Kubica: «Gran bella gara, questa del Taro»
Ha vinto lui, in tutti i sensi. Non ce ne voglia Sossella, legittimo successore nell’Albo d’oro del concittadino Franco Cunico, leader del Taro nel 2009, ma a Robert Kubica va la palma di rivelazione. Sportiva e umana. Altro che la gabbia di privacy di cui si circondano i colleghi del Circus: a fine gara Robert, quell'umiltà che non abbandona chi è nato oltre la Cortina di Ferro (Cracovia), gironzola da solo fra i mostri meccanici che ancora sudano polvere e benzina. Curiosità, passione sincera per il suo mestiere. «Sono molto soddisfatto del mio successo di classe Super 1600 - commenta poco prima delle premiazioni -, ancor di più di aver portato a termine un rally senza noie alla vettura. Lo scorso weekend ero al rally Mille Miglia a Brescia ma avevo dovuto abbandonare per problemi al cambio. Qui è filato tutto liscio». Il Taro sancisce la definitiva consacrazione di Kubica a membro di una razza in via di estinzione: quella dei piloti «totali». Pista, rally e, presto lo scopriremo, probabilmente pure lo sterrato, non fa differenza. Trattasi sempre di manovrare un volante e una manciata di pedali, al resto ci pensano istinto e riflessi da uno su un milione. «Il Taro? Gran bella gara - afferma Kubica -, mi è piaciuta in particolare la prova speciale Folta: veloce e larga. Sono in macchina da cinque weekend di fila, ma non mi stanco». E soprattutto, se mamma Renault impone, soldato Robert non può che ubbidire e correre: iniziative pubblicitarie che, pare, non gli pesano. Parola ora a Sossella, autentico dominatore della generale cui nemmeno 20" di penalizzazione per manovra pericolosa in parco assistenza hanno ferito la fiducia nella propria impresa: «Gara difficile a causa di condizioni meteo variabili: tanto fastidio lassù in quota per la nebbia. La scelta delle gomme - si compiace Sossella - è stata sempre azzeccata e ci ha permesso di consolidare via via il vantaggio e di chiudere amministrando». Ed è proprio la pioggia, che ha parzialmente scombinato i piani di Flavio Federici: «Ho cominciato a capirci qualcosa solo verso la fine - confessa l’idolo locale, qui vincitore nel 2007 -, quando ho apportato qualche modifica alla mia 207 Super 2000. Tuttavia sono felice di aver rotto il ghiaccio e di aver raggiunto il podio di categoria. Bravo Cortinovis, che in qualità di "terraiolo" ha saputo interpretate meglio il fondo stradale». Cortinovis è il giovane che ha staccato il secondo posto di S2000 anche grazie alla navigazione di Giancarla Guzzi, la copilota parmense che lascia la gloria al suo compagno di equipaggio: «Per essere l’esordio su asfalto - riflette Cortinovis - abbiamo conquistato un piazzamento eccezionale».
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