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EDITORIALE

Ti-Bre: minacce, non opportunità

Unione industriali: appello alla Regione per la Ti-Bre
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La (possibile) bocciatura della Ti-Bre sia vista «come un’occasione», esorta il sindaco Pizzarotti. Un’opera «anacronistica», secondo il gruppo dei 5 Stelle. «Inutile», rincara Giuseppe Bizzi.
Bene, cioè male. Siamo alle solite. E’ come fare un salto indietro di una ventina di anni, è come fare un brutto sogno. Parliamo della stazione medio-padana dell’alta velocità, della «battaglia» persa con Reggio. Il punto non è se c’entrasse o meno l’influenza (molto robusta, all’epoca) di Romano Prodi. Il punto è che tanti amministratori di casa nostra di allora – tanti davvero, ahinoi – provarono a convincerci che lo spostamento a Reggio sarebbe stato una buona occasione per Parma. Avremo più treni noi con l’interconnessione – giurò qualcuno – che Reggio con la stazione.
Come no. Sembrava un’eresia allora, e oggi è – non sembra, è – una presa in giro. Oggi che tutti noi abbiamo preso almeno una volta un treno dell’alta velocità. E ne abbiamo sperimentato la comodità, la velocità, l’efficienza. E la fortuna di Reggio, che si ritrova una stazione medio-padana che amministratori parmigiani hanno praticamente rifiutato.
Sembra drammaticamente un replay, questa storia della Ti-Bre. Tutti cercano di valorizzare il proprio territorio, puntando sulle infrastrutture e sui collegamenti autostradali. Province che già sono messe meglio di noi, e con collegamenti ferroviari decisamente più ricchi dei nostri, fanno carte false per avere nuovi tratti autostradali. Modena lotta per ottenere la Modena-Lucca e ha già avuto il via libera per il tratto Campogalliano-Sassuolo, con l’appoggio (giusto, ci mancherebbe) di Regione e ministero. Bologna fa di tutto per avere un nuovo passante. Ravenna si sta dando un gran daffare per potenziare la viabilità intorno al porto.
Parma no. Parma – o almeno il suo sindaco – dice che l’esclusione della Ti-Bre dalle opere prioritarie minacciata dalla Regione va vista come un’occasione. Parma – o almeno vari gruppi politici e partiti – dice che la Ti-Bre è anacronistica.
Questo significa abbandonare la città a se stessa. Vuole dire penalizzare gli interessi della città, del territorio, dei parmigiani. La Ti-Bre è un’opera di interesse nazionale in programmazione dal 1974. Non è solo importante: è indispensabile, per una lunghissima serie di ragioni. Signor sindaco, le minacce della Regione sono minacce, non opportunità. Per cortesia, non prendiamo per i fondelli i parmigiani.

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  • GG

    14 Ottobre @ 21.41

    Vedo che cercando di approfondire gli argomenti, accantonando quelli che sono i luoghi comuni, le frasi fatte ecc.., emergono le reali implicazioni circa la realizzazione della TI-BRE autostradale. Anche chi si mostra "non convinto" dal progetto riconosce che le opere strutturali portano sviluppo nelle aree interessate; credo sia una realtà difficilmente controvertibile. Non nascondo che ogni opera ha delle ricadute in termini di impatto ambientale, ma il confronto vantaggi / svantaggi va fatto anche, e soprattutto, in prospettiva, su un futuro sia prossimo che di lungo termine, futuro in cui potersi spostare velocemente diverrà sempre più un vantaggio. Per fare ciò vi propongo una provocazione: pensiamo di essere non oggi, ma al termine della seconda guerra mondiale: un giorno viene presentato il progetto di una nuova strada, ampia e con grande capacità di traffico, che si propone di tagliare in due l'intera pianura parmense, anzi di più, l'intera pianura emiliana! Ma come, in una società preminentemente agricola, dove si produce il Parmigiano Reggiano una tale colata di cemento e asfalto in mezzo ai poderi, alle case coloniche, prati e campi di grano asfaltati, un vero scempio ambientale: No, proprio No, non è accettabile, non si deve fare! Ebbene avremmo detto no alla costruzione dell'Austrada del Sole. Al di là del fatto che anch'io nutro fortissime perplessità sull'attuale gestione dei pedaggi fatta da Autocisa, e che in effetti spesso vengono costruite opere di "compensazione" a dir poco discubili, ritengo comunque che non debbano esservi dubbi sull'utilità della nuova autostrada.

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  • Giovanni

    14 Ottobre @ 21.28

    Assolutamente d’accordo per fare la Tibre. I 5 stelle o i verdi fanno il gioco del Pd di Bologna, il cui unico scopo e’ fermare Parma. E non certamente quello fermare la cementificazione o risparmiare denaro. A bologna fanno il pssante nord! A modena la sassuolo-campogalliano ossia il primo tratto della modena-lucca! Questi si che sono scempi inutili e che non servono a niente se non a far lavorare le cooperative e ad accentrare ancora di più tutto sull’asse bologna-modena, isolando il resto della regione. Svegliatevi! Svegliatevi per una buona volta! E basta fare gli “utili idioti” per il pd di Bologna, che intanto se la ride e prende pure per i fondelli! Sveglia!!!

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  • bastiano

    14 Ottobre @ 19.56

    Concordo con le perplessità di Gabriele. Purtroppo quando ci sono ragioni sia per i pro sia per i contro, hanno ragione tutti. Io però quando sento che le motivazioni a favore, si basano unicamente sullo sviluppo di Parma e/o sul creare lavoro ad imprese costruttrici o coperative,senza badare al senso dell'opera, rimango molto perplesso. In più come leggo in questo articolo, scambiare l'ubicazione della mediopadana ma anche ad esempio ad una ubicazione di un polo fieristico che a seconda di dove cade porta un beneficio diretto alla località, con un tracciato di una autostrada , ce ne corre . Altrimenti è evidente che si giustifica tutto, dal ponte sullo stretto a qualsivolgia opera. Che una infrastruttura favorisca l'economia lo comprendono tutti, ma si tratta di macro economia e non unicamente economia locale. Qui non si tratta di essere dei "notibre", ma ragionevolmente capire , dati alla mano e a prescindere da Parma, quale sgravio di traffico deriverebbe dal fare questa infrastruttura e quale risparmio a livello di km annui totali ed emissioni ne verrebbe fuori (dati peraltro sicuramente disponibili). Per il resto non vedo quale vantaggio avrebbe Parma ad avere 18 km di autostrada nel proprio terriorio (forse il Cepim) a meno che non si speri o ci si illuda di rendere industriali le aree prossime a tale autostrada (per lo più quasi tutta lombarda o veneta) sperando così di fare economia. Non dimentichiamo inoltre che questo "taglio" nella pianura padana comporterebbe opere accessorie di uguale impatto che già si andrebbero a sommare a quelle della Piacenza Brescia e forse all'altra bella trovata della bretella Cremona Mantova se dovessero approvarla. Non ultimo il fondato dubbio che senza una certezza di fondi realmente pianificabili si crei una prospettiva di cantiere infinito tipo SA RC.

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  • Sandrino

    14 Ottobre @ 19.23

    La tibre e' utilissima x trasportare le merci cinesi in meno tempo dal Tirreno al Brennero. Siamo dei fenomeni

    Rispondi

  • celso

    14 Ottobre @ 19.23

    Sono inorridito dopo aver letto i commenti precedenti . Mai letto tante fandonie tutte insieme . Che la costruzione di questa autostrada ( un'inezia al confronto di tutte le altre ) porterebbe alla fame non so quante persone poi !!!.

    Rispondi

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