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Un anno fa l'alluvione: le cose fatte e da fare

Un anno fa l'alluvione
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Francesco Bandini

E' passato un anno dalla grande alluvione del 13 ottobre 2014. Un anno durante il quale molte ferite materiali provocate da quella apocalittica giornata sono state rimarginate, ma altre ferite, meno visibili ma non meno dolorose, restano ancora aperte e sanguinanti: quelle legate al ricordo di un evento spaventoso che ha segnato migliaia di parmigiani che improvvisamente si sono scoperti vulnerabili e indifesi; quelle dovute alla disperazione di chi sotto quell'ondata infernale di acqua e fango ha perso molto o anche tutto; quelle dettate dalla paura – destinata a rimanere attuale ancora per anni – che un simile disastro possa ripetersi.

Domenica mattina: camminata sulle orme dell'alluvione (leggi)

LE COSE FATTE

LAVORI NEL BAGANZA

Nell'immediatezza dell'alluvione, il Servizio tecnico di bacino degli affluenti del Po eseguì nel Baganza lavori di somma urgenza, in particolare l'innalzamento dell'argine destro in corrispondenza dell'ospedale delle Piccole figlie e la rimozione di materiale ghiaioso depositatosi nel tratto urbano del torrente. In epoca recente, invece, sono stati ultimati interventi finanziati dalla Protezione civile in seguito alla dichiarazione dello stato di emergenza: lavori di difesa spondale appena a monte della città (nella zona di San Ruffino, Gaione, Casino Dalla Rosa Prati e Collecchio) e asportazione di legname depositatosi lungo il torrente a Felino, Sala Baganza e Calestano.

LAVORI NELLA PARMA

Si sono conclusi di recente i lavori di Aipo per il ripristino dell’argine destro del torrente Parma, nel tratto cittadino tra il ponte delle Nazioni e il ponte Europa. I lavori sono consistiti nel ripristino e consolidamento dell'argine destro, nel punto in cui un anno fa l'acqua del torrente tracimò allagando completamente il sottopasso di via Europa. Subito dopo l'alluvione, invece Aipo intervenne con lavori di somma urgenza: sull'argine destro della Parma, a monte del ponte De Gasperi, costruzione di una scogliera di circa cento metri; dalla cassa di espansione di Marano fino alla confluenza in Po, interventi di asportazione di materiale trascinato dalla corrente e messa in sicurezza delle arginature con teli e sacchettature.

SCUOLA SALVO D'ACQUISTO

Gli spazi che nell'ottobre dell'anno scorso l'alluvione le aveva «rubato», la scuola Salvo D'Acquisto se li è ripresi già nel gennaio successivo. Nel piano terra l’ondata della piena aveva completamente coperto di fango e reso inagibili tre aule e quattro laboratori, oltre agli spogliatoi dell’adiacente palazzetto dello sport. Dopo i lavori del Comune, i ragazzi della scuola del quartiere Montanara sono potuti tornare ai propri posti nelle tre classi che erano state «sfollate» ai piani superiori.

ASILO ABRACADABRA

Risale allo scorso aprile l'inaugurazione della scuola dell'infanzia «Abracadabra», la struttura di via Stirone finita sotto l'acqua durante l'esondazione del 13 ottobre 2014. I segni dell'ondata di fango che aveva travolto le aule, il giardino e il cortile sono stati cancellati dai lavori che erano iniziati in febbraio.

PALALOTTICI

Completamente invasa dal fango, la palestra del Palalottici è tornata a essere utilizzabile nel febbraio di quest'anno. L'impianto sportivo indoor era stato ricoperto da mezzo metro d'acqua e fango, che aveva compromesso sia la pista che tutti gli impianti tecnologici.

CAMPO SCUOLA «LAURO GROSSI»

Già due settimane dopo l'alluvione del 13 ottobre 2014, il Campo scuola «Lauro Grossi» di via Po aveva riaperto i battenti. Si è trattato inizialmente di una riapertura parziale, limitata alla pista di atletica, ma che ha comunque permesso ai ragazzi di tornare ad allenarsi.

CENTRO GIOVANI MONTANARA

È stata festeggiata il mese scorso la fine dei lavori al Centro giovani Montanara, la struttura di via Pelicelli devastata dall'alluvione, anche se già una settimana dopo il disastro la realtà aggregativa aveva ripreso a svolgere alcune attività. Fu proprio intorno al Centro giovani – uno dei simboli del quartiere Montanara – che nei giorni successivi all'esondazione si creò una vera gara di solidarietà, soprattutto da parte di tanti studenti volontari che lo elessero come punto di ritrovo.

CENTRALE TELECOM

Dopo 36 ore di lavoro ininterrotto, la centrale Telecom Italia di via Po, allagata fino al primo piano con conseguente interruzione delle comunicazioni telefoniche, era tornata verso la piena funzionalità. Ad oggi, l'attività di messa in sicurezza è di fatto completata. Sono stati spostati al secondo piano tutti gli apparati di rete mobile, così come sono stati spostati in posizione sopraelevata i sistemi di continuità, che sono stati anche potenziati.

VILLA PARMA

Già tre mesi dopo l'alluvione, il complesso per anziani di piazzale Fiume era tornato alla piena operatività: ripristinati gli ascensori, come pure la cucina, e ripuliti il piano terra e il centro diurno, che erano stati invasi dal fango obbligando gli ospiti a un temporaneo trasloco.

