Il Korando non si fa mancare nulla
La Ssangyong è rinata alla fine del 2010 con il Korando. Nome curioso - rievoca il motto “Korean can do” - ma di buon auspicio: questo Suv compatto fuga con sicurezza qualsiasi timore legato ai problemi finanziari del marchio negli ultimi anni. Design, prestazioni, tecnologia, prezzo: non manca proprio nulla, tanto meno ora che il Korando ha aggiunto anche il cambio automatico. E abbiamo testato proprio la 2.0 e-XDi Classy AWD con cambio automatico, modello che non arriva a 29mila nemmeno includendo la vernice metallizzata. E già questo è un buon punto di partenza, perché 441 cm di Suv tratteggiati da Giugiaro con trazione integrale «on demand» e la bellezza di 175 Cv profusi dal 2.0 litri turbodiesel sono un bel «pacchetto». Se qualche appunto si può muovere è alle plastiche, non delle migliori, anche se gli assemblaggi sono molto buoni. A bordo domina la sobrietà, come del resto nelle linee morbide che fanno dimenticare in frette le Ssangyong muscolose e spigolose di una decina d'anni fa.
Il quattro cilindri disposto trasversalmente borbotta un po' troppo in fase di accensione, ma si riscatta ampiamente in autostrada. Quanto alla potenza, basta e avanza per disimpegnarsi bene nei sorpassi o quando si ha fretta. I consumi reali, stando attenti, possono arrivare a 12/13 km con un litro, ma il più delle volte si sta intorno ai 10, soprattutto guidando anche in città. Il cambio - che prevede anche la selezione delle modalità Winter e Summer - ha sei marce ed è frutto di un nuovo progetto che ha puntato molto sulla riduzione di pesi e il controllo intelligente che ottimizza le logiche di selezione delle marce. Con successo. Quanto allo spazio, è tanto per passeggeri e bagagli.
La dotazione di serie è quasi da tedesca, si va dal Bluetooth (anche se il vive voce non è cristallino) ai sensori di parcheggio, ma anche - tra le tante cose - Esp, cerchi in lega e fendinebbia. A. T.
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