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Preso il rapinatore dell'edicola

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Si era presentato armato di un coltello la mattina del 30 novembre alle edicola di via isola. Aveva minacciato la titolare chiedendo i soldi. Ma la donna con una reazione inattesa l'ho messo in fuga. Ora il rapinatore è stato arrestato dagli uomini della sezione antirapina della squadra mobile. Si tratta di un italiano dell'ottantacinque che ora si trova ai domiciliari.

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  • davide

    19 Febbraio @ 20.12

    Faccio i complimenti al moderatore della redazione gazzetta. Ogni tanto un intervento di classe vi riabilita l'immagine rispetto a certi altri che si abbassano al livello di commenti infami.

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  • Nnnn

    19 Febbraio @ 15.02

    Visto lo scambio di opinioni di questa mattina in merito all'opportunità ( o liceità) di pubblicare I nomi e cognomi, in questo caso il rapinatore è stato arrestato, quindi non dovreste avere problemi a renderne note le generalità. Chiaramente ci sarà poi un tribunale a pronunciarsi in merito alla colpevolezza ( e, neanche a dirlo, a "vomitarlo" nuovamente in strada fra pochi giorni).

    Rispondi

    • 19 Febbraio @ 16.54

      REDAZIONE GAZZETTADIPARMA.IT - Ringrazio per questo commento che ci consente di aggiungere al dibattito di stamattina due cose: 1) premessa la regola generale, rendere note o meno le generalità non è scelta del giornale, ma degli inquirenti, che a volte ritengono di non dover rendere note le generalità anche in caso di arresto. E più volta (a parte casi in cui quelle generalità potrebbero pregiudicare ulteriori indagini) noi abbiamo sottolineato, anche in questo spazio, che così si rischiano trattamenti non equanimi (di cui peraltro il lettore dà colpa a noi) 2) In compenso l'episodio mi consente di ribadire che quando viene taciuto un nome non è certo per un differente trattamento fra "potenti e poveri cristi". Tant'è vero che chi le sta rispondendo non sa minimamente chi sia questo rapinatore. Grazie per avermi consentito di precisare le due cose

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      • Biffo

        19 Febbraio @ 17.37

        Redazione, e per il caso d mia figlia, Marta Bifani, pestata ed arrestata dalla PS a Chiomonte, il 3 luglio 2011, e poi schiaffata in prima pagina, su tutti i quotidiani d'Italia, Gazzetta compresa, con susseguente pezzo giornalistico, da Premio Pulitzer di Chiara De Carli, pieno zeppo di accuse, poi cadute, ad una ad una, in Tribunale, che scelta era stata operata?

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        • 19 Febbraio @ 17.48

          REDAZIONE GAZZETTADIPARMA.IT - Quella che sta dicendo lei: abbiamo riferito che era stata arrestata e che accuse c'erano contro di lei (arresto e accuse, che appunto non sono una condanna). Ed è la stessa cosa che è stata fatta quando fu arrestato, per fare un esempio celebre, Enzo Tortora. Ed è la stessa che è stata fatta per gli assassini di Tommy (entrambi condannati con sentenza definitiva) o per il presunto assassino di Yara (che sarà giudicato in tribunale). Lei - e sia chiaro che rispetto in modo assoluto la sua vicenda - che soluzione propone? Decidiamo che non debbano più essere date le notizie di arresti? Aspettiamo a parlare di un fatto la sentenza di Cassazione? Il problema è che lei confonde le colpe dei giornalisti (in questo caso attribuendole a una collega che fece solo il suo lavoro di cronista) con le "colpe" (fra virgolette, perchè non credo che uno si diverta ad arrestare senza motivo, a meno che non sia in malafede) di altri. - Ovviamente,e non lo nego, è un grande problema: perchè nel momento in cui si dà la notizia Tortora o sua figlia vengono infangati. Ma che siano arrestati non è una invenzione dei giornalisti: è un fatto. Che poi con il tempo può rivelarsi ingiusto. Ma torno alla domanda di prima: qualcuno ha soluzioni da proporre?

