GranCabrio, la seduzione
di Aldo Tagliaferro
Ecco, il tridente ha trovato anche la terza punta: a Quattroporte e GranTurismo la Maserati affianca la GranCabrio. E non pensate che sia solo una GT con la capote: la base è quella, ma tutta la parte alta è ridisegnata e ci troviamo di fronte a un gioiellino stilistico (la firma è di Pininfarina...) degno dell'eredità lasciata da nobilissime spider di casa, dalla A6G Frua alla Ghibli.
Inutile dire che saranno gli Usa a fagocitare almeno metà della produzione (circa 2000 pezzi l'anno a regime). Nulla di male, tanto più che in un mercato che arranca Maserati ha saputo reagire alla crisi per tempo e oggi raccoglie i frutti: +15% nei primi cinque mesi del 2010.
Ma veniamo alla GranCabrio, la scoperta con il passo più lungo della piccola pattuglia che presidia il segmento (Bmw M6 e Jaguar XKR le “avversarie”): è l'unica a offrire quattro posti veri e non il classico 2+2, anche se va detto che viaggiando con la capote chiusa chi è sopra il metro e 75 qualche problemino lo vive. Lo stile è leggero, la GranCabrio è slanciata, tesa come sottolinea il taglio laterale sulla minigonna. Più bella (come quasi sempre accade in questi casi) scoperta che chiusa, quando la capote in tela si richiude la GranCabrio assume un taglio estremamente originale, molto dinamico e in grado di nascondere con disinvoltura i 4881 mm di lunghezza.
Il primo problema da affrontare, quando si toglie un tetto, è quello della rigidità. Qui il problema era aggravato dai 294 cm di passo, ma gli ingegneri Maserati hanno lavorato molto bene in profondità: i livelli di rigidità sono nettamente best in class e soprattutto non è stato sacrificato nulla sul versante del design. Tutti i rinforzi sono “annegati” e contenuti in appena 100 kg in più: il risultato è una guida molto piacevole nel misto, dove i cambi di direzione sono affrontati senza esitazioni dalla GranCabrio.
A proposito, il motore scelto è il già noto 4.7 della GT, ma ricalibrato. Docile quando si sfiora l'acceleratore, sa urlare dai pistoni quando si sceglie l'opzione “Sport” e si affonda il piede. La parte meccanica conferma quanto già conosciamo della GT, la novità si chiama HBA (Hydraulic Brake Assist) che migliora decisamente le frenate di emergenza.
Passiamo alla capote: tre strati servono a blandire l'occhio (dentro e fuori) e a garantire silenzio e tenuta, evitando qualsiasi effetto “balloon” anche alle alte velocità. In 20” la capote si apre o chiude e può farlo fino a una velocità di 30 km/h; 8” in più vanno concessi ai vetri per scendere e risalire.
Da qualche parte, però, era ovvio che si perdesse qualcosa: il bagagliaio si riduce a 175 litri (sono 260 nella GT) perché la vasca che contiene la capote rigida ha una funzione strutturale. Del resto, chi fa il rappresentante compra una station e non una Maserati cabrio... Però il Tridente ha pensato anche a questo: c'è un set di quattro valige dedicato alla GranCabrio e pure due borse aggiuntive da alloggiare nei sedili posteriori.
Il prezzo è di 135mila euro e non ha spaventato nessuno: gli ordini sono già più del previsto.
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