilo nell’attesa della decisione sul loro permesso di soggiorno. E’ un lavoro quotidiano e costante per rendere consapevoli le donne in quale rete di sfruttamento sono cadute, o rischiano di cadere. Per ‘smontare’ l’inganno di chi le ha illuse, a cui dovranno pagare per anni cifre ingenti della cui entità non sono consapevoli. E’ un lavoro rivolto a fornire loro opportunità formative, in modo che intravedano un’altra via, con laboratori e corsi specifici. E’ un lavoro difficile per la diversità culturale e la barriera linguistica, ma ci proviamo con impegno.
Sì, è triste vedere le ragazze in strada. C’è però un altro aspetto – e non è certo secondario: i trafficanti sanno che nelle nostre città, sulle nostre strade “c’è mercato”, “ci sono clienti”. Gli uomini che “utilizzano” queste donne, davvero non si rendono conto di essere l’anello fondamentale di questa catena di sfruttamento? Che sono pesantemente corresponsabili della tratta di esseri umani?
Giovanna Vettori
Per la Rete per l'Accoglienza al Femminile

Gentile signora Giovanna,
lei tocca, per fortuna, un nervo scoperto: quello dei “clienti”. Quasi sempre, infatti, dobbiamo registrare le proteste dei cittadini per questi stranieri che vengono a spacciare droga o a prostituirsi, deturpando l’immagine della città. Quasi mai, invece, si riflette sull’evidente fatto che, se ci sono stranieri che spacciano e straniere che si prostituiscono, è perché ci sono anche “indigeni” – chiamiamoli così – che volentieri comprano droga e sesso.
Anche recentemente, un noto scrittore ha avanzato la solita proposta di legalizzazione della cannabis per “stroncare gli affari della malavita organizzata” che sta dietro a quel traffico. Quanto sia imbecille una tesi del genere, lo capisce anche un bambino. Una volta legalizzata la cannabis, alla criminalità resterebbero – tanto per stare al solo spaccio di droga – la cocaina, l’eroina, l’ecstasy e mille altre porcherie del genere. Che facciamo, legalizziamo pure quelle?
E la prostituzione? Legalizziamo anche quella, cancelliamo i reati di sfruttamento, favoreggiamento e induzione? Così i delinquenti potranno sfruttare queste povere donne senza neppure rischiare di finire in galera?
La realtà è che la prima battaglia che si dovrebbe fare è educativa; cercare di ridurre, per quanto possibile, il numero di questi “clienti”. E far capire che certi stili di vita fanno male a tutti: a chi vende (o è costretto a vendersi) e a chi compra.

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  • marco

    12 Ottobre @ 08.59

    il direttore scrive praticamente che la proposta di legge sulla legalizzazione firmata da più di 200 parlamentari di tutti gli schieramenti è una cosa da imbecilli, quindi sono imbecilli anche tutti quei paesi dove sono già stati presi provvedimenti n materia tipo Olanda ,Stati Uniti, Spagna ecc. Tutti paesi pieni di imbecilli secondo le parole del direttore. Paesi con una classe dirigente e legislatori tutta formata da imbecilli. Posso dire che le sue parole ,caro direttore suonano un po' sprezzanti e arroganti.Capisco che non le condivide ma da lì a dare dell'imbecille a migliaia di persone che hanno legiferato in giro per il mondo mi sembra esagerato, anche perché stiamo parlando di giudici, politici, insomma intere classi dirigenti non di pregiudicati Sulla prostituzione poi... il mestiere più antico del mondo. Forse il direttore non sa che è vietato lo sfruttamento della prostituzione, ma non il suo esercizio,Non si può impedire a una persona di vendere il proprio corpo.è un suo diritto. Basta poi farsi un giro su internet per vedere le centinaia di donne che vendono il proprio corpo a Parma in modo autonomo. Lo so che è dura per lei che ha scritto "Gesù spiegato a mio figlio", ma alcune donne preferiscono vendere il proprio corpo guadagnandoci bene che lavorare in fabbrica per 2 spicci. Poi ,ovvio, esiste anche lo sfruttamento in strada di povere ragazze ma non bisogna fare di tutta l'erba un fascio.

    Rispondi

    • 12 Ottobre @ 10.07

      (Dalla redazione) Il direttore parla esplicitamente reati di sfruttamento, favoreggiamento e induzione alla prostituzione e non della prostituzione in sé. Non gli faccia dire cose che non ha detto per costruire un argomento ad hominem.

      Rispondi

      • marco

        12 Ottobre @ 11.35

        il direttore ,da quello che ha scritto,è contro anche alle legalizzazione della prostituzione.. cito le sue parole "E LA PROSTITUZIONE?LEGALIZZIAMO ANCHE QUELLA .....cancelliamo i reati di sfruttamento, favoreggiamento e induzione.Così i delinquenti potranno sfruttare queste povere donne senza neppure rischiare di finire in galera." Secondo le parole del direttore legalizzare,regolare, questo mercato consolidato da secoli vuol dire lasciare carta bianca agli sfruttatori anzi va ben oltre,afferma indirettamente che lo stato farebbe un piacere agli sfruttatori legalizzando la prostituzione.

        Rispondi

        • 12 Ottobre @ 15.35

          (Dalla redazione) Esatto, ma non ha affatto detto che la prostituzione in sé sia reato.

          Rispondi

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