Si riparte da Detroit: c'è la prima Dodge. Con tecnologia Fiat
di Lorenzo Centenari
Stati Uniti terra di pick-up e sport utility. Un po’ meno di un tempo, se è vero che a dispetto di un mercato fondato sull’eterna popolarità di pachidermici Ford F-Series, Dodge Ram e Chevrolet Silverado, l’edizione 2012 del Naias - meglio conosciuto come Salone di Detroit - ha propiziato lo sbarco in Michigan di «forestieri» che non si occupano solo di modelli dai cinque metri in su. Ma ai quali attribuire tuttavia buona parte delle 40 novità assolute previste in passerella.
È il caso di Mini con la biposto Mini Roadster e Smart con l’elettrica cittadina For-Us, per citare i casi estremi, ma anche le rispettive case madri Bmw e Mercedes. Oppure Volvo, Volkswagen, Porsche. La stessa Fiat, che sfrutta l’alleanza con Chrysler come cavallo di Troia per piantare radici anche nelle grandi praterie nordamericane: per il progetto della compatta Dodge Dart si è ricorso alla piattaforma dell’Alfa Romeo Giulietta.
La Chrysler «italiana»
La Dart, il cui piano di produzione partirà in primavera negli stabilimenti Chrysler dell’Illinois, si distingue in particolare per essere il primo esemplare del gruppo fabbricato negli Usa su tecnologia Fiat. La Dart è una compatta con dimensioni e architettura analoghe alla Giulietta, sviluppata per servire a breve anche come base per il modello 4X4 che rimpiazzerà la Jeep Liberty. Ha un consumo combinato di 40 miglia per gallone e sarà commercializzata in Usa entro la prima metà del 2012. Soprattutto rispetta tutti i presupposti richiesti per passare al terzo e ultimo «Ecological Event» contemplato dall’accordo di salvataggio della Chrysler stretto da Marchionne con Obama.
Un’operazione uguale e contraria sta invece dietro alla Chrysler 200 Super S Mopar, cugina di primo grado della Lancia Flavia di imminente presentazione.
In programma da domani al 22 gennaio con l’apertura al pubblico prevista per sabato 14, la 22ª edizione del North American International Auto Show dedica tuttavia i riflettori più potenti a una delle sue «Big Three»: sotto il nome Fusion si cela in realtà la futura generazione di Ford Mondeo, un’attrice cioè destinata a prendere anche la via dell’Europa e ad attrezzarsi quindi di sofisticati motori diesel, non solo della gamma turbo benzina EcoBoost.
Yankee di razza
Detroit, culla dell’industria automobilistica a stelle e strisce che nonostante la ripresa interna (+10,3% nel 2011) rischia il default intesa come città, svela anche un’altra «yankee» di razza come Cadillac ATS, berlina di lusso da 273 Cv (motore 2 litri sovralimentato dal valore record di 136 Cv/litro) concepita per pestare i piedi alle tedesche. A proposito: se la Stella trasporta oltreoceano la nuova generazione di SL e due esercizi di tecnologia ibrida come le Classe E 400 Hybrid ed E 300 BlueTec Hybrid, da Monaco spiccano il volo le nuove Serie 3 e la M5, oltre a una Serie 5 a sua volta in salsa ibrida (ActiveHybrid) e due proposte elettriche agli antipodi come missione dai nomi di i3 (urban) e i8 (sport), peraltro già viste a Francoforte e Tokyo nei mesi scorsi.
La 911 si «scopre»
Porsche partecipa alla sfilata di anteprime grazie alla 911 Cabrio, dalla capote in tessuto e materiali compositi, mentre i futuri leader mondiali di Volkswagen scelgono il suolo americano per dare alla luce la parsimoniosa (19 km/l) Jetta Hybrid.
Propulsioni alternative
Non passa inosservato come anche alla Cobo Hall il tema più gettonato sia proprio la propulsione alternativa: ecco allora che Volvo dà il suo contributo togliendo i veli, oltre a una versione allo stato grezzo della V40 (erede designata della C30), al Suv XC60 ibrido plug-in, così come Toyota abbozza la propria NS4 Hybrid Plug-In e perfino Jeep atterra sul pianeta ecologico con una Grand Cherokee elettrificata da Amp Veicoli Elettrici.
Nemmeno una NSX 4x4 a trazione mista benzina-elettrico (400 Cv, in Europa nel 2014), «shock car» che Honda getta in pasto ai pronipoti dello zio Sam, desta in effetti scalpore quanto un fuoristrada a zero emissioni. Made in Italy affidato a Maserati, che dopo Francoforte ripropone uno step evoluto del maxi-Suv Kubang.
Scendendo di categoria, al Naias si vedrà anche il concept del 7 posti Nissan Pathfinder 2013. E a difendere l’alto di gamma ci pensa infine Bentley, che in tempi di crisi taglia del 40% i consumi del V8 che spinge la Continental GT Coupé. Detroit deflagra all’insegna della sperimentazione, dell’ottimismo, ma anche di un buon senso che trova nelle economie di scala il proprio effetto principale. Nella speranza che il vento della ripartenza raggiunga al più presto anche la sponda opposta dell’Atlantico.
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