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Parma primo capoluogo “Riciclone” d’Italia

Cassonetti raccolta differenziata

Cassonetti per la raccolta differenziata

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Premiati oggi a Roma i Comuni Ricicloni d’Italia. Tra le tante amministrazioni virtuose c'è Parma, che nel giro di 2 anni ha saputo non solo incrementare la differenziata, ma anche ridurre la produzione pro capite del 9%; E’ il primo Comune con 200 mila abitanti ad aver superato il 65% di differenziata, smaltendo solo 143 kg/ab/anno contro una media regionale di poco meno di 350 kg/ab/anno: un esempio per tutte le città capoluogo.

Il dato nazionale

Sono 1.520 i comuni campioni nella raccolta differenziata dei rifiuti, per quasi 10 milioni di abitanti, il 16% dell’Italia che oggi ricicla e differenzia i rifiuti alimentando l’industria virtuosa del riciclo e del riuso, la cosiddetta «economia circolare», che nel riciclo e ridisegno dei prodotti vede 150 mila occupati. E’ quanto emerge dal rapporto «Comuni ricicloni» di Legambiente che oggi ha consegnato i premi della XXII edizione.
L’eccellenza sono i 356 Comuni 'Rifiuti freè, che producono meno di 75 chilogrammi di rifiuti indifferenziati pro capite.
I Comuni Ricicloni quest’anno sono 192 in più e raggiungono quota 1.520 municipi distribuiti in gran parte nel Nord-Est del (Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige sono le regioni con la più alta concentrazione di Comuni Ricicloni), con la novità della sostanziosa crescita delle località del Centro-Sud che vede aumentare i comuni virtuosi dal 18 al 25% del totale nazionale. C'è almeno un campione «Riciclone» in ogni regione (tranne la Valle d’Aosta).
Crescono in particolare nelle Marche e in Campania: segno che cambiare e innovare, anche in pochi mesi, è possibile e vantaggioso, anche introducendo premi e penalità, come l'ecotassa per i rifiuti avviati a discarica e sgravi tariffari a chi ricicla di più. Due delle misure che Legambiente chiede di generalizzare a tutta Italia nel manifesto Italia rifiuti free. .

La classifica dei comuni ricicloni 2015 (tutti quelli che hanno raggiunto l’obiettivo di legge del 65% di raccolta differenziata) riguarda tutte le regioni con almeno un comune virtuoso per buona gestione del servizio di raccolta ed avvio a riciclo. Le regioni del nord Italia non brillano più: Lombardia e Piemonte sono abbondantemente surclassate dalle Marche e dalla Campania e tallonate da vicino dall’Umbria; il sud erode ancora punti al nord grazie alla Campania che incrementa i virtuosi del 15,3%, mentre il centro si mantiene stabile grazie alle Marche che salgono ancora di un +9,5%. Da segnalare il caso di Salerno e Andria che pur rimanendo fuori della classifica sfiorano la soglia del 65%, e di Cosenza, capoluogo che sfiora il 60% di differenziata.
Secondo il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, «i 356 comuni 'Rifiuti freè rappresentano l’eccellenza nell’eccellenza. Sono quelli che oltre a essere ricicloni, nel corso del 2014 hanno prodotto meno di 75 chilogrammi a testa di rifiuto secco indifferenziato, mentre la produzione media pro-capite nazionale si aggira sui 550 chili annui». A questi risultati, prosegue, si è arrivati «con ricette diverse ma con un denominatore comune: responsabilizzazione dei cittadini con una comunicazione efficace e con politiche anche tariffarie che premiano i virtuosi. Ora la parola passa alla politica, cominciando dal parlamento e dal governo: tutta Italia può divenire 'rifiuti freè nei prossimi 2 o 3 anni». La dimensione dei Comuni Rifiuti free è ancora quella della 'piccolà amministrazione.
Il manifesto di Legambiente per un’Italia rifiuti free e per un’economia circolare made in Italy mette insieme dieci proposte per un’Italia libera dall’emergenza rifiuti. 

Il dato parmigiano

"Un dato, quello parmigiano, - si legge in una nota del Comune -, che dimostra la bontà della scelta del porta a porta integrale su tutto il territorio del Comune, che ha visto anche nelle scorse settimane l’attivazione della tariffa puntuale. Un sistema che consente, seppur in maniera ancora limitata, di far risparmiare chi produce meno rifiuti.

