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IL DIRETTORE RISPONDE

Sul referendum siamo diventati tutti professori

Michele Brambilla

Michele Brambilla

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Egregio direttore,
io voterò Si al referendum. Tuttavia devo ammettere che dopo aver letto una citazione di Bertrand Russel un po’ di turbamento l’ho avvertito. Questo dice: «Non vorrei mai morire per le mie idee, perché potrebbero essere sbagliate». Mi consola il fatto che Russel quando le ha pronunciate non sapeva del referendum in quanto, nelle sue famose citazioni ha pure aggiunto: «Il problema dell’umanità è che gli stupidi sono strasicuri, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi». Direttore; mi sento lusingato. (sto scherzando naturalmente). Voterò (sì) perché spero in qualcosa di diverso rispetto allo stato attuale. Il mio è un investimento sul futuro. Ho ascoltato con attenzione i motivi delle diverse posizioni ma mi sono deciso dopo avere rispolverato le certezze remote. La riforma del 2006 prevedeva il premierato e la possibilità che il presidente del consiglio potesse sciogliere le camere e revocare ministri. Metteva mano alla funzione del Consiglio di stato e poteva modificare la composizione della Corte costituzionale. Oggi siamo chiamati a confermare modifiche alla costituzione senza toccare i poteri attuali. Che si potesse far meglio lo penso anch’io, ma se vince il no sarebbe molto peggio (naturalmente secondo il mio parere). Ne conseguirebbe una immediata decadenza dell’Italicum (legge che vale solo per la Camera) e quindi si dovrà definirne una possibilmente condivisa (il più possibile?). Ma allora esiste già: si chiama proporzionale. Tutte le proposte alternative all’Italicum; dal Bersanellum al democratellum grillino, all’Italikos dei giovani Turchi, hanno una impiantistica proporzionale. E allora? In un sistema ormai tripolare nessun partito può produrre una maggioranza omogenea. Dunque il ritorno alle coalizioni; le coalizioni si formano in parlamento dopo che gli elettori hanno votato. Quindi? Tutto può mutare! Anche (è possibile) la volontà espressa alle urne. Mutare secondo le condizioni, i desideri, le necessità. In poche parole, il potere passa dagli elettori ai partiti. Allora tutto può succedere. Ognuno avrà una rendita di posizionamento, che sia al governo, o all’opposizione. Una legge proporzionale bloccherà per sempre l’accesso al governo del M5S e che fingano di non capirlo, mi inquieta . Mi fa ricordare la romana Taverna quando supponeva un complotto per farli vincere.
Sergio Bottazzi
Marzano di Terenzo, 21 novembre

Che meraviglia la sua lettera, caro Bottazzi. Non tanto perché dimostra di capire di politica (come il Bottazzi dei racconti di Guareschi, cioè Peppone, che con la saggezza della Bassa sapeva vincere le elezioni e amministrare il suo comune), quanto perché mostra una virtù rara, rarissima: la consapevolezza che ciascuno di noi può anche avere torto. Che nessuno possiede la verità rivelata, tanto meno in politica. E tanto più su una materia complessa come questa della modifica costituzionale.
Io non so quanti italiani sappiano di quanti articoli è composta la Costituzione: non parliamo poi di quanti ne conoscano davvero il contenuto. Pensi che perfino un politico di quelli che vanno per la maggiore, il grillino Alessandro Di Battista, ha detto in televisione (a “Piazza pulita”) che la Costituzione repubblicana «è stata approvata a suffragio universale nel 1948»... Due strafalcioni in uno, che non permetterebbero a un bambino di passare la quinta elementare: eppure lo dice che uno che si candida a guidare il Paese e va elencando per tutta Italia i motivi per cui al referendum si deve votare “no”. Se dice così un attivista di quel “calibro”, figuriamoci cosa ne sa, del referendum, la maggioranza degli elettori.
Eppure noi italiani siamo diventati tutti professori di diritto costituzionale, al bar sport dopo le discussioni sul calcio ci accapigliamo sul referendum, e discettiamo sul bicameralismo perfetto con le stesse certezze che ostentiamo sul 3-5-2.
Meno male che qualcuno, come lei, pur votando non pretende di essere onnisciente e infallibile. E capisce che la politica è sì una cosa molto importante: ma noi, almeno a volte, dovremmo imparare a prenderci un po' meno sul serio. E a non salire sempre in cattedra.

