Sarà anche stata varata per solcare mari poco trafficati (il mercato delle berline di lusso rappresenta per Audi una quota tutto sommato marginale), ma il suo ruolo di «flagship», di ammiraglia a capo di una profonda filosofia più ancora che di un marchio, alla A8 nessuno glielo contesta. La terza generazione della limousine bavarese racchiude, nei suoi 5,13 metri di lunghezza (ed è in previsione pure la variante a passo lungo, di una decina di centimetri maggiore), un secolo di progresso tecnologico. E non solo in campo strettamente motoristico: anzi, è possibile considerare la gamma propulsori come l’elemento più conservativo. In attesa di una probabile S8, l’offerta si articola infatti nei noti V8 di 4,2 litri a benzina (FSI) e gasolio (TDI), il primo accreditato di 372 Cv e 445 Nm, il secondo che perde la partita dei cavalli («solo» 350) ma stravince al capitolo coppia (800 Nm), l’unità di misura che peraltro meglio esprime il piacere di guida di una vettura simile.
Detto che in autunno si aggiungerà il più mansueto 3.0 TDI (250 CV, trazione integrale «quattro» ma anche solo anteriore), il colpo d’occhio dell’A8, rivale per eccellenza di BMW Serie 7 e Mercedes Classe S, si conferma eccezionale. Persino, si fa più emozionale grazie a una linea ancor più slanciata e leggera, a un frontale aggressivo che profuma di pista più ancora che di rappresentanza, infine a un’illuminotecnica futuristica che prevede gruppi ottici interamente a LED (indicatori di direzione inclusi).
L’impiego dell’alluminio piuttosto che l’acciaio per l’autotelaio si traduce inoltre in un risparmio di peso del 50%: alla silhouette esterna il compito, efficacemente portato a termine, di trasmettere agli attoniti utenti del traffico la tecnologia che sorregge la più giovanile fra le berline premium.
Che dire, poi, della trasmissione, degli allestimenti, delle premure che l’A8 riserva ai propri fortunati occupanti? Un dossier non basterebbe. Ci limitiamo a segnalare il cambio automatico sequenziale Tiptronic a otto rapporti con «paddles» al volante, i sedili automassaggianti e autoventilanti, la funzione di assistenza alla visione notturna in grado di rilevare la presenza di pedoni, ma soprattutto un MMI (Multi Media Interface) dal manuale d’uso semplificato ma al tempo stesso dalle ramificazioni ancor più ricche.
Davvero un peccato affidare l’A8 a un autista: c'è pure l’Audi Drive Select (sospensioni pneumatiche adattive e sterzo dinamico) a ingolosire il proprietario e a convincerlo a prendere i comandi di persona. Da noi a metà marzo a partire da 92.900 euro.L.C.
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