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Brittany, il Vaticano: "Questa non è morte con dignità"

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Il suicidio assistito è "un’assurdità» perchè «la dignità è un’altra cosa che mettere fine alla propria vita». Lo afferma all’ANSA, il presidente della pontificia accademia per la Vita, mons. Carrasco de Paula, commentando il caso di Brittany. «Non giudichiamo le persone - ha aggiunto - ma il gesto in sè è da condannare». 

«Il gesto di Brittany Maynard - ha spiegato il «ministro» vaticano della bioetica - è in sè da condannare, ma quello che è successo nella coscienza noi non lo sappiamo. Noi scegliamo sempre cercando il bene, il guaio è quando sbagliamo».
«La coscienza è come un santuario in cui non si può entrare. Ma riflettiamo - ha aggiunto - sul fatto che se un giorno si portasse a termine il progetto per cui tutti i malati si tolgono la vita, questi sarebbero abbandonati completamente: il pericolo è incombente perchè la società non vuole pagare i costi della malattia e questa rischia di divenire la soluzione».
«Questa donna - ha detto ancora mons. Carrasco de Paula - lo ha fatto pensando di morire dignitosamente, ma è qui l’errore, suicidarsi non è una cosa buona, è una cosa cattiva perchè è dire no alla propria vita e a tutto ciò che significa rispetto alla nostra missione nel mondo e verso le persone che si hanno vicino».  «Il gesto di Brittany Maynard - ha spiegato il «ministro» vaticano della bioetica - è in sè da condannare, ma quello che è successo nella coscienza noi non lo sappiamo. Noi scegliamo sempre cercando il bene, il guaio è quando sbagliamo». 

«La coscienza è come un santuario in cui non si può entrare. Ma riflettiamo - ha aggiunto - sul fatto che se un giorno si portasse a termine il progetto per cui tutti i malati si tolgono la vita, questi sarebbero abbandonati completamente: il pericolo è incombente perchè la società non vuole pagare i costi della malattia e questa rischia di divenire la soluzione».
«Questa donna - ha detto ancora mons. Carrasco de Paula - lo ha fatto pensando di morire dignitosamente, ma è qui l’errore, suicidarsi non è una cosa buona, è una cosa cattiva perchè è dire no alla propria vita e a tutto ciò che significa rispetto alla nostra missione nel mondo e verso le persone che si hanno vicino».

Brittany, la "dolce morte"

Alla fine se ne è andata alle sue condizioni, proprio come voleva e come aveva annunciato. Brittany Maynard, l’americana di 29 anni il cui caso ha fatto il giro del mondo quando ha deciso di battere il cancro sul tempo, si è tolta la vita con una dose letale di barbiturici prescritta dal medico.
Nella casa di Portland in Oregon - uno dei cinque stati Usa dove il suicidio assistito è legale per i malati terminali - Brittany si è addormentata per sempre il primo novembre circondata dai suoi cari: «Le persone più felici sono quelle che si fermano ad apprezzare la vita e che rendono grazie», è stato il suo ultimo messaggio-testamento diffuso in un video: «Se cambiamo il nostro modo di pensare, cambieremo il mondo».
La settimana scorsa un video girato a metà ottobre aveva lasciato pensare che la ragazza avesse cambiato idea: Brittany in realta» era rimasta «devastata» per esser stata fraintesa. Era passato sabato senza che nulla trapelasse, ma ieri notte, dopo i primi post di condoglianze su Facebook , la fondazione thebrittanyfund.org aveva annunciato la morte.
Hanno accompagnato Brittany nel suo ultimo viaggio la madre Debra, il patrigno e il marito Daniel Diaz: tutti impegnati da oggi nella campagna «Die with Dignity», a fianco di Compassion and Choices, la no profit nazionale che i critici della «dolce morte» hanno accusato di aver strumentalizzato il caso.
E’ stata proprio Compassion and Choices che ha raccontato le ultime ore: quando i sintomi erano diventati più forti e frequenti, più lunghe le crisi epilettiche, i mal di testa, la sensazione di un ictus. «Brittany ha deciso di prendere le medicine che le erano state fornite mesi fa. E’ morta come voleva, in pace, nel suo letto, tra le braccia delle persone che amava», ha detto il portavoce Sean Crowley.
Il caso ha rilanciato il dibattito sul diritto a morire e diviso l’opinione pubblica e il web. Ai messaggi di cordoglio e compassione, hanno fatto da contrappunto gli insulti anonimi perchè Brittany «ha fatto una scelta da codardo». Hanno prevalso i consensi: «Cambierà il dibattito sulla morte assistita», ha scritto sul Washington Post Marcia Angell, ex direttore del New England Journal of Medicine. Per Arthur Caplan, forse il massimo esperto di bioetica negli Usa, la giovane americana non ha fatto nulla di immorale perchè «Dio ci ha creato con il libero arbitrio. Farlo intromettere in decisioni sulla dialisi o le macchine cuore-polmone equivale a trivializzare la sua divinita».
Californiana, laureata a Berkeley, nella sua breve vita Brittany aveva viaggiato per il mondo lavorando in scuole e orfanotrofi dal Nepal al Costa Rica. Nel 2012 si era sposata, avrebbe voluto avere un figlio. «Spero che Dan ne abbia. Non c'è parte di me che non desidera che continui a vivere».
Anche Brittany voleva continuare a vivere. «Mi arrabbio quando si confonde la mia scelta con il suicidio. Io sto già morendo di cancro».
Il tumore le era stato diagnosticato in gennaio e aveva deciso di morire in aprile, quando il cancro era tornato più forte di prima. La ragazza aveva rifiutato chemio e radioterapia: si era trasferita a Portland e aveva diviso gli ultimi mesi di vita tra viaggi con i suoi cari - Alaska, Las Vegas, il Grand Canyon - e l’attivismo per la «morte con dignità'».  

