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Una fusione che crea molte polemiche

Comuni unificati Il sindaco: «Unire le forze per essere più efficaci». La Manghi: «Bisogna valutare con la popolazione»

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Maggioranza
«Se guardiamo all’attuale condizione economica e sociale capiamo come i Comuni non siano più in grado di tenere il passo sull'erogazione di servizi e la realizzazione di opere»: questo il commento del sindaco Massimiliano Grassi sulla questione della fusione tra i Comuni di Fontanellato e Fontevivo. «In pochi anni siamo quasi arrivati all’azzeramento della capacità di investimento a causa della crisi economica e dei vincoli del patto di stabilità: mantenere i livelli di servizi, pur razionalizzando le spese, è sempre più difficile. La nostra volontà di andare verso una fusione è animata dall’intenzione di unire le forze per avere maggiore efficacia rispetto a due enti distinti. I Comuni devono svolgere le stesse funzioni, erogare gli stessi servizi e, spesso, lo fanno con le medesime modalità: unendo le energie si può risparmiare. Penso ad esempio ad un unico segretario, un unico responsabile della ragioneria, un minor numero di responsabili tecnici, a un ampliamento dell’orario di apertura degli uffici. Chi pone la questione sul risparmio dato dal minor numero di consiglieri e assessori guarda il dito e non la luna. Oggi ci sono leggi nazionali e regionali che premiano in termini economici le fusioni tra Comuni: per Fontevivo e Fontanellato arriverebbe una cifra attorno ai 10 milioni di euro e, cosa importantissima, avremmo lo svincolo dal patto di stabilità, cosa che riaprirebbe per tre anni la possibilità di fare investimenti. I due Comuni sono assimilabili come caratteristiche: eccellenti livelli di servizi alla persona, livello di indebitamento e di tassazione molto basso. Inoltre uno è a vocazione produttiva, l’altro ha investito sul turismo: due aspetti che si integrano dando una maggiore omogeneità». Una scelta presa secondo alcuni troppo rapidamente. «I tempi sono maturi: oggi la fusione è un fatto straordinario e porta vantaggi». Il percorso verso la fusione sarà però prima condiviso con i cittadini, come ha assicurato Grassi.

L'opposizione
Le opposizioni consiliari tornano sull'argomento «fusione» dopo le lettere inviate nei giorni scorsi e relative all’incontro preliminare avuto con il sindaco Massimiliano Grassi. «Siamo favorevoli alla fusione di Comuni solo quando vi sia consuetudine e necessità di condivisione di servizi, piccola dimensione dei Comuni, debolezza economica e isolamento nell’erogazione dei servizi - sottolinea Nadia Manghi -. Nello specifico, per quanto riguarda la fusione tra Fontanellato e Fontevivo, ci troviamo ad essere contrari per diverse ragioni. E’ infatti iniziato l’iter formale della fusione come mero atto burocratico senza prima aver valutato pubblicamente con la popolazione e con i consiglieri i “pro e contro” di tale soluzione. Non è stato poi valutato alcun piano territoriale alternativo con i Comuni limitrofi per individuare altri e più utili progetti. La fusione potrebbe aver senso solo in alternativa alle deleghe già in atto di importanti funzioni amministrative all’Unione Terre Verdiane: così si rischia di moltiplicare tempi e spese per i Comuni e il cittadino. Fontevivo e Fontanellato non sono riusciti nemmeno a condividere la formazione del personale e la gestione consortile dell’asilo nido, con la conseguenza di avere ora eccesso di posti disponibili e lievitazione dei costi pro-capite. C'è poi un preoccupante silenzio circa la necessità di riformulazione di Psc, Rue, Poc, già costati a Fontevivo molte centinaia di migliaia di euro». Concordi sull'argomento anche Giuseppe Carra e Daniele Bocchi, consiglieri di centro destra. «Noi consiglieri saremo chiamati tra brevissimo tempo ad esprimerci con un voto in consiglio. Rivendichiamo il diritto di avere tutto il tempo necessario per approfondire, insieme alla popolazione, un tema che avrà conseguenze negli anni futuri sulla vita dei cittadini. Occorrerà inoltre valutare seriamente, al di là degli interessi personali degli attuali amministratori, anche gli aspetti critici e non solo quelli positivi che verranno sbandierati dal sindaco e dalla giunta per avallare una decisione precipitosa e improvvisa».

Lega Nord
Anche Gino Aimi, segretario della sezione locale della Lega Nord, interviene nella questione relativa all’ipotesi di avviare il processo di fusione dei Comuni di Fontevivo e Fontanellato. «Non siamo contrari se questo si tradurrà in benefici per i cittadini: lo svincolo dal patto di stabilità, per due amministrazioni che hanno un "segno positivo", può essere un’occasione importante per il rilancio del territorio, per il potenziamento dei servizi e del welfare, per effettuare investimenti sui sistemi di sicurezza e, non da ultimo, per intervenire in supporto delle tante famiglie che oggi faticano ad arrivare a fine mese - ha detto Aimi -. E’ un progetto al quale daremo il nostro appoggio, anche considerando che non abbiamo un problema di identità territoriale con Fontanellato: da tempo c'è molto in comune tra i due centri, a partire dalle scuole fino ad arrivare alla polizia municipale e ai carabinieri. Attualmente la fusione è ancora un’ipotesi e non ci siamo ancora potuti confrontare sui passi concreti da fare né con i cittadini né con l’amministrazione visto che c'è stato solo un incontro informativo: è chiaro però che, qualora dovessimo accorgerci che la finalità ultima di questo passo non è l’andare verso i cittadini, ma piuttosto cercare di cambiare le carte in tavola per poter scavalcare qualche legge o che l’intento nascosto degli attuali amministratori sia quello di unire le forze per fare del Partito Democratico il partito prevalente e di spartirsi il potere per i prossimi dieci anni, allora ci opporremo con decisione. In linea generale riteniamo che la scelta di fondere i due enti possa essere vantaggiosa e aprire diverse opportunità ma, prima di dare un giudizio definitivo, ci aspettiamo che venga organizzato un incontro per dare a tutti gli interessati le informazioni del caso. Per quanto riguarda le tempistiche, siamo d’accordo a portare avanti i passaggi il più velocemente possibile in modo da completare l’iter entro la prossima tornata elettorale: sarebbe infatti inutile perdere tempo con nuove elezioni e deleterio affidare il Comune a un commissario».

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