dal nostro inviato Aldo Tagliaferro
Ci sarà anche la crisi, ma il gruppo Hyundai Kia non è rimasto lì a farsi schiaffeggiare: ha chiuso il 2009 in controtendenza, permettendosi anche il lusso di investire 10 miliardi di dollari. I risultati? Oggi Kia entra nel nostro mercato dalla porta principale con un prodotto - la Venga - che di orientale non ha più molto: linea, qualità (e ormai anche prezzo) sono decisamente europei, ma l'asso nella manica sono i sette anni di garanzia che in un segmento difficile come quello delle monovolume compatte può fare la differenza.
Eccola qua, la Venga: poco più di 4 metri con un look piacevole pur se abbondano le «citazioni» da Ford (C-Max, Fiesta) e Toyota (Yaris). Il frontale ovviamente immolato all'altare dei pedoni - quindi alto, smussato e con fari allungati - , la linea laterale a cuneo, lo sviluppo verticale ma armonico del tetto e un posteriore ben raccordato esprimono al tempo stesso dinamismo e familiarità. E' all'interno che si tocca con mano quanto sia «europea» questa Kia progettata in Germania: la qualità dei materiali è cresciuta, così come la plancia e la strumentazione uniscono pulizia di disegno, praticità d'uso e un tocco di felice simmetria.
Anche quello che non si vede ha le carte in regola per sfidare le varie Musa, Modus, Meriva, Picasso: doveroso trovare Abs, Ebd e tutti gli airbag del caso, meno scontato che siano di serie il controllo di stabilità e trazione oltre al sistema che tiene frenata la Venga nelle ripartenze in salita.
Lo spazio non manca né al volante né per i passeggeri; il divano posteriore tra l'altro scorre per 13 cm e quindi anche il bagagliaio ha una modularità sorprendente. Si parte da 440 litri (18 sono sotto il vano) per arrivare a 470, ma abbattendo i sedili i litri diventano 1485, la lunghezza utile 1 metro e 55 centimetri e il fondo completamente piatto. Meglio delle famose concorrenti francesi, tanto per rendere l'idea.
Alla guida la Venga si fa apprezzare per lo sterzo (elettrico) preciso e docile e la buona visibilità aiutata da una posizione leggermente rialzata. Il cambio a sei rapporti non impressiona, ma la frenata è ben calibrata. Sotto il cofano la scelta è abbastanza ampia, con una preferenza per i benzina decisamente più silenziosi dei diesel. I propulsori a gasolio sono due: un 1.4 declinato in due versioni (77 e 90 Cv) e il noto 1.6 da 115 Cv con turbina a geometria variabile. Stesse cilindrate per i propulsori benzina, ma i cavalli sono rispettivamente 90 e 125. Il 1.4 tra l'altro monta il dispositivo che ferma il motore durante le soste nel traffico e a breve arriverà anche nella versione bi-fuel con Gpl.
Tre gli allestimenti, tutti con un equipaggiamento sopra la media. Il livello top (TX) offre sfizi da categoria superiore, come la telecamera posteriore che proietta le immagini nello specchietto retrovisore quando si innesta la retromarcia, smart key, cerchi da 17”, inserti in pelle.
Il listino è competitivo ma non stracciato (soprattutto se si aggiungono satellitare, cambio automatico, tetto panoramico...), segno che la leva del prezzo non è più la prima arma delle coreane: si parte da 14.900 euro per arrivare a 19.800, ma la Kia propone 1000 euro di incentivi al lancio.
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