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IL DIRETTORE RISPONDE

Propriamente detti

Michele Brambilla

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Caro Taliani,
debbo dirle la verità: leggendo di questa storia della Puppato (donna molto di sinistra, fra l'altro) e dell'Anpi, mi è venuta in mente una delle mirabili battute di quel genio che era Ennio Flaiano: «In Italia i fascisti si dividono in due categorie: i fascisti propriamente detti e gli antifascisti».
Flaiano si riferiva a un certo antifascismo militante che ha finito poi per avere metodi non meno intolleranti e autoritari di quelli dei fascisti. Ora, io non voglio certo dare dei fascisti a quelli dell'Anpi, ci mancherebbe altro. Però buttare fuori una persona perché vota sì al referendum è non solo una cosa sbagliata e controproducente, come dice lei, ma un comportamento antidemocratico: il che, per chi custodisce la memoria della Resistenza, è una roba da matti. Uno può pensarla come vuole sul referendum del 4 dicembre, sia chiaro: ma se dà ragione all'Anpi che ha espulso la Puppato, non si riempia la bocca di due parole: Costituzione e democrazia.

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  • Filippo Bertozzi

    14 Novembre @ 13.23

    Onore ai partigiani finché ce ne sarà ancora qualcuno vivo. Dopo di che, che l'Anpi sparisca, non avendo più ragione di esistere.

    Rispondi

    • 14 Novembre @ 14.17

      (Dalla redazione) C'è anche il dovere della memoria, per dire.

      Rispondi

      • Filippo Bertozzi

        14 Novembre @ 15.32

        Quello è una cosa, fare politica attiva è un'altra. E comunque per me il valore della memoria deve essere mantenuto da istituzioni come la scuola, non da organizzazioni gestite da gente che la resistenza la conosce solo per sentito dire.

        Rispondi

        • Vercingetorige

          14 Novembre @ 17.18

          Anche il Risorgimento lo conosciamo solo per sentito dire ( e male ) . Per anni le popolazioni del Sud si ribellarono contro quella che ritenevano un' invasione piemontese . L' esercito del neonato Regno d' Italia represse la rivolta con sanguinose rappresaglie , come a Pontelandolfo e Casalduni . Nella repressione di quella rivolta perse la vita anche un ufficiale parmigiano . il capitano dei Bersaglieri Icilio Pelizza . Una lapide lo ricorda sotto i Portici del Grano. La sua sciabola fu donata al Comune di Parma . Però , questa volta , sono "off topic" davvero .

          Rispondi

        • Filippo Bertozzi

          14 Novembre @ 18.07

          Infatti, se avessimo ancora associazioni inneggianti a "pensiero e azione", gestite da ventenni che non hanno di meglio da fare, sarebbe un po' anacronistico, oltre che patetico...

          Rispondi

  • Biffo

    14 Novembre @ 11.20

    L'errore fondamentale degli adepti dell'ANPI, da decenni, è quello di credersi gli unici depositari esclusivi della Resistenza, solo quella rossa delle formazioni Garibaldi, in un'eterna e fastidiosa agiografia ed apologia della medesima, i cui appartenenti sarebbero tutti santi ed eroi, compresi quelli, ad esempio, che fecero fuori i combattenti "dissidenti" di Porzùs, per ordine del coraggiosissimo titino Mario Toffanin-Capitan Giacca, mai pentitosi. Il Pipa Pertini Perdinci-Perbacco lo ha graziato subito, appena eletto presidente, poverino…

    Rispondi

    • Vercingetorige

      14 Novembre @ 17.25

      Mario Lizzero, commissario politico delle brigate Garibaldi friulane, non appena seppe della strage propose la pena di morte per Toffanin e i suoi uomini. In un'autobiografia pubblicata postuma (1995) , Lizzero affermerà: « un centinaio di gappisti garibaldini, senza divise (...) convintisi, senza avere prove concrete, che la ventina di partigiani osovari avessero rapporti con il nemico, appena giunti passarono per le armi il comandante "Bolla", il Commissario "Enea", una donna indicata come spia da Radio Londra, e un quarto uomo. Arrestarono poi gli altri che passarono per le armi in modo feroce, uno dopo l'altro, senza processo alcuno: 19 osovari assassinati! (...) Quella non è stata giustizia partigiana, ma un vero e proprio eccidio (...). Ritengo che l'eccidio di Porzus sia all'origine della grande perdita di prestigio e di forza della Resistenza garibaldina ed anche del PCI.

