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E in mensa arriva l'acqua del rubinetto

Sottoscritto il protocollo d'intesa per introdurla da settembre in nidi, materne e scuola primaria

E in mensa arriva l'acqua del rubinetto
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  E’ stato sottoscritto questa mattina il protocollo d’intesa per l’utilizzo dell’acqua di rete nelle mense dei nidi, scuole dell’infanzia e scuole primarie e secondarie di primo grado, a partire dall’anno scolastico 2014-2015. Erano presenti: Nicoletta Paci, vicesindaco Comune di Parma con delega alla scuola e servizi educativi; Gabriele Folli, assessore ambiente e mobilità Comune di Parma; Loris Borghi, rettore Università Studi di Parma; Francesco Zilioli, direttore Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione – Ausl Parma; Vito Belladonna, direttore Atersir; Lorenzo Bagnacani, Presidente Iren acqua gas Spa e il professor Renzo Valloni, direttore del Centroacque.eu dell’Università degli studi di Parma.

 

“Si tratta di un momento importante – ha precisato l’assessore Folli – per fare in modo che l’acqua di rete sia apprezzata non solo dai ragazzi che frequentano le scuole comunali di Parma, ma anche dalle loro famiglie. Le implicazioni legate al mancato utilizzo di bottiglie di plastica sono molto rilevanti da un punto di vista ambientale”. Una tesi condivisa dal direttore di Atersir Vito Belladonna che ha sottolineato come “l’acqua di rete sia di buona qualità, lo scorso anno in Italia il consumo medio di acqua in bottiglie sia stato di 200 litri pro capite con un’incidenza pari a 1.400.000 tonnellate di CO2”. Un dato che potrebbe essere ridimensionato proprio grazie alle buone pratiche legate all’utilizzo dell’acqua del rubinetto.

 

Il vicesindaco Nicoletta Paci, con delega alla scuola ed ai servizi educativa, si è soffermata sul valore formativo del progetto. “L’accordo – ha spiegato – è stato inserito nel nuovo bando della ristorazione dove è previsto l’uso dell’acqua di rete nelle mense scolastiche”. Si tratta, ha spiegato, di un tema non nuovo in quanto già trattato nell’ambito del progetto “Crescere in armonia” che ha visto gli alunni coinvolti nella conoscenza della filiera legata all’acqua: dalla sorgente ai centri in cui viene tratta. “Nel mese di maggio – ha aggiunto – il percorso proseguirà con incontri rivolti a insegnanti e genitori per informarli su come l’acqua di rete sia una risorsa per il territorio in quanto sana e controllata, a volte, migliore di quella in bottiglia”. Ha illustrato anche i vantaggi ambientali legati alla sottoscrizione del protocollo in particolare al mancato utilizzo di bottiglie di plastica, circa 20.000 kg in meno di bottiglie di plastica usate nelle mense.

 

Il rettore, Loris Borghi, ha anticipato che sta per essere predisposto un accordo quadro tra Università e Comune per valorizzare le conoscenza presenti all’interno dell’Ateneo a vantaggio del territorio. “E questo protocollo rappresenta senza dubbio un passo importante anche come strumento per informare la cittadinanza circa l’importanza legata agli effetti positivi di chi beve molta acqua”

 

Il direttore del Servizio Igiene Alimenti e Nutrizio dell’Ausl, Francesco Zilioli, si è soffermato sulla sicurezza dell’acqua del rubinetto che viene sottoposta costantemente a controlli

 

Lorenzo Bagnacani ha paralato del protocollo come di uno strumento che introduce “cambiamenti culturali attraverso un processo virtuoso legato ad un approccio innovativo all’acqua di rete. Ed ha ricordato che l’acquedotto di Parma è di 2.900 Km e che ogni anno vengono effettuate da Iren 640.000 analisi di cui 100mila su territorio di Parma. E’, quindi, giusto informare sulla qualità dell’acqua garantita dai gestori per promuovere comportamenti virtuosi”

 

 

La novità si inserisce in un processo legato non solo all’educazione al benessere, ma anche in un’ottica di educazione alla sostenibilità che avrà in un programma di incontri informativi con le famiglie e il personale scolastico nel prossimo mese di maggio, un passaggio di fondamentale importanza. Non usare bottiglie di plastica significa ridurre non solo la quantità di rifiuti, ma anche la quantità di anidride carbonica emessa nell’aria.

 

Un percorso di tipo educativo – ambientale, quindi, che potrà essere attuato grazie alla sinergia di azione di diversi soggetti a partire dal Comune, che svolge un ruolo di coordinamento, e che vede coinvolti l’Università degli Studi di Parma, Centroacque.eu; l’Azienda Unità Sanitaria Locale attraverso il servizio Igiene Alimenti e Nutrizione, il Gruppo Iren attuale gestore della rete idrica di Parma e Atersir, soggetto partecipato dalle Amministrazioni locali, quale ente regolatore del servizio idrico integrato e della gestione dei rifiuti urbani.

