Piaggio MP3: il 300LT va pure in autostrada
di Lorenzo Centenari
Premessa: non è un motociclo a tutti gli effetti, e non solo in virtù della doppia ruota anteriore. L’MP3 ha invitato tanti automobilisti a fare a meno del quadruplo contatto col terreno perché, a dispetto di una gamma di cilindrate oltre la soglia di 125 cc, può essere manovrata con la semplice patente B nel taschino. All’Eicma 2009, Piaggio ha esposto la versione aggiornata dell’MP3 250 LT: il monocilindrico Quasar a 4 valvole da un quarto di litro lascia ora il posto a una cubatura di 278 cc.
Intervento superfluo? Niente affatto se si pensa che, oltre a schivare angosciosi esami di guida per motociclette, ora è anche possibile accedere a quelle tangenziali e autostrade che al 250 erano precluse. Questo perché la soglia di potenza raggiunta aumentando di un pelo alesaggio e corsa del cilindro (ora fanno 22,5 Cv, scatenati al regime di 7.500 giri/minuto) consente l’omologazione alla massima libertà circolatoria, paragonando la versione 300 LT con il preesistente MP3 400 LT.
Il carico di novità non è ancora esaurito, visto che l’ultima evoluzione dell’agilissimo strumento di mobilità cittadina di Pontedera è anche il primo scooter (o affine) a vantare un comando dell’acceleratore del tipo «ride by wire». Nel cestino, dunque, il vecchio cavo in acciaio, e spazio a moderni potenziometri e centraline che reinterpretano in funzione delle condizioni di marcia (e di consumi ed emissioni, voce importante nell’economia di un centro urbano) l’input trasmesso dal vostro polso. In stile retrò, infine, il freno a pedale, comune su tutte le varianti: chi non ricorda la Vespa PX? L’MP3 si propone sempre più come mezzo trasversale, ma anche totale.
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