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Sicurezza: la tentazione (e i rischi) dell'autodifesa

Web inchiesta sulla sicurezza a Parma 1985-2015: quanto incide la "micro"criminalità

Sicurezza: la tentazione (e i rischi) dell'autodifesa
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Siamo arrivati al vero nodo della nostra inchiesta, ovvero le opinioni della gente: perchè è solo ascoltando i cittadini che si può misurare la percezione della sicurezza in città (e da tempo Parma non è più accostata allo stereotipo dell''isola felice, se mai la è stata, rispetto a città analoghe).Proprio i cittadini negli ultimi tempi si sono fatti sentireripetutamente. Non solo con le lettere alla Gazzetta come quella, di pochissimi giorni fa,con  lo sfogo di una mamma del quartiere Cristo. Apprensione esagerata di mamma? Può darsi: ma di sicuro non è un'apprensione isolata. Guardate questa sequenza di cronache della Gazzetta, tutte del 2015:

Febbraio 2015 - San Leonardo, assemblea dei residenti: "Non ne possiamo più"

Febbraio 2015 - Pablo: ronde antipusher

Aprile 2015 - Viale Piacenza: ladro "arrestato" dai cittadini

Aprile 2015 - I pusher si sono spostati in Oltretorrente

Allora, vediamo di iniziare a tirare un po' le somme. Nella prima puntata e nella seconda , abbiamo accertato - fatti, numeri e archivio della Gazzetta alla mano - che la Parma degli anni '80 e '90 vista da vicino non era affatto quell'isola felice che a molti sembra di ricordare. Anzi, se guardiamo le caratteristiche dei reati la città dei decenni scorsi era senz'altro più volenta e proponeva più spesso crimini anche efferati.

Ma allora non si vedevano nè "ronde" nè assemblee di quartiere, perchè quei fatti anche se gravissimi apparivano isolati (dalla strage dei Carretta tornata alla ribalta della cronaca proprio in questi giorni, al crudele sequestro Silocchi, alle rapine finite nel sangue al'Esattoria di via Carducci o al Jumbo). L'unico vero episodio che provocò allarme sociale per la situazione della città , e in particolare dei giovani dei nostri quartieri, fu l'omicidio del ragazzo 17enne allo stadio Federale (1983).

La cronaca nera di oggi, invece, è fatta di episodi apparentemente meno gravi, ma che in qualche modo coinvolgono tutti: le nostre case con i furti, i nostri quartieri soprattutto con lo spaccio a cielo aperto, i nostri parchi con rapine e aggressioni (a volte anche sfociate in omicidi). Ecco perchè, come vedremo meglio nella quarta e ultima puntata, il rischio è che si creino - o anche solo che si percepiscano - pezzi di città non completamente sotto controllo, nonostante il già ricordato ed encomiabile lavoro delle forze dell'ordine. Già, perchè gli arresti di polizia e carabinieri non mancano: semmai, troppo spesso chi compare sul giornale oggi come arrestato, spesso vi ricompare dopo 24-48 per per una sentenza che magari è di condanna ma molte volte si accompagna al ritorno in libertà, magari con lo smacco per poliziotti e carabinieri che si ritrovano in strada chi hanno arrestato il giorno prima.

La tentazione (e i rischi) dell'autodifesa

Dal Tg Parma 1-5-2015

Ha fatto notizia lo sfogo di Roberto Chittolini (che fin qui eravamo abituati a vedere in tv solo come presidente di Parma col cuore), che di fronte a un'incursione di estranei in una normale serata domestica è corso subito ad afferrare la propria rivoltella e ha ribadito che non avrebbe esitato a sparare se i malviventi non avessero scelto la ritirata

“O io o loro” dice Chittolini. Ma ovviamente non è differenza da poco! E per quanto bravo e allenato sia, un “normale” cittadino potrà difficilmente essere all'altezza di chi un'arma la maneggia per “mestiere”. A parole, insomma, l'idea dell'autodifesa armata all'americana può anche essere comprensibile, specie da parte di chi ha vissuto in prima persona la rabbia della casa violata o del negozio svuotato, magari più volte in poco tempo. Ma il rischio è quello di trasformare una brutta avventura in tragedia: e anche a parti invertite, molti lettori del nostro sito hanno spesso sottolineato il rischio di complicazioni legali in caso di ferimento o uccisione del malvivente (si rischia un'incriminazione quanto meno per eccesso di legittima difesa). Tutti ricorderanno, in proposito, la vicenda – poi anche cavalcata dalla politica – del benzinaio del Vicentino in febbraio.

