Bmw Z4, cambio di stile
Lorenzo Centenari
In comune con la precedente possiede il nome, ma in realtà la nuova Z4 è un’evoluzione della vecchia ancor più di quanto la prima Z4 rispetto alla Z3. E non solo a causa della soluzione adottata per il tettuccio apribile, ora in alluminio e non più in tela quasi ad arrendersi alla tendenza imperante che vuole la differenza fra roadster e coupé assottigliarsi sempre di più attraverso la formula coupé - cabriolet.
L’hard top in alluminio bipartito, ripiegabile elettricamente in 20 secondi e tutto sommato dalle modeste pretese di spazio quando è «raggomitolato» nel bagagliaio (rubando 130 litri ai 310 complessivi, non impedisce a due trolley di sistemarsi per il traverso), è solo la caratteristica, tecnica e stilistica, più lampante. Ma è sufficiente girare attorno alla nuova Z4 per capire come le differenze si estendano all’intera carrozzeria (una donna, Juliane Blasi, la stilista) e anche alla conformazione dell’abitacolo.
Sia il design esterno che quello degli interni ricordano ora da molto vicino il corpo di un atleta: reattivi spigoli alternati a superfici armoniose. Il telaio attivo Ddc (Driving Dynamic Control) è un’altra potente arma di seduzione: i tasti «Normal», «Sport» e «Sport +» sintetizzano tre progressivi livelli di intervento dell’elettronica e altrettante diverse risposte di motore e sospensioni.
Dedicato ai più arditi, invece, il pulsante che stacca completamente l’assistenza alla stabilità. Ormai prossima al lancio (in vendita da metà maggio) la Z4 di seconda generazione, fabbricata a Regensburg, in patria, e non più negli Stati Uniti, è abbinabile a tre diversi motori a benzina, col 2,5 litri della 23i (204 Cv) a fare da apripista, il 3 litri aspirato della 30i (258 Cv) a rappresentare la scelta più equilibrata e il portentoso 3.0 Twin Turbo da 306 cavalli a concludere in bellezza la (provvisoria) gamma ternaria.
Di serie Bmw offre un cambio manuale a 6 rapporti, ma sarebbe un delitto non accoppiare la potenza e la leggerezza (solo 161 kg per il 2.5) dei 6 cilindri in linea con la trasmissione automatica a doppia frizione che, oltre a offrire 7 marce anziché 6, le spara dentro senza soluzione di continuità e sostituendosi al pilota, con la doppietta automatica, anche in fase di rilascio: libidinoso.
Per finire, una citazione per l’iDrive , il sistema multimediale dalla memoria fissa esagerata (80 Gb) ma dall’interfaccia ancor più semplice: a Monaco potrebbero tranquillamente costruire computer oltre che automobili.
Il prezzo di accesso di 39.400 euro, per concludere, rende la Z4 un’avversaria ancor più scomoda per la rivale - connazionale Porsche Boxster.
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