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  • Vercingetorige

    24 Novembre @ 11.42

    Se fate i bravi , per Santa Lucia vi regalo un grembiulino .

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  • salamandra

    23 Novembre @ 17.45

    Se passa questa riforma la costituzione ce la teniamo così per un bel po'. Se non passa la legge elettorale la si può cambiare (anzi la si deve cambiare). E questo non è un evento affatto raro. Non le piace il proporzionale? Neanche a me e per gli stessi motivi ma mi guardo bene dal peggiorare la Costituzione per questo.

    Rispondi

  • Davide

    23 Novembre @ 16.35

    La tristezza è che molti le proprie idee le mettono nel cassetto per accodarsi, compiacere, obbedire al proprio padrone questo è il vero problema ed è la morte del libero pensiero (quanti in questo momento stanno prendendo posizione sul referendum solo per il proprio tornaconto personale?) . Questo referendum un risultato di certo lo ha raggiunto ha svilito la nostra costituzione da vendere agli elettori come si venderebbe una batteria di pentole....

    Rispondi

  • Biffo

    23 Novembre @ 16.31

    Direttore, se Le posso dire francamente la mia, ebbene, sì, andrò a votare, probabilmente per l'avverbio affermativo. Ma sono convinto che, in ogni caso, che vinca il Sì o il No, le cose non cambieranno affatto in Italia, e mi fanno ridere coloro che si azzannano e si azzuffano, a parole, sputazzando sentenze da BAR SPORT. LEI SI RICORDERà SENZA MENO LA fRASE, TRISTEMENTE VERA, PRONUNCIATA, NE "IL GATTOaPRDO", non dal Principe, ma da suo nipote Tancredi: , «Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi». Da quando sono nato, 71 anni fa, in Italia non mi sono accorto mai di cambiamenti epocali, ma solo di trasformismi astutissimi di uomini e di situazioni, più malleabili della plastilina.

    Rispondi

    • ab9pr

      24 Novembre @ 08.45

      alberto_bianco@alice.it

      Ho la metà dei suoi anni Biffo ma sono d'accordo per intero ...

      Rispondi

  • falco

    23 Novembre @ 11.24

    La mia opinione invece è diametralmente opposta. Infatti, io preferisco morire con le mie idee anche se poi si rivelano errate. Per il semplice fatto che, sicuramente, non tutte quante lo sarebbero! Semplice logica matematica. Di conseguenza, non mi importa correre a studiare pagine e pagine sulla costituzione su quello che verrebbe modificato nello specifico. Mi basta sapere che è sbagliato il principio. Perchè, per me, basta solamente percepire il "turbamento" per avere immediatamente il dubbio che dietro ci siano le solite manovre per poi fregare come sempre il popolo italiano. E' come conoscere la matrice di utilizzo del gioco in atto. Quindi non mi fido per principio. Quindi è logicamente preferibile lasciare stare le cose come sono invece di modificarle! A me non piace affatto fare salti nel buio, ma a quanto pare a molti invece si. Perchè si sentono sicuri (loro) di non sbagliare.

    Rispondi

    • falco

      23 Novembre @ 11.50

      ps: dimenticavo...spero che, prima del 4 dicembre, il direttore metta lo stesso articolo ma al contrario! Cioè il commento e la discussione inerente il NO. Tanto per parcondicio, no? Perchè altrimenti, alla fine, il risultato sarebbe quello di aver lasciato spazio solamente alla discussione e tematica del si..... con conseguente "dubbio" e "turbamento" nel sospettare che dietro vi sia il solo intento di propagandare il si. Sarò prevenuto ma, come spiegato prima, non mi fido per principio avendo avuto modo negli anni di conoscere la matrice di funzionamento del gioco.....

      Rispondi

      • salamandra

        23 Novembre @ 17.46

        Sicuramente avremo un editoriale del Direttore a proposito come succedeva col precedente. Ho il sospetto e l'auspicio che sarà per il sì.

        Rispondi

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