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Provincia, dal 25 maggio presidente e assessori restano senza stipendio

Dal 2015 entrano sindaci e consiglieri comunali. Con la riforma Delrio decade il Consiglio. La giunta resta in carica fino a dicembre

Provincia, dal 25 maggio presidente e assessori restano senza stipendio

Palazzo della Provincia

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Il conto alla rovescia è iniziato: ancora due mesi e poi, dal 25 maggio, i consigli provinciali elettivi saranno solo un ricordo del passato.
Con l'approvazione al Senato della cosiddetta «riforma Delrio» è infatti stato scongiurato il fatto che le province tornassero al voto il 25 maggio, fatto che avrebbe comportato un'attesa di 5 anni per l'entrata in vigore della riforma. In attesa della soppressione vera e propria delle province per la quale serve una riforma costituzionale, porterà alla trasformazione delle province in enti di secondo grado, vale a dire non elettivi.
Cosa prevede la riforma
Il decreto Delrio, che è in attesa del sì anche di Montecitorio - mira a ridurre poteri e funzioni delle province, cancellando i consigli elettivi e istituendo dieci città metropolitane presiedute dai rispettivi sindaci metropolitani e da consiglieri che non percepiranno indennità e doppio stipendio. Sarebbero tremila i politici che smetteranno di ricevere una retribuzione dagli italiani con la riforma Delrio.
Giunte, avanti fino a dicembre
Se i consiglieri provinciali decadranno automaticamente nel giorno delle elezioni, la riforma prevede però che fino al 31 dicembre 2014 ci sarà una fase di accompagnamento: per 9 mesi, infatti, le giunte provinciali continueranno ancora a operare senza percepire alcun compenso (scelta che non ha mancato di far discutere) e dal primo gennaio 2015 la riforma entrerà ufficialmente in vigore, liberando di conseguenza gli enti delle funzioni più rilevanti. I nuovi consigli provinciali saranno eletti e composti da sindaci e consiglieri comunali con un sistema elettorale basato sul numero di abitanti dei Comuni da loro rappresentati. Questo privilegerà gli amministratori dei grandi comuni, portando quelli piccoli a unirsi. Il decreto Delrio prevede inoltre la cancellazione delle giunte e l’elezione tra i sindaci del presidente. Ed è probabile che i futuri presidenti di provincia siano così i primi cittadini delle città capoluogo.
Le città metropolitane
Anche le dieci città metropolitane (Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Roma, Napoli, Reggio), che sostituiranno le province di maggiori dimensioni, subiranno la stessa sorte. Unica differenza riguarda il primo cittadino metropolitano, che sarà di diritto il sindaco del comune capoluogo, senza bisogno di essere eletto. Province e città metropolitane svolgeranno funzioni diverse e modificheranno la distribuzione delle funzioni pubbliche: prossimità ai comuni, area vasta alle province e programmazione alle regioni.

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  • IVANOV

    31 Marzo @ 13.55

    Occorrono dimissioni simultanee in tutta Italia, non trovo giusto che chi per Costituzione, e mandato elettorale si trovi di punto in bianco senza il gettone di presenza; quando a livello nazionale spregano a due mani soldi pubblici.

    Rispondi

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