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CONVEGNO

Dossi e piste ciclabili contro gli incidenti

Allo studio interventi e sistemi per garantire l'incolumità di pedoni e ciclisti

Il tavolo dei relatori del convegno che si è svolto nei giorni scorsi
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In linea col dato nazionale che supera il 78% di incidenti in ambito urbano, anche a Parma bisogna fare i conti con una viabilità che continua a mettere a serio rischio l’incolumità di ciclisti e pedoni. Si tratta di un problema ben noto all’amministrazione comunale, che ha già in mente «interventi in questa direzione: dalla manutenzione delle piste ciclabili, ormai iniziata, al posizionamento di dossi sulle strade più pericolose, fino ad una necessaria opera di formazione rivolta a tutti gli utenti». Lo assicura l’assessore alla Mobilità, Gabriele Folli, intervenuto nei giorni scorsi al convegno nazionale dell’Associazione italiana per l’Ingegneria del Traffico e dei Trasporti che si è tenuto nell'aula magna dell'Università, gremita di esperti provenienti da tutto il Paese. «L’utente debole nelle intersezioni stradali»: ecco il titolo della due-giorni organizzata per la prima volta a Parma grazie a Felice Giuliani, direttore tecnico dell’associazione e professore ordinario al dipartimento di Ingegneria civile, dell’Ambiente, del territorio e architettura dell’Università di Parma. «Migliorare l’ubicazione di alcuni attraversamenti pedonali e garantire la continuità degli itinerari ciclabili» alcune delle proposte avanzate dal professor Giuliani. «Si può intervenire anche a basso costo -ha aggiunto -: all’università le idee sono gratis, basta parlare la stessa lingua per trovare soluzioni insieme».
Insieme all’amministrazione comunale, si intende, che già si è avvalsa delle professionalità dell’ateneo per studiare il nuovo sistema viabilistico da adottare nella zona della stazione. «Con l’Università stiamo collaborando anche per altre iniziative legate alla mobilità» ha confermato Folli, ammettendo la presenza in città di «alcune situazioni che vanno migliorate per garantire più sicurezza soprattutto a pedoni e ciclisti». Per mappare le zone del territorio con maggiore incidentalità, il Comune si avvale ogni anno di statistiche redatte dalla polizia municipale che consentono interventi mirati, come fatto «in viale Piacenza, per la rotatoria di fronte al negozio Bonassi - conclude Folli -: lì, soprattutto nelle ore notturne, spesso le auto finivano nel burrone e così abbiamo posizionato due dossi pedonali che già stanno dando ottimi risultati».

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  • sabcarrera

    21 Aprile @ 14.49

    Bisogna cominciare ad applicare leggi che si stani applicando in paesi più civili 1 Torto presunto dell'automobilista se si scontra con un ciclista (Olanda) 2 Diritto del ciclista di occupare il centro della carreggiata (Francia) 3 Poter svoltare a destra al semaforo rosso se non c'è pericolo (Francia)

    Rispondi

  • salamandra

    21 Aprile @ 14.48

    Scusi Roberta, chi ha detto che negli incroci le ciclabili non hanno la precedenza ha descritto la situazione reale. So bene che il codice stradale dice il contrario. Ma sono veramente poche le automobili che in presenza di pista sul marciapiede si fermano prima della pista per guardare se qualcuno arriva. D'altro canto, a discolpa degli automobilisti, va detto che in alcuni casi sarebbe anche impossibile farlo visto che in alcuni incroci gli edifici coprono la visuale. Fare qualche centinaio di metri in piú non comporta fatica in genere per chi non è in bicicletta. ;)

    Rispondi

  • gigiprimo

    21 Aprile @ 00.23

    vignolipierluigi@alice.it

    a quando un dissuasore, di qualsiasi tipo, in viale Mentana, in rafforzamento dell'attraversamento pedonale all'altezza dei 'mediatori associati' ?

    Rispondi

  • gigiprimo

    21 Aprile @ 00.18

    vignolipierluigi@alice.it

    X sabcarrera: certo! fino a quando si vedranno andare ciclisti 'analfabeti' viaggiare contro mano in via Emilia Est, o fare le 'corse' sulle piste, specialmente quelli con le bici assistite o come si chiamano! e pensare che queste piste erano state create per una città a misura d'uomo. Non siamo più capaci o, forse, non siamo mai stati capaci di adeguarci! e sarà sempre peggio, non possiamo tornare indietro e poi avremmo tanti nuovi cittadini da 'istruire'! hanno appreso tutti i nostri difetti e in primis il nostro senso di insofferenza! fare qualche centinaia di metri in più in bicicletta non comporta tanta fatica e non è vero che negli incroci non abbiano la precedenza! solo dove ci sono impianti semaforici bisogna fermarsi al rosso (vedi piazzale Allende). Purtroppo ci sono ignoranti che usano il pedonale di viale San Michele e viale Pier Maria Rossi (verso barriera Repubblica) come piste ciclabili! ignoranti e male educati! per non dire di peggio!

    Rispondi

  • salamandra

    20 Aprile @ 21.23

    Il problema delle piste ciclabili è che in alcuni casi sono scandalose, finiscono nel nulla o paradossalmente è piú pericoloso percorrerle che stare sulla sede stradale.

    Rispondi

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