Un dato quello di Parma, che fa risaltare l’assurda richiesta di Iren, a seguito dell’approvazione dell’articolo 35 dello Sblocca Italia, di ampliare la capacità di bruciare rifiuti del nuovo inceneritore della città. Confrontando i dati di produzione di rifiuto indifferenziato di Parma e Provincia con la richiesta di ampliamento del forno, è evidente che la strada intrapresa da Iren sia quella del business dei rifuti, e non dell’impiantistica necessaria all’autosufficienza territoriale.
Per questo Legambiente sarà in piazza l’11 giugno, con la richiesta di stop all’ampliamento del forno di Parma. Una volontà che non si limita a chiedere lo stop all’ampliamento del forno di Parma, ma estende la richiesta anche a quello di Forlì, gestito da Hera. Una posizione ferma contro l’articolo 35 dello Sblocca Italia, che le multiutility nostrane stanno utilizzando per fare affari sulla testa di cittadini ed amministrazioni, infischiandosene della tutela dell’ambiente.

L’atteggiamento delle grandi multi utility regionali dimostra ancora una volta l’assenza di un vero controllo pubblico su queste società partecipate, impegnate ormai esclusivamente nella ricerca di utili. Legambiente ribadisce la necessità di una forte presa di posizione della politica regionale, che riporti queste aziende nell’alveo del controllo pubblico".

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  • Aieie

    08 Luglio @ 10.35

    Il termine riciclone è sbagliato. Le percentuali sono relative alla raccolta differenziata/indifferenziata. Quanto avviene dopo, ovvero il riciclo, è altra cosa e servirebbe ben altro che ridurre la città ad un allevamento di ratti. Leggere sul sito corepla, il consorzio di recupero della plastica. 760000t riciclate + 771000t recupero energia e calore . Quindi la frazione plastica è considerata recuperata anche se viene bruciata negli inceneritori. Tanta strada da fare per rifiuti zero, e servono investimenti importanti (altro che l'uovo di Colombo di Vedelago,poi fallito). Invece che fare tanta fuffa, sarebbe meglio investire i proventi dell' incenerimento (che INCASSA anche il Comune di Parma) nella ricerca, dando anche lavoro a un pò di giovani, per implementare e migliorare le tecniche di riciclo.

    Rispondi

  • Maurizio

    07 Luglio @ 22.08

    Vercingetorige, i risultati ci sono e comprendono tutti i rifiuti finali, si trovano su internet sul sito arpa credo, attualmente ci sono i risultati del 2013, per il 2015 e 2015 bisogna affidarsi al mago folli, capace di aver in tempo reale le percentuali....

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  • Ivo

    07 Luglio @ 22.00

    Questi dati sono veritieri solo per le amministrazioni PD , per Parma caso a parte ,visto che è 5 stelle , è truccato ! Non veritiero ! In accordo con legambiente e quant altro . Che coraggio , pur di screditare ciò che non piace , o ciò che non regala..,si svende la dignità !

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    • Filippo Bertozzi

      08 Luglio @ 07.54

      Non sono realistici. Punto. Per qualsiasi colore d'amministrazione. Ma voi siete capaci solo di attaccarvi al confronto col PD: se non erro, Freud la definiva "invidia del pene".

      Rispondi

  • SILENZIOSO

    07 Luglio @ 19.05

    Bell'accoppiata quella tra Legambiente e grillini. Legambiente l'avevamo data per morta viste tutte le battaglie retrograde fortunatamente perse (altrimenti viaggeremmo ancora per delle carraie polverose). Ci volevano i grillini a resuscitarla. Diciamo che si stanno sostenendo a vicenda. I grillini si sono inventati la menata dei #ComuniVirtuosi associazione cui partecipano solo loro e Legambiente si è inventata la menata dei @ComuniRicicloni. Il problema è che anche mettendosi insieme non sono in grado di tirar fuori un #ComuneNormale.

    Rispondi

    • annamaria

      08 Luglio @ 01.38

      Quasi sempre i Comuni sono" Poconormali" grazie ai suoi cittadini.

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  • fortunato

    07 Luglio @ 18.42

    ma chi è quello che ha premiato questo comune, venga a vedere la città com'è ridotta altroché comune virtuoso......

    Rispondi

    • sabcarrera

      07 Luglio @ 20.00

      Si vede che molti fanno lo sforzo a dispetto dei pigri e che una città non deve andare in degrado per via di pochi che non vogliono fare niente per il bene comune.

      Rispondi

      • Vercingetorige

        07 Luglio @ 20.18

        FACCIAMO IL REFERENDUM , così i "pochi" li contiamo !

        Rispondi

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