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L'Italia è il secondo maggior produttore al mondo di pomodoro da industria dopo la California

Ritorna nel nostro Paese, dopo oltre 20 anni, il congresso mondiale del settore, dall' 8 all' 11 giugno. A Parma il “Post Congress Tour”, dall’11 al 13 giugno

L'Italia è il secondo maggior produttore al mondo di  pomodoro da industria dopo la California
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L’Italia è il secondo maggior produttore mondiale di pomodoro industriale, preceduto solo dalla California, ma anche questa posizione viene insidiata dalla Cina. L’Italia ha prodotto infatti 4 milioni di tonnellate di pomodoro industriale nel 2013, mentre la Cina circa 3,8 milioni, ma il suo trend di rapida crescita lascia prevedere che nel 2014 possa ritornare a superare (dopo un periodo di declino) la quota di 5 milioni, raggiungendo o addirittura superando le previsioni di produzione dell’ Italia (il primato della California è irraggiungibile, con i suoi 12,2 milioni di prodotto attesi). Nella classifica mondiale dei principali produttori seguono: Turchia, Spagna, Iran, Brasile e Portogallo (fonte: World Processing Tomato Council, febb 2014).
Le prospettive di produzione, trasformazione, distribuzione e consumo del pomodoro da industria a livello globale saranno discusse nel corso del Congresso Mondiale del Pomodoro, che si terrà in Italia a Sirmione (Lago di Garda) dall’8 all’11 giugno 2014, a cui parteciperanno tutti i principali key-player del mercato nazionale ed internazionale.
Il Congresso, che si sviluppa sul tema "Dalla terra alla tavola: un impegno comune per il futuro dei prodotti trasformati a base pomodoro", è organizzato da AMITOM, Association Méditerranéenne Internationale de la Tomate e dal World Processing Tomato Council che presenteranno, grazie ad un modello previsionale unico basato sui dati reali della filiera, i dati di consumo mondiale del pomodoro da industria previsti nei prossimi anni.
La produzione mondiale del pomodoro da industria ha conosciuto dal 2009 al 2013 una decrescita continua passando da 42,3 mln di tonnellate ai più modesti 33,2 del 2013. Diverso il trend dei consumi mondiali che sembrerebbe essersi assestato a 38,0 mln che è la quantità di produzione prevista per il 2014, secondo le primissime indicazioni.
Cosa avverrà nei prossimi anni? Equilibrio di mercato o è ipotizzabile una carenza di prodotto trasformato? Quale scenario si prospetta per l’Italia? Quali saranno i nuovi consumatori del futuro e come consumeranno?
Sono questi alcuni dei temi portati all’attenzione degli oltre 500 operatori che saranno presenti al congresso, temi che accanto agli interventi di primari operatori di India, Russia, Brasile e Iran - i nuovi mercati di sbocco - consentiranno di delineare i futuri assetti di mercato e le politiche di valorizzazione e commercializzazione del prodotto.

Altri i punti cardine trattati nelle sessioni del Congresso: innovazione tecnologica, nuove frontiere del packaging, il rapporto tra sostenibilità ambientale ed economica nella supply chain, in altri termini le sfide cruciali che le imprese del comparto dovranno affrontare nei prossimi anni (per visualizzare il programma completo www.worldtomatocongress.com).
Infine un debutto, quello della Grande Distribuzione Organizzata nazionale e internazionale che, per la prima volta in occasione del Congresso, si confronterà con l’Industria portando il proprio punto di vista sui nuovi modelli di consumo dei “derivati del pomodoro” analizzando le nuove leve della competizione e i futuri equilibri tra produzione e distribuzione.
Il Congresso è ospitato dall’Associazione Italiana Industrie Prodotti Alimentari (AIIPA) e Fedagri Confcooperative, col patrocinio dell’Organizzazione Interprofessionale Distretto del Pomodoro da Industria – Nord Italia e con la collaborazione di ANICAV - Associazione Nazionale Industriali Conserve Alimentari Vegetali. La Segreteria Organizzativa dell’evento è stata affidata a Fiere di Parma che è anche sponsor tecnico attraverso la manifestazione Cibus Tec - Food Pack (28-31 ottobre 2014 – www.cibustec.it).
Gli operatori presenti al Congresso mondiale potranno anche partecipare al “Post Congress Tour” che si terrà a Parma dall’11 al 13 giugno 2014 organizzato in collaborazione con la Regione Emilia Romagna, con un articolato programma di visite tecniche ad aziende agricole, insediamenti produttivi ed istituti di ricerca che valorizzano le attività del territorio nella filiera.
Il World Processing Tomato Congress 2014, conterà su main sponsor di rilievo per il settore del pomodoro da industria: CFT, Graco e Tetra Pak, global suppliers di soluzioni e tecnologie per il processing e il packaging e Pomì-Consorzio Casalasco del Pomodoro, key-player a livello internazionale nella trasformazione del pomodoro. 

 

 

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  • HARRIS

    16 Aprile @ 08.42

    @Vercingetorige. Ti do ragione, Io infatti consiglio vivamente di andare a prendere le salse direttamente dai contadini, salse fatte dai loro pomodori. Nel Parmense ci sono tante fattorie che hanno queste produzioni. Lì siamo veramente sicuri che è non solo italiano ma di Parma. Io consiglio le salse del Podere Stuard

    Rispondi

  • Oberto

    15 Aprile @ 21.18

    Va bene la quantità, ma diciamo anche che in genere quello italiano era ed è un pomodoro di ottima qualità e tale cerchiamo di mantenerlo, che questa è la carta vincente. Scriviamo in grande sulle etichette da dove vengono le materie prime!!!!

    Rispondi

  • Vercingetorige

    15 Aprile @ 17.02

    E, ALLORA , FATEMI UN PIACERE : fatemi tornare a vedere , quest' estate , come una volta , i carri dei contadini, carichi di pomodori , in fila davanti ai cancelli delle fabbriche di conserve fin dalle tre del mattino , perchè se , come negli ultimi anni , non ne vedo neanche uno , mi vengono i cattivi pensieri.

    Rispondi

  • HARRIS

    15 Aprile @ 16.54

    @tnt. Vallo a dire a chi ha fatto della cementificazione il tratto caratterizzante della propria politica. Però comunque, più che aumentare la produzione (l'Italia non può fare produzioni su vasta scala come gli Usa, Cina ecc ecc) deve puntare unicamente sulla qualità. Sono stato negli Stati Uniti, ho visto certe produzioni, le condizioni dei lavoratori... beh, io non avrei genio a mangiare un ortaggio cresciuto in modo convenzionale della California. Fanno un uso massiccio di pesticidi, ogm e l'unica arma che ha l'italia è la qualità e una regolamentazione ferrea.

    Rispondi

  • tnt

    15 Aprile @ 15.15

    Se continuiamo a consumare il territorio con quartieri, strade, rotonde, aeroporti ecc. come faremo ad aumentare la produzione agricola?

    Rispondi

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