LE COSE DA FARE

CASSA DI ESPANSIONE

Ci vorranno ancora non meno di sei anni per vedere completata e in funzione la cassa di espansione del torrente Baganza, l'opera idraulica fondamentale per mettere definitivamente in sicurezza la città di Parma e l'abitato di Colorno. In estate è stato depositato in Regione il progetto preliminare, realizzato da Aipo, Università di Parma e Studio Maione. Si tratta del primo passaggio, cui dovranno seguire nei prossimi due anni altri adempimenti burocratici. Se tutto fila liscio, il cantiere vero e proprio dovrebbe aprire a metà del 2017 e richiederà non meno di quattro anni per essere ultimato. Poi seguiranno i collaudi. Se tutte le tempistiche saranno rispettate, la cassa di espansione dovrebbe essere in funzione tra la fine del 2022 e l'inizio del 2023. Il costo previsto è di 55 milioni di euro: i fondi dovrebbero essere disponibili dall'inizio dell'anno prossimo, in quanto l'opera è stata inserita nel piano «Italia Sicura» del governo.

PONTE DELLA NAVETTA

I lavori del ponte ciclopedonale della Navetta, distrutto dalla piena del Baganza, devono ancora cominciare. Quello che si è fatto finora è stato un concorso di idee, che ha visto la presentazione di 87 progetti, fra i quali una commissione di esperti ne ha selezionati tre, poi sottoposti al voto dei cittadini. «Entro la fine dell'anno prossimo realizzeremo il nuovo ponte», ha dichiarato il sindaco Pizzarotti.

STRADE E MARCIAPIEDI

Ammonta a poco meno di 1,2 milioni di euro la cifra stanziata dal Comune per porre rimedio ai danni a marciapiedi e strade nei quartieri Montanara e Molinetto, compromessi a seguito dell'alluvione del Baganza. In queste zone sono stati pianificati diversi interventi, che saranno realizzati nei prossimi mesi nella zona sud della città delimitata approssimativamente dalla tangenziale sud, via Langhirano, piazzale Marsala, via Volturno e via Navetta.

INTERVENTI IN CORSO

LAVORI NEL BAGANZA

Diversi gli interventi avviati, ma ancora in corso di realizzazione, sul Baganza da parte del Servizio tecnico di bacino degli affluenti del Po, finanziati con delibera della Protezione civile in seguito alla dichiarazione dello stato di emergenza. Si tratta in particolare di opere di adeguamento delle sponde destra e sinistra del torrente nel tratto urbano, ovvero dal ponte della tangenziale sud al ponte del Carrettieri: completamento degli argini nei tratti discontinui, consolidamento con scogliere in pietrame dei tratti a rischio erosione, realizzazione di nuovi tracciati di argine. Altri lavori di questo tipo, in particolare con creazione di scogliere per la protezione delle sponde, saranno in seguito oggetto di un ulteriore intervento, ancora da progettare, ma già finanziato. Con questo stesso progetto sono in programma anche opere di rinaturazione delle sponde del torrente. Fra i cantieri in corso, invece, c'è anche quello per l'apertura di due arcate del ponte dei Carrettieri finora chiuse da terra e ghiaia, con la contestuale costruzione ai lati del ponte di nuovi muri di contenimento per sostenere le sponde.

OSPEDALE PICCOLE FIGLIE

La struttura di via Po è stata quella che ha subito i danni maggiori in città, quantificati in 9 milioni di euro: completamente allagati i poliambulatori e tutto il piano seminterrato con le attrezzature e gli ambulatori presenti. A un anno di distanza, l'attività ospedaliera, medica e chirurgica, è regolarmente in funzione, così come l'offerta degli ambulatori, temporaneamente spostati in parte al primo piano dell'ospedale di via Po e in parte all'ex Romanini di via Rismondo. Per completare la ristrutturazione e riportare l'ospedale alle condizioni di normalità vi sono lavori per altri 3,1 milioni, da eseguire nel prossimo biennio.

PONTE DEI CARRETTIERI

Sono a buon punto, ma ancora non ultimati, i lavori per la sistemazione del ponte dei carrettieri, gravemente danneggiato dalla furia del Baganza e, soprattutto, dall'urto con i container e i tronchi trascinati dalla corrente. Ad oggi sono stati rifatti i parapetti e sono state sostituite le caditoie esterne. È invece ancora in corso di realizzazione il nuovo impianto di illuminazione a servizio del ponte – con la sostituzione dei pali danneggiati – e l'adeguamento dell'accesso della pista ciclabile.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • Maurizio

    11 Ottobre @ 23.14

    Ho notato una cosa però che secondo me rimarrà tale, bene l'apertura di due arcate del ponte da decenni chiuse ma subito dopo il ponte sull'argine destro c'è un restringimento dell'alveo con un muro di cemento, questo muro verrà abbattuto? Una parte di parcheggio si potrebbe sacrificare, è vero che lo scorso anno è stato eccezionale ma tu puoi allargare come vuoi il letto ma se poi restringi il tutto siamo da capo

    Rispondi

    • StekkoPardo

      12 Ottobre @ 10.05

      dietro quel muro c'è un'abitazione........

      Rispondi

      • Maurizio

        12 Ottobre @ 14.23

        Non sapevo, gli alberi venendo dalla rotonda non la coprono e mi è saltato subito all'occhio quell'anomalia

        Rispondi

  • Fede

    11 Ottobre @ 17.03

    Creazione di scogliere per la protezione delle sponde?? Dove?? Di cosa si tratta??

    Rispondi

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