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Inchiesta - Tutta nostra la città?

Sicurezza/4 - Ecco tutti gli episodi che fanno temere che pezzi di città finiscano fuori controllo

Inchiesta - Tutta nostra la città?
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Arrivati all'ultima puntata della nostra inchiesta sulla sicurezza a Parma, per poter trarre qualche conclusione concreta occorre anche ricordare da dove eravamo partiti.

1) Le responsabilità dei politici - A mettere insieme l'azione delle giunte comunali e i provvedimenti varati dai vari governi, è subito evidente che nel peggioramento di questo trentennio nessuno schieramento può dirsi esente da colpe. Quindi, visto anche il massiccio riscontro quotidiano fra i lettori, sul tema sicurezza/ordine pubblico sarebbe il caso di vedere i partiti impegnati a partorire iniziative concrete, più che a rinfacciarsi lacune che nessuno ha saputo evitare. E, magari, ricordarsi del tema anche quando si tratta di distribuire le risorse...

2) Il lavoro delle forze dell'ordine - Lo abbiamo già detto ma è giusto ripeterlo, senza sviolinate ma guardando ai numeri: a Parma l'azione di polizia e carabinieri è encomiabile e dà frutti. Negli ultimi 10 anni non c'è quasi stata rapina in banca i cui colpevoli non siano stati arrestati. E di arresti e denunce ce ne sono anche per gli altri reati: ma troppo spesso i responsabili tornano rapidamente in libertà. I lettori se la prendono spesso con i magistrati, ma in realtà il problema - che ci riporta al punto 1 - è una legislazione che molti giudicano tropo poco severa. Senza contare la sempre più preoccupante carenza di mezzi.

Il nuovo questore: "Questa è la sfida"

Nella videointervista al Tg Parma, il neo questore Piovesana ha identificato una doppia sfida: rassicurare i cittadini e farlo nonostante le poche risorse. Buon lavoro ! Inutile aggiungere che i parmigiani faranno il tifo per questo, ma è ovvio che non sarà una sfida facile. E nella puntata precedente abbiamo sottolineato utilità e rischi della collaborazione dei cittadini (ronde, gruppi facebook ecc.) e dell'autodifesa armata dei privati.

Ma oggi qual è il tasso di sicurezza a Parma?

Lo abbiamo visto bene nelle prime tre puntate: oggi Parma non è una città più violenta di 30 anni fa, e le cronache degli anni '80 sono sicuramente più efferate. Ma è sicuramente una città più problematica: situazioni diffuse che danno a volte la sensazione di pezzi di città non più sotto controllo. Magari è roba di bassa manovalanza criminale o addirittura è solo qualche fenomeno borderline che non sfocia (per ora?) in vera e propria criminalità: ma dal parco Falcone Borsellino alle baby gang di Galleria Polidoro oggi ci sono zone in cui guardarsi bene attorno prima di percorrerle soli.

Il reato più grave, cioè l'omicidio, resta a Parma “confinato” quasi sempre a situazioni specifiche e individuali. E' vero che abbiamo avuto alcune eccezioni ( e proprio pochi giorni fa i giudici hanno sottolineato che l'omicidio Guarino a Medesano 2010 è indice di "scenari inquietanti"), ma per fortuna Parma non è territorio di mattanze
Proprio della criminalità organizzata, però, non ci si deve più limitare ad avere paura che possa infiltrarsi. Ma occorre ormai prendere atto che, dopo l'operazione Aemilia, si deve parlare bensì di infiltrazioni già presenti e a rischio metastasi:

Mafie a Parma: ecco i numeri che spaventano

E se nelle statistiche del Sole 24 ore sulla qualità della vita da ormai qualche anno Parma sconta una brutta “pagella” proprio nell'ordine pubblico, un motivo evidentemente ci deve essere. Sarà anche vero che da noi i reati vengono ancora denunciati (e quindi fanno statistica), mentre in altre zone d'Italia ci si è rassegnati a subirli, ma l'aumento di furti in appartamento e altri reati è nero su bianco nelle statistiche del Ministero degli Interni.

L'incidenza degli stranieri sul numero complessivo dei reati è altrettanto innegabile. E anche questo è tema soprattutto per i politici: nel valutare le politiche sull'integrazione questo aspetto non può più essere ignorato. Ma si cadrebbe nella xenofobia o nel razzismo se ci si dimenticasse che il numero degli immigrati che commettono reati resta una percentuale bassissima rispetto ai 12mila e più stranieri oggi presenti nel Parmense