Le ronde virtuali

Sempre più spesso, come abbiamo visto all'inizio, le cronache raccontano le iniziative di gruppi di cittadini: da chi fisicamente scende in strada in una versione più “casalinga” delle ronde teorizzate più volte dalla Lega Nord a chi sfrutta il web e i social network per creare gruppi di vigilanza. Vigilanza virtuale, appunto tramite il web come avviene anche in diversi comuni che hanno creato gruppi su Facebook, ma anche concreto. Quasi che i cittadini si fossero ormai resi conto che il lavoro delle forze dell'ordine, ovviamente insostituibile e sempre encomiabile, fra tagli e altri problemi ha comunque bisogno della collaborazione dei cittadini, almeno a livello di segnalazioni. E del resto è dei giorni scorsi l'arresto di un ladro appena sceso dalla grondaia grazie ad una sorta di “telecronaca in diretta” da parte di un attento vicino di casa.

Quanto all'autodifesa - anche armata - non è certo un tema solo parmigiano. Nei giorni scorsi la Libertà di Piacenza ha riportato la notizia del raddoppio, in un decennio, delle richieste di porto d'armi nella provincia vicina: e i piacentini armati sono ora 20mila. Proprio mentre gli appassionati della caccia sono in calo....

E per “sfruttare” ancora i colleghi piacentini, è interessante anche riportare le parole dell'ex questore Innocenti, pubblicate in occasione della visita del sottosegretario agli Interni Bubbico: “Aumentano sempre più le abitazioni svuotate, gli esercizi commerciali saccheggiati, le aziende razziate, le singole persone rapinate o borseggiate in strada. Anche in pieno giorno. Cresce l'impunità, e il rischio di giustizieri improvvisati”. Sono parole di questore, non il titolo ad effetto di un giornale o lo slogan di un politico in cerca di voti.

La crescita dei furti in appartamento

Ma torniamo ai numeri, per mantenere il più concreto possibile questo discorso e non farci influenzare da un episodio o uno sfogo (anche se è poi questa la vita vera della gente vera).

Proprio pochi giorni fa un rapporto dell'Istat (UrBes 2015) ha confermato le impressioni di tanti: a Parma i furti nelle abitazioni sono più che raddoppiati in tre anni.

Leggi l'articolo

Certo: questo non deve far passare in secondo piano il fatto che nel frattempo sono invece diminuiti gli omicidi nella nostra provincia. Ma allo stesso tempo il calo della criminalità “maggiore” (e ancora non dimentichiamo le crescenti infiltrazioni di mafia-camorra-'ndrangheta che meriterebbero un'analisi a parte), non deve portare a sottovalutare quei reati “minori” per il codice penale ma devastanti per il gruppo familiare o anche solo per il singolo che li subisce. Come appunto il furto nella propria casa, che spesso oltre al danno economico porta con sé un vero e proprio furto della memoria e degli affetti: dalla fede nuziale al ricordo dei genitori ecc.
Certo, anche la matematica di queste classifiche a volte è davvero un'opinione. Appena pochi mesi fa un'analoga ricerca del Sole 24 ore ci aveva detto (ma su dati 2013) che a Parma i reati erano in calo, furti in abitazione compresi: semmai dovevamo preoccuparci dell'incremento di truffe e frodi, e dei borseggi. E all'inizio di quest'anno la prefettura, che resta ovviamente la fonte ufficiale per Parma e provincia, ha fotografato un 2014 con meno reati in assoluto ma con più furti in casa. Mentre furti e rapine apparivano in calo nel bilancio parziale dei primi mesi dello scorso anno alla Festa della Polizia 2014.

Oggi ci sono più reati di un tempo

Allora, per non farsi venire il mal di testa nelle oscillazioni dei numeri e delle rispettive fonti, proviamo a mettere un po' d'ordine. E a consentirci una sintesi può essere una pagina della Gazzetta che avevamo realizzato nel 2006 (proprio l'anno orribile dei tanti omicidi).

Clicca per vedere il grafico dei reati

Al di là di quel particolarissimo (e speriamo irripetibile) dato sugli omicidi, nel confronto 1984-2006 appariva indiscutibile il peggioramento della sicurezza: + 504% di reati in due decenni è un dato che si commenta da solo: dai 3mila reati di metà anni Ottanta ai 20mila del terzo millennio. E già abbiamo visto, ad esempio, che anche dal 2006 ad oggi alcuni reati (vedi furti in appartamento) sono aumentati.

E' però anche vero che per molti reati non c'è un lineare andamento di crescita, ma ci sono situazioni altalenanti e legati a molti fattori. Di questo, dell'incidenza - di cui spesso si parla a caso - dei reati commessi da stranieri, ma soprattutto del "cosa fare" parleremo nella quarta e ultima puntata della nostra inchiesta.

(Fine 3° puntata - La quarta e ultima puntata sarà online lunedì 18)

....................