 

Cinque soggetti che condividono un percorso comune grazie alla sottoscrizione del protocollo di intesa volto a promuove il consumo dell’acqua della rete idrica di Parma nelle scuole e nei servizi educativi al posto di quella nelle bottiglie. Un percorso condiviso che li impegna, per le parti di competenza, in diverse azioni.

 

Si tratta di un percorso articolato che prevede la pianificazione e la realizzazione di una campagna informativa a sostegno del passaggio dell’acqua in bottiglia all’acqua di rete in tutte le scuole del Comune di Parma (nidi, scuole infanzia, primarie e secondarie di primo grado); lo svolgimento di incontri formativi e di approfondimento nella scuole; visite guidate alle reti di distribuzione dell’acqua ed alla filiera connessa oltre che ai laboratori di Iren Spa; distribuzione di materiali illustrativi; elaborazione di eventuali cartografie tematiche; pubblicazione e messe in rete dei risultati delle analisi effettuate da Ausl, Iren Spa e gestore della ristorazione scolastica.

 

La sottoscrizione del protocollo di intesa rappresenta, quindi, per il Comune una priorità per l’impatto ambientale legato al passaggio dall’acqua in bottiglia all’acqua di rete che avverrà nel rispetto delle più strette garanzie legate al controllo dell’acqua stessa da parte dell’Ausl – Servizio di Igiene degli alimenti e nutrizione e di Iren che verificano la qualità dell’acqua potabile lungo tutta la sua filiera: dall’origine, attraverso le reti di distribuzione, alle utenze. A ciò si affianca l’azione svolta dall’Università con specifici gruppi di ricerca sul tema acqua come il Centro Acque ed Atersir che promuove l’utilizzo dell’acqua potabile in vista della riduzione dei rifiuti.

 

 

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  • silvia

    03 Giugno @ 09.41

    Ma scusate, in tutto il mondo si beve acqua dal rubinetto, solo in Italia si beve acqua dalla bottiglia....Un lusso di cui si può fare benissimo a meno. Pensate invece al business che c'è dietro ai produttori di acque minerali....Pensate inoltre ai milioni di bottiglie di plastica che ogni giorno vengono gettate tra i rifiuti ( per non pensare a quelle che vengono buttate selvaggiamente nell'ambiente)... Bere l'acqua del rubinetto è sicuramente più ecologico e più economico e potrebbe insegnare molto ai nostri figli. Certo sarebbe meglio almeno un trattamento con caraffa filtrante ma sicuramente quel bicchiere che i nostri figli berranno a scuola non nuocerà di certo alla loro salute. Ricordate che l'acqua del rubinetto è POTABILE.

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  • Maurizio

    19 Aprile @ 21.14

    MATTEO: probabilmente fai bena ad invidiarmi perchè avendo lavorato in passato con uno dei più noti magazzini di Parma so di quel che parlo, è stato più utile di tutti i libri che leggo ogni sera prima di andare a dormire. @Ανδρεα: hai ragione su tutto, pensiamo solo ad una nota acqua minerale pubblicizzata in televisione e indicata come adatta alla diuresi e consigliata per i bambini..... Si si continuate a comperarla però continuate ad evitare di leggere l'etichetta delle analisi altrimenti..... Come non parlare di una delle marche più vendute che ha la sua fonte vicino ad un'azienda che fa trattamenti chimici superficiali sui metalli e dove è stato provato che ci sono infiltrazioni e l'acqua è potenzialmente cancerogena?

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  • gherlan

    19 Aprile @ 16.52

    Il punto non è se la scuola ha deciso di servire acqua di rubinetto. Il punto è: se un genitore decide di mettere nello zainetto del figlio una bottiglietta di acqua minerale del commercio, il piccolo potrà berla o, come è avvenuto in alcune scuole non di Parma, la bottiglia gli verrà sequestrata dalla maestra come se fosse un oggetto proibito?

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  • carlone1973

    19 Aprile @ 13.46

    Ανδρεας.....io non ne saprò di chimica ma tu dovresti leggere più attentamente....era naturalmente una provocazione....pensavo che si capisse....è naturale che non darei mai la cocacola a mio figlio in sostituzione all'acqua... Ma è sicuramente vero che come al solito cercano di speculare sui più deboli... vogliono risparmiare soldi dando da bere l'acqua del rubinetto che non può essere paragonata qualitativamente a quella in bottiglia... il prossimo passo sarà fargli mangiare l'erba del giardino!!! (Ανδρεας...lo dico per dire!!!)

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  • Miky

    19 Aprile @ 11.24

    Comunque in alcune scuole è un progetto che è già stato provato qualche anno fa,bisognerebbe però sapere come è andata a finire. http://www.gazzettadiparma.it/news/parma/25326/Acqua-del-rubinetto-nelle-mense-scolastiche.html

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