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La mia Gazzetta, un giornale perbene

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Lascio oggi dopo 17 anni la direzione della «Gazzetta di Parma». E’ stato per me molto più che un posto di lavoro. La storia della mia famiglia è intrecciata a quella del giornale della città. Per mezzo secolo, tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900 la Gazzetta è stata di proprietà di mio bisnonno Pellegrino e di mio nonno Gontrano. Poi, dal ’57 al ’92 l’ha diretta in modo impareggiabile mio padre Baldassarre che l’ha fatta diventare il giornale che è oggi. Per me è stato un onore assumere la guida di un quotidiano glorioso come questo, citato ad esempio in tutta Italia per la sua storia, la sua autorevolezza, il suo prestigio, la sua straordinaria diffusione. Oggi, pur in un momento estremamente difficile per l’editoria che attraversa una fase di trasformazione epocale, la Gazzetta ha una quota di mercato del 78 per cento, mai toccata in passato. Più di tre giornali su quattro venduti a Parma e provincia sono copie della Gazzetta.
E’ una rivoluzione quella che ha travolto il nostro mestiere. La crisi della carta sembra irreversibile. Per i diciottenni di oggi, i nativi digitali, l’edicola è come la cabina del telefono: un oggetto misterioso. I giovani sono avidi di notizie ma le vanno a cercare sul web, sui social (soprattutto Facebook), consultando freneticamente mille volte al giorno il loro inseparabile smartphone. Ma la Gazzetta di oggi non è solo carta. E’ un solido gruppo editoriale senza un euro di debito che raggiunge ogni giorno oltre 400 mila persone in città e in provincia con il giornale, la radio, la tv, il sito internet, i social network. In questi anni è cambiato radicalmente il modo di fare informazione ma la Gazzetta è stata al passo coi tempi. Siamo on line in modo vivace e originale, e non come semplice estensione sul web della carta stampata. Sul web l’immediatezza, la velocità, i video. Sulla carta l’approfondimento, l’analisi, l’inchiesta. I giornalisti hanno cambiato radicalmente il modo di lavorare, sostituendo il taccuino e la penna con il cellulare e il tablet. Il giornalismo è diventato multimediale. C’è ancora molta strada da fare ma io credo che la Gazzetta abbia affrontato e vinto la sfida del cambiamento, sviluppando l’integrazione fra carta e digitale e consolidando la sua indiscussa leadership. Oggi la Gazzetta è l’unico giornale della città. Non ce ne sono altri. In questi anni alcune testate hanno provato a insidiarne il primato ma dopo aver raccolto le briciole sono state costrette a chiudere i battenti. Sono spuntati come funghi molti siti di informazione locali ma quello della Gazzetta è di gran lunga il più visto perché è garanzia di serietà, credibilità e autorevolezza. Se lo dice la Gazzetta, pensa la gente, vuol dir che è vero.

Penso che in questi anni la Gazzetta abbia sempre raccontato i fatti con onestà e lealtà, prendendo posizione quando era il caso ma dando voce a tutti. E a chi ci accusa di essere stati faziosi mi piace rispondere con le parole di Gaetano Salvemini, storico, politico, antifascista, maestro dei fratelli Rosselli: «Noi giornalisti non possiamo essere imparziali. Possiamo essere soltanto intellettualmente onesti, cioè renderci conto delle nostre passioni, tenerci in guardia contro di esse e mettere in guardia i nostri lettori contro i pericoli della nostra parzialità. L’imparzialità è un sogno, ma la probità è un dovere». Il dovere di essere in buona fede, di essere persone perbene, di essere corretti, di non travisare i fatti. Questo è stato fatto sulla Gazzetta. Abbiamo commesso degli errori, certamente. Me ne assumo l’intera responsabilità e chiedo scusa ai lettori. A volte si è trattato di errori dovuti alla distrazione, alla fretta. Altre volte, molto meno spesso se mi è consentito dirlo, sono stati errori di gusto, più gravi e ai miei occhi quasi imperdonabili.
Il primo maggio del ’98, all’atto del mio insediamento, promettevo di fare un giornale che fosse interprete dei bisogni della città, che ne indovinasse i sentimenti, che ne cogliesse gli umori. Tocca ai lettori dire se ho mantenuto fede agli impegni. Non sono mai stato molto simpatico ai politici ma di questo me ne faccio un vanto; qualcuno di loro avrebbe voluto fare di questo giornale un bollettino di partito. Ma questo la Gazzetta non lo è mai stata e non lo sarà mai.
Su una parete del mio ufficio ho appeso le prime pagine più significative dei miei anni di direzione. C’è di tutto, come si può facilmente immaginare. Fatti strazianti come la morte di Tommy e quella di Virgy, stragi, terremoti, alluvioni, sindaci arrestati e sindaci eletti, trionfi e tonfi sportivi. C’è soprattutto tanta fatica, dietro quelle pagine. Ma anche la soddisfazione di aver fatto un buon lavoro, premiato dai lettori. E se questo è stato possibile il merito va alla mia straordinaria redazione. Come diceva Egisto Corradi, che esordì alla Gazzetta e poi divenne il più grande inviato speciale di tutti i tempi, il giornale di provincia è un’autentica università giornalistica. Non c’è scuola migliore perché si fa tutto, si impara a fare tutto. Ai bravissimi colleghi che mi hanno accompagnato in questa splendida avventura va la mia gratitudine. E grazie è una parola che ho pronunciato poco in questi anni. Lo faccio ora, scusandomi pubblicamente con loro per tutte le volte che non l’ho fatto. Avrebbero meritato di sentirselo dire molto più spesso.
Cari lettori, siamo ai titoli di coda. L’ultimo ringraziamento è per voi che siete così affezionati al vostro giornale, lo arricchite con le vostre osservazioni, lo stimolate a far sempre meglio e non gli risparmiate le critiche com’è giusto che sia. La pagina delle lettere al direttore è la più letta del giornale. In una pasticceria di via della Repubblica hanno incorniciato un cartello che dice: «Chi legge la Gazzetta per più di dieci minuti è pregato di farlo a voce alta». Parole che ci fanno sorridere. Ma sono il segno del successo di questo giornale che da 280 anni accompagna la vita dei parmigiani.
_____________

