Volvo S60, stile e sicurezza rigorosamente svedese
di Lorenzo Centenari
MILANO - Non sono un popolo che ama i cambiamenti, gli svedesi. Una svolta stilistica l’aveva già tracciata Steve Mattin disegnando, due anni fa, la XC60: ebbene, la S60, dall’assonanza che col Suv conferma la stretta parentela, non fa altro che accodarsi e riproporre quei pochi ma decisi tratti che due anni fa avevano emozionato. L’allusione è soprattutto ai sinuosi fari posteriori, agli sbalzi corti, ai vetri inclinati che ricordano quelli di una coupé. Mai una Volvo è stata accostata all’idea di stravaganza; nonostante si autodefinisca l’auto più dinamica di sempre della storia del brand, non capiterà neppure alla nuova berlina.
Che tuttavia fa forza su altre caratteristiche tradizionali del costruttore scandinavo, in procinto di passare in mani cinesi (a ottobre sarà di Geely, fino ad allora Volvo farà ancora parte a tutti gli effetti del gruppo Ford), come robustezza, sicurezza e guida intuitiva. Nell’attesa che venga esteso da un modello da 2.000 unità annue o poco più (i volumi, in Italia, li farà la wagon V60, prevista per novembre) all’intera gamma, il Pedestrian Detection emerge come l’autentico marchio di fabbrica della berlina media di Goteborg.
Evoluzione del City Safety (di serie), introdotto proprio sul capostipite della famiglia XC60, attraverso strategiche telecamere anteriori riconosce un ostacolo umano sulla traiettoria e in caso di totale distrazione provvede ad arrestare completamente il veicolo. Nota di servizio: funziona fino a 35 km/h, soglia oltre la quale il Pedestrian si limita a frenare violentemente, attutendo ma non scongiurando l’impatto. Altra nota: è un optional, che si vende abbinato ad Adaptive Cruise Control, Collision Warning System e Full Auto Brake e costa 1.800 euro. Li vale.
Chiusa la digressione sulla sicurezza: l’offerta motori è integralmente turbo, e oltre ai classici 2 litri 4 cilindri da 203 Cv, al 3 litri 6 cilindri in linea da 304 Cv a benzina e al 5 cilindri a gasolio da 2.400 cc e 205 Cv, propone un inedito turbodiesel 2.0 da 163 Cv, valore che abbinato ai 400 Nm di coppia ne fa un’unità estremamente versatile e proporzionata alla massa da muovere. Fermo restando che è bruciando il carburante più nobile che si ottiene il massimo del divertimento e si esalta un telaio spiccatamente sportivo. L’elastico di prezzi è di 15.300 euro e spazia dai 34.800 della 2.0 T in allestimento standard ai 47.400 della T6 con cambio automatico e trazione integrale. Sconta forse un’etichetta da berlina seriosa e difficilmente, a settembre, infastidirà Audi-Bmw-Mercedes. La S60 si colloca invece come ideale scalino di mezzo tra una francese e una tedesca. Distinto strumento di «upgrade», anche per le aziende.
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