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        • Biffo

          19 Febbraio @ 19.26

          RInGRAZIO DELLA RISPOSTA, ANCHE SE NON CoNCORDO SULLE iNSONuAZIONI, FATTE DALLA DE CARLI SU MIA FIGLIA, AL DI FUORI COMPLETAMENTE DALLE NOTIZIE DI AGENZIA, DEL TIPO CHE MARTA, A MEZZANI, ERA RICERCATA, E CoME, DA MOLTE PERSONE. E CI TENGO A SOTTOLINEARE CHE, INVECE, pER LA GAZZETTA, IN GENERE, NON VOGLIO COlPEVOLIZZARE NESSUN altro; Altrimenti, Signor Balestrazzi, non la leggerei, né in cartaceo, né qui, on-line, non scriverei commenti, da Lei sempre gentilemente postati, non manderei, ogni tanto, lettere al Direttore, regolarmente pubblicate. Vede, un conto è chi sta in redazione, con anni di esperienza di giornalista alle spalle, come Lei e Molossi, un altro quello di certi corrispondenti dai paesini di provincia. Non Le pare?

          Rispondi

        • 19 Febbraio @ 19.40

          REDAZIONE GAZZETTADIPARMA.IT - No. Il cronista, che sia di città o di provincia, non fa "insinuazioni", ma raccoglie informazioni dalle varie fonti possibili, che si parli di un "banale" incidente stradale, del Parma calcio o come nel vostro caso di un arresto per presunti reati politici. Poi, può capitare che scriviamo inesattezze, ma di sicuro nessuno di noi - giovane o esperto che sia - si alza il mattino per "insinuare" o infangare. Capisco la vostra amarezza e la vostra rabbia per quella notizia. Però ripeto: se ci fu errore fu quella alla base dell'arresto, non quello di chi ne diede notizia. E con questo, sia chiaro, non voglio nascondere il problema che in questo modo un giornalista, seppure in buona fede, dà vere e proprie mazzate all'immagine di una persona. Mazzate che sicuramente la successiva riabilitazione (che mafari arriva a mesi di stanza,o dopo anni come per Tortora) restano incancellabili. Ma qui resta la domanda di prima cui neppure lei mi ha risposto: che soluzione adottare?

          Rispondi

        • Biffo

          20 Febbraio @ 03.24

          Redazione, non sono Dio ofiglio di un dio, maggiore o minore. Quindi, non so rispondere all'ultimo quesito, così come voi. Vi ricordo comunque che, se si raccolgono voci in giro,tra la gente, non si fa altro che raffazzonare pettegolezzi, calunnie, maldicenze e chiacchiere maligne. Penso che anche voi lo,abbiate sperimentato. Le calunnie sono come i tafani: li potete spiaccicare, se vi pungono, ma qualche cosa vi resta pur sempre sulla pelle. Non voi, giornalisti serii della Gazzetta, ma un pluridecorato del Premio Igor Man, de La Stampa, si era permesso di molestarmi con una telefonata, su cui aveva costruito uno scoop, falso e bugiardo. Lo stesso avvoltoio che si è posato poi anche su casa Bossetti, cibandosi di "sentito dire" sulla moglie. Purtroppo, anche questo è giornalismo, lo sapete bene anche voi. Comunque, grazie per le parole di compartecipazione umana. De hoc satis,,that's enough!

          Rispondi

  • paola

    19 Febbraio @ 14.37

    tanto........spreco inutile di tempo e di soldi per cercarlo ....qualche ora o di giorni di galera a mangiare a sbaffo e poi sarà subito fuori ....questa è l'italia tanto già conosciamo.....

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  • eugenio

    19 Febbraio @ 13.46

    Carcere pieno.. ladro in libertà..

    Rispondi

  • xxl

    19 Febbraio @ 12.53

    nilus75

    Fategli fare qualche cosa di utile, mandatelo in libia a combattere l'isis!

    Rispondi

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