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  • Wait

    04 Novembre @ 17.27

    Non so se sia una "morte dignitosa", so che è una morte coraggiosa. Tutti parlano di codardia ma, in fondo, ci vuole del coraggio per dire addio a tutti. Se lei ha voluto così bene, nessuno può sindacare. Il Vaticano, giustamente, si schiera nel mantenedo il suo ruolo di difensore della vita (cos'altro potrebbe fare?). A nessuno spetta decidere se una morta è dignitosa o meno, come nessuno può giudicare se la vita è degna di essere vissuta.

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  • Straiè

    04 Novembre @ 16.26

    Le parole di mons. de Paula non sono del tutto prive di logica. Anche nella Germania nazista si “aiutavano” i malati di mente a porre fine alle loro sofferenze sbattendoli nelle camere a gas. Il suicidio assistito, che personalmente ritengo lecito, non deve diventare una scappatoia per ridurre i costi della sanità: esiste sempre il rischio che, da atto volontario, diventi una scelta quasi obbligata.

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  • Bach

    04 Novembre @ 16.16

    Il vaticano dovrebbe vergonarsi. Non spetta a loro sindacare LA DIGNITÀ della scelta di quella povera persona. Vergogna e basta. Imparino a rispettare LE PERSONE.

    Rispondi

  • rodolfo

    04 Novembre @ 16.02

    La chiesa intesa come istituzione ha sempre affermato che DIO ha reso l'uomo libero. DIO non obbliga nessuno, è l'esempio perfetto di libertà e ha creato l'uomo libero di fare le sue scelte giuste o sbagliate che siano, libero di scegliere il paradiso o l'inferno (parlando con termini di chiesa). Quindi gli uomini di chiesa esprimano pure ciò che è il loro pensiero ma si limitino a questo. Non si devono permettere di proibire, vietare, impedire. Pensino invece a quante persone sono state arse sul rogo proprio dalla chiesa solo perchè di libero pensiero. Pensino alle crociate indette proprio dalla chiesa, tortura, inquisizione. L'UOMO E' E DEVE ESSERE LIBERO CONSAPEVOLE NELLE SUE SCELTE

    Rispondi

    • Wait

      04 Novembre @ 17.12

      @rodolfo: d'accordo per quanto riguarda l'inquisizione, le crociate e tutto il resto.. ma evita di addentrarti in discorsi del tipo "Dio non obbliga" o "l'uomo è libero" perché è una tua personalissima opinione.. E, soprattutto, l'uomo è libero e consapevole nelle sue scelte anche se il Vaticano "condanna" un suicida.

      Rispondi

  • salamandra

    04 Novembre @ 15.54

    Invece, morire dopo una lunga agonia in un letto, incapace di qualunque cosa e attaccato a dei macchinari è dignitoso?

    Rispondi

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