      Rispondi

      • Biffo

        14 Novembre @ 18.26

        Non solo li ammazzarono, Verci, ma fecero i loro bisogni sui morti, li sputazzarono e li mutilarono; un'anteprima di che cosa sarebbe successo a chi non era stalinista e titino, almeno fio al 1948, nell'immediato dopoguerra, se in Italia fossero entrati i soldatini dell'Armata Rossa.

        Rispondi

        • Vercingetorige

          14 Novembre @ 20.08

          "Biffo" , la grazia concessa a "Giacca" , secondo me , fu un errore di Pertini , che , comunque , io continuo a venerare come vecchio socialista pulito ( prima che arrivasse Craxi) . Ciò premesso , sa perché , sui cadaveri di Mussolini e dei gerarchi , fu compiuto lo scempio di piazzale Loreto ( al quale fu proprio Pertini a porre fine , ordinando la rimozione dei cadaveri ) ? Perché , il 10 agosto 1944 , lì , in piazzale Loreto , le camicie nere della "Muti" fucilarono quindici partigiani , e poi ne lasciarono le salme sulla strada , impedendo che venissero rimosse , fino a sera , come monito per i passanti . Personale dell' amministrazione , civile e militare , fascista , fu fatto passare davanti ai corpi , insultandoli e sputandoci sopra . Quando arrivò il corpo di Mussolini , molti vollero restituirgli il favore. Lei sa anche che , mentre le Brigate Garibaldi friulane si appoggiavano al "IX Corpus" jugoslavo , la "Osoppo", appoggiata dalla CIA , è andata poi a costituire "Gladio".

          Rispondi

        • Biffo

          15 Novembre @ 00.11

          Verci, ti ringrazio, ma mi ricordi faccende che conosco da decenni, da quando mi sono laureato ed ho iniziato ad insegnate, nel 1968.

          Rispondi

  • mancastroppa

    14 Novembre @ 10.32

    Stimato Direttore, in attesa che sia l'Anpi a risponderle (basta leggere in rete le dichiarazioni del Presidente Nazionale Smuraglia e della Presidente della sezione di Montebelluna per farsi un quadro più corretto di come siano andate le cose), prendiamo atto che ancora una volta Lei ed il Suo giornale lasciano da parte l'obiettività e la ricerca della verità per fare accuse strumentali ed alludenti. Anche solo accostare l'ANPI a comportamenti fascisti credo deponga tristemente a suo demerito. Accerti la realtà dei fatti e la sua strumentalizzazione, prima di esprimere facili giudizi. Giordano Mancastroppa maestro elementare e membro del Comitato per il No-Parma

    Rispondi

    • 14 Novembre @ 12.20

      (Dalla redazione) La tessera della Senatrice Puppato non è stata rinnovata e le è stata rigettata la domanda di iscrizione perché "fa propaganda attiva per il sì". Quindi se fosse stata zitta - o meglio avesse parlato a bassa voce - non ci sarebbero stati problemi. Lasciamo ai lettori il giudizio.

      Rispondi

      • Biffo

        15 Novembre @ 00.21

        Ma,fra l'altro,se non vado errato, Carlo Smuraglia non era stato attivo rta i partigiani ,ma si era aggregato alla Divisione Cremona, 8^ Armata, che faceva parte dei Corpi Cobelligeranti italiani, dopo l'armistizio dell'8 settembre. Come mai è diventato Presidente dell'ANPI?

        Rispondi

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