1985-2015: PARMA CHE CAMBIA - La sicurezza

Prima puntata

Seconda puntata

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  • Vercingetorige

    14 Maggio @ 18.08

    SI SI STA ROMPENDO IL PATTO SOCIALE TRA CITTADINO E STATO , per cui il primo delega al secondo la funzione di fare giustizia in suo nome. OGGI SEMPRE PIU' GENTE NON CREDE PIU' NELLE ISTITUZIONI E VOLENDO , LEGITTIMAMENTE , SICUREZZA E GIUSTIZIA, SI CONVINCE DI DOVERSELA FARE DA SOLO. Sempre piu' persone vorrebbero armarsi , e , se lo fanno relativamente in pochi , è per le difficoltà burocratico - amministrative che si incontrano, se si vuol detenere legalmente un' arma. Se non si inverte la tendenza , se i criminali continueranno a non andare in prigione , e, se stranieri , continueranno a non essere rimpatriati a fine pena , se non si rimanderanno a soggiorno obbligato a casa loro quelli che imperversano delinquendo su tutto il Territorio Nazionale , temo che i Cittadini esasperati , potrebbero cominciare a sparare davvero .

    Rispondi

  • Samuele

    14 Maggio @ 17.41

    Non c'è nessun pericolo nella tentazione all'autodifesa perchè per quello ci vorrebbe della gente che scrive meno su internet e fa andare le mani in silenzio...

    Rispondi

  • Biffo

    14 Maggio @ 17.06

    Concordo con l'analisi di Balestrazzi. I reati, classificati erroneamente con l'eufemismo di microcriminalità, fanno paura, perché si sono moltiplicati all'ennesima potenza, e sono perpetrati da gente di altra etnìa, per cui al reato si lega la paura del Diverso, di origine ancestrale. Quanto all'autodifesa, essa viene malignamente sconsigliata ed azzerata, anche nei suoi minimi termini, dalle vigenti leggi, tendenti a proteggere il criminale a punire duramente chi osa contrastarlo, anche solo colpendolo con un mazzolino di viole del pensiero. Mentre il derubato se la sta facendo sotto, atterrito dal criminale penetrato in casa sua, secondo i nostri eccelsi magistrati, si dovrebbe valutare, con molta calma e sangue freddo, il peso della minaccia reale e quello della propria reazione, commisurandola secondo gli articoli ed i commi del Codice Penale, da imparare a memoria, in precedenza. Altrimenti, sono guai seri e pesanti; il derubato rischia di trovarsi in Via Burla al 41bis, mentre il ladrone, fuori, lo saluta col gesto dell'ombrello, deridendolo in qualche linguaggio dell'Est europeo, del Nordafrica o dell'Africa Nera. In caso di intrusione, bisogna restare calmi e sereni, chiedere al furfante quali siano le sue intenzioni, indi, se del caso, chiamare PS o CC, dopo aver chiesto al criminale il debito nulla-osta. W l'Italia, l'Italia che si cala le braghe!

    Rispondi

  • federicot

    14 Maggio @ 15.23

    federicot

    Si fa fatica a seguire, si cambiano gli orizzonti temporali, si mischiano i reati ...ma continuo ad apprezzare lo sforzo. ANDATE AVANTI! GRAZIE P.s.: avrei preferito una semplice tabellina excel con i tipi di reato snelle righe e gli anni nelle colonne e basta

    Rispondi

    • 14 Maggio @ 15.26

      REDAZIONE GAZZETTADIPARMA.IT - Anche noi apprezziamo il tuo grande sforzo per non avere (per restare in tema) sparato a zero. Quanto al foglio excel dei reati, non dirmi che un navigatore all'avanguardia come te non se l'era ancora creato con i dati di Mininterno e Regione e ha dovuto aspettare noi del jurassic...?

      Rispondi

      • federicot

        14 Maggio @ 16.43

        federicot

        eh bravo .... e una volta che ce li ho io ????? Dovrebbero averli 60 milioni di italiani. Ma nessuno ci va a vedere. Il problema è proprio questo che l'italiano "crede" ( virgolettato) ai dati pubblicati sul giornale e non si va a scaricare i dati "veri". Quindi la percezione non è oggettiva.

        Rispondi

        • Michele E

          14 Maggio @ 18.06

          Anche 60 milioni di italiani se ne fanno quello che ci fai tu: niente! Nemmeno le statistiche sono oggettive, dato che si basano sulle denunce che in molte zone non si fanno nemmeno più, e dalle ultime esperienze che ho avuto coi CC vi dirò che non hanno tutti i torti: se non c'è un omicidio o serve qualche foglio da portare all'assicurazione è davvero tempo perso!

          Rispondi

  • Annalisa

    14 Maggio @ 14.51

    è un caso che questi spacciatori in bicicletta si sono moltiplicati contestualmente con il moltiplicarsi degli sbarchi?

    Rispondi

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