Nota dell’Editore
L’Editore ringrazia Giuliano Molossi per il prezioso lavoro svolto in questi anni alla Direzione della Gazzetta di Parma e dei servizi informativi di TV Parma e Radio Parma. Al direttore Giuliano Molossi auguriamo di poter continuare a dare il suo contributo al mondo giornalistico italiano e alla nostra città, continuando a onorare con la sua attività quei principi e quella storia di cui la Gazzetta cercherà di essere sempre migliore interprete.
L’Editore augura altresì buon lavoro all’attuale caporedattore Claudio Rinaldi che da domani assumerà la direzione ad interim in attesa dell’arrivo del nuovo Direttore responsabile.

_____________

Il commento dei parlamentari di Parma
La Gazzetta di Parma cambia la propria direzione, un momento significativo sottolineato dai Parlamentari di di Parma che rivolgono ai protagonisti e ai giornalisti del quotidiano il loro saluto e gli auguri di buon lavoro.
"A Giuliano Molossi, rivolgiamo un cordiale saluto - scrivono - e l'augurio per un futuro di soddisfazione nel contesto, lavorativo o no, che vorrà scegliersi. Ha gestito una fase complicata della vita politica, locale e ha sicuramente dato una chiara impronta personale alla sua direzione. Pur non avendo sempre condiviso le sue posizioni, gli diamo atto di essere stato un interlocutore attento e franco, e per questo lo ringraziamo.
A Claudio Rinaldi, auguriamo buon lavoro, anche in considerazione dell'importanza e della complessità del compito che lo attende. Estendiamo l'augurio alla redazione e a tutto il personale, convinti che il cambio del direttore, specie dopo un periodo così lungo e intenso, sia per la Gazzetta di Parma un passaggio comunque delicato”

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • belloli

    01 Ottobre @ 15.22

    Grazie Direttore, l'avrei voluta vedere in quella poltrona ancora per tanti anni..... e con me tanta altra gente

    Rispondi

  • la rivolta di atlante

    30 Settembre @ 21.59

    la rivolta di atlante

    COME IL CORRERE DEI FIUMI NEL TEMPO , ANCHE LE STORIE DI GRANDI FAMIGLIE SI ASCIUGANO NEL DESERTO DEGLI EVENTI FUTURI , MA " I MOLOSSI " SARANNO SEMPRE PER PARMA I VERI FONDATORI DELLA MODERNA GAZZETTA E PER QUESTO SEMPRE RICORDATI CON STIMA E AMORE, INVIDIA O ODIO..... MA " SEMPRE RICORDATI " ED E' CIO' CHE LA NATURA UMANA CREA DI PIU' VICINO ALL'IMMORTALITA'. SONO FELICE E APPAGATO DI AVER NAVIGATO INSIEME A LORO PER UN TEMPO COSI' LUNGO.

    Rispondi

  • gigiprimo

    30 Settembre @ 19.33

    vignolipierluigi@alice.it

    Che dire oltre a un 'grazie'? Forse un 'in bocca al lupo' e teniamoci visti! AUGURI Direttore!

    Rispondi

  • Biffo

    30 Settembre @ 19.19

    Direttore, la Gazzetta, per me, non sarà mai più la stessa dei tempi Suoi e di Suo padre. Con Lei finisce una dinastia di grandi giornalisti, è un fatto rattristante. Quando scrivevo alla rubrica Lettere al Direttore, mi pareva quasi di dialogare a distanza proprio con Lei in persona, a tu per tu. Non sarà mai più così...

    Rispondi

  • Claudio

    30 Settembre @ 18.19

    Caro Direttore, mi spiace per la sua decisione, Parma avrà un bravo giornalista in meno e un altrettanto bravo Direttore della Gazzetta. La dinnastia dei Molossi probabilmente si compie il 1 ottobre 2015, avete dato tanto a Parma e ai parmigiani e il titolo del suo ultimo editoriale è azzeccatissimo, come i tanti che lungo gli anni ho letto, quasi tutti condivisibili. Le faccio tanti auguri e mi auguro di rivederla alla direzione di un giornale importante nazionale. Grazie. Claudio Cavazzini

    Rispondi

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