Spesi 271 milioni di euro nel Parmense per la manutenzione auto
Nel 2009 gli automobilisti dell’Emilia-Romagna hanno speso per la manutenzione e le riparazioni delle loro auto 2.621 milioni di euro, il 9,22% dei 28.415 milioni a livello nazionale. La spesa annua per autovettura è stata in media, in Emilia-Romagna, di 978 euro, contro una media nazionale di 778 euro. I dati derivano da uno studio dell’Osservatorio Autopromotec, struttura di ricerca di Autopromotec, rassegna internazionale delle attrezzature e dell’aftermarket automobilistico, la cui 24/a edizione biennale si terrà nel quartiere fieristico di Bologna dal 25 al 29 maggio 2011.
L'Emilia-Romagna, per spesa in manutenzione e riparazioni del proprio parco di 2.678.831 autovetture, si colloca al quarto posto della graduatoria nazionale per regioni, preceduta da Lombardia, Lazio e Veneto. È ovviamente Bologna la provincia che registra, con 620 milioni, la spesa più alta per manutenzioni e riparazioni di auto nel 2009. Più distanziate seguono le province di Modena con 472 milioni, Reggio Emilia con 321, Parma con 271 milioni di euro spesi (il 10,34% del totale regionale), Ravenna con 224, Forlì-Cesena con 219, Rimini e Ferrara con 175 milioni, e Piacenza che con 144 milioni chiude la graduatoria delle province emiliano-romagnole.
I fattori che incidono sulla consistenza e la dinamica della spesa sono tre: frequenza del ricorso all’officina, complessità degli interventi e dinamica dei prezzi. Per quanto riguarda il ricorso all’officina, l’Osservatorio Autopromotec rileva una tendenza alla diminuzione della frequenza per effetto dell’innovazione tecnologica, che rende le vetture sempre più affidabili e meno bisognose di manutenzione. Su questo andamento di lungo termine incidono però situazioni contingenti che possono, in un determinato periodo, ridurre o aumentare la frequenza del ricorso all’officina. In particolare nel 2009 la frequenza si è ridotta per due elementi: la congiuntura economica fortemente negativa, che ha indotto molti automobilisti a rinviare gli interventi non assolutamente indispensabili, e il fatto che gli incentivi alla rottamazione hanno determinato l’uscita dal parco circolante di molte auto che avrebbero avuto bisogno di ricorrere all’officina.
Un altro fattore che influisce sulla spesa è la complessità (e quindi il costo) dei singoli interventi. L’innovazione tecnologica, se da un lato rallenta la necessità di rivolgersi all’officina, dall’altro rende più complessi gli interventi per il crescente impiego dell’elettronica ed anche perchè si tende sempre più a sostituire, piuttosto che a riparare. L’ultimo fattore che incide sulla dinamica della spesa per la manutenzione e le riparazioni sono i prezzi: secondo l’Istat, nel 2009 i prezzi dei ricambi hanno avuto un incremento contenuto nell’1,13%. Pure modesto è stato l’incremento della spesa per l’attività di manutenzione (1,98%). Più sostenuta, invece, la crescita dei prezzi per l’attività di riparazione (4,20%), crescita dovuta, secondo l’Osservatorio, ad un aumento della domanda dei servizi di officina generato dall’invecchiamento di una parte consistente del parco circolante.
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