La percezione 

Nell'altalena dei dati sui vari reati, è indiscutibile la crescita rispetto ai decenni passati soprattutto di quei fatti che colpiscono violentemente chi ne è vittima e la collettività in genere: in particolare i furti in casa o nei negozi. Sperando ovviamente di non essere fraintesi, l'esperienza del cronista (ma probabilmente anche la vostra) dice che la notizia di un furto - specie se avvenuto con violenza o in circostanze particolari – può colpire e preoccupare il parmigiano medio a volte anche più di un omicidio, se quest'ultimo può essere circoscritto a un particolare contesto di cui non facciamo parte. Invece nel furto in abitazione finiamo in qualche modo per immedesimarci come possibili vittime. Qui sotto, cliccando sulla foto della fiaccolata che nelle settimane scorse ha visto in strada 500 persone nel solo quartiere San Leonardo, vedrete l'elenco degli episodi che, pubblicati sulla Gazzetta nelle date che riportiamo, messi insieme diffondono proprio quella percezione di insicurezza da cui la nostra inchiesta è partita:

Tutta nostra la città? Ecco gli episodi che ci fanno temere che pezzi di Parma non siano più sotto controllo

Conclusione

In definitiva, numeri e cronache ci dicono che l'appartamento Parma oggi è abbastanza in disordine. Questo non deve farci dimenticare che l'edificio conserva fondamenta più solide di altri, ma neppure deve esimerci dalla necessità di tornare a una vivibilità migliore: è un problema ormai di tutte le città e certamente molto dipenderà dalle politiche nazionali. Ma è anche una delle sfide in cui tocca a Parma ritrovare quelle idee e quella coesione che ultimamente abbiamo smarrito anche in altri settori.

Quanto poi alla “classifica delle classifiche”, il paragone con i vicini di casa può consolare o meno. Se a lungo si è parlato dei problemi di Reggio, e soprattutto di una certa zona della provincia oltrEnza, la spalmatura orizzontale dell'inchiesta Aemilia sulla criminalità organizzata ha dimostrato che non è davvero il caso di applicare anche qui un campanilismo sempre più anacronistico ma semmai è il momento di unire le forze, oggi sempre più limitate ovunque. Ecco perchè, se l'inchiesta si chiude qui, il nostro monitoraggio continuerà giorno per giorno, anche con i vostri contributi e le vostre proposte.

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PARMA 1985-2015: COME STIAMO CAMBIANDO? - Sicurezza

Prima puntata

Seconda puntata

Terza puntata

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  • Maurizio

    18 Maggio @ 17.28

    Bello veramente l'articolo così come le altre puntate e anche le consclusioni mi trovano d'accordo. Interessante poi il passo sulla mafia, ricordiamoci che a parma abbamo avuto politici che hanno negato tutto e se non ricordo male anche qualche questore. Comunque questo dimostra il menefreghismo della classe politica attuale perchè nulla si fa e si ignora il problema, meglio darsi la colpa l'uno con l'altro che risolvere i problemi.... forse però un appunto all'articolo si può fare, la differenza rispetto al passato dei furti, infatti credo che una volta si andava a rubare, se si trovava qualcuno in casa non si entrava e comunque raramente si faceva del male, ora senza essere razzisti le bande dell'est fanno veramente paura, sono dispsoti a tutto e questo è molto inquietante per chi dovesse trovarsi in casa dei ladri

    Rispondi

  • parmigianodelsasso

    18 Maggio @ 14.13

    tagliando le mani ai ladri, statisticamente i furti diminuirebbero, non essendo possibile rubare in assenza di mani. Se la legislazione consentisse di sparare a chi entra in casa altrui senza permesso, un ladro ci penserebbe bene, prima di entrare in un appartamento (negli Stati Uniti funziona così). Se ogni straniero che commette un reato venisse espulso (dopo avere scontato la pena) i reati diminuirebbero ulteriormente. Ma non essendo possibile tagliare le mani ai ladri, sparare ai ladri, buttare fuori dall'Italia gli stranieri responsabili di reati, rassegniamoci, sperando di non venire derubati o rapinati.

    Rispondi

  • Rodolfo

    18 Maggio @ 13.03

    La delinquenza che ha dilagato in Parma e' ormai inarrestabile, non ci sono sistemi, metodi, insegnamenti che possano risolvere. L'unico sistema e' quello di liberarsi degli stranieri che non lavorano e che manteniamo. Non è razzismo ma la verità. Ogni entrata di stranieri nullafacenti e' un ingresso di malavitosi.

    Rispondi

    • filippo

      18 Maggio @ 19.29

      dillo a quelli del PD che ti denunciamo per razzismo, hanno fatto 5 svuotacarceri e gli stranieri che sonoo usciti non sono stati espulsi ma sono rimasti nel territorio. .a fare cosa?

      Rispondi

  • Biffo

    18 Maggio @ 12.37

    Tutta mia la città, un deserto che conosco. Tutta mia la città, questa notte un uomo piangerà.

    Rispondi

  • giuseppe

    18 Maggio @ 11.50

    Città lordata, oltraggiata, vilipesa...Vogliamo fare qualcosa?

    Rispondi

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