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editoriale

Ti-Bre: quel pasticciaccio brutto di Bologna

Pizzarotti: «La Ti-Bre? Sì, ma su ferrovia»
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E’accaduto quello che si temeva: la Regione ha frenato sulla Ti-Bre. Una decisione anomala, mascherata dietro l’etichetta di «priorità 2». Che non vuole dire nulla, ma dà forza a un sospetto: la Regione Emilia Romagna ha ben poco interesse a far sì che quel tratto di cinque chilometri da Trecasali al Po sia realizzato. Non è dato sapere se abbiano avuto un peso i tentennamenti di molti amministratori del Parmense, che hanno avversato – chi da subito, chi nelle ultime ore – un’opera di cui si parla dagli anni Settanta del secolo scorso. E’ da allora, quasi mezzo secolo fa, che si sottolinea l’utilità dell’infrastruttura. Domenica scorsa, per l’ennesima volta, la «Gazzetta» ha spiegato ai lettori cos’è la Ti-Bre e perché sarebbe preziosa per collegare il Tirreno al Brennero, attraversando e valorizzando ancora una volta il Parmense.
Al secondo lotto della Ti-Bre, che costerebbe 300 milioni, vengono preferiti la bretella Campogalliano-Sassuolo (che ne costa 506), la variante alla SS16 di Rimini (600 milioni), gli interventi stradali e ferroviari per potenziare la viabilità intorno al porto di Ravenna (190 milioni) e tanti, tantissimi altri interventi.
Sarà contento il consigliere regionale parmigiano Massimo Iotti, del Pd, che ha avversato la Ti-Bre più o meno esplicitamente. Nulla di personale contro di lui, per carità: anche se suona abbastanza strano che un consigliere eletto a Parma remi contro un’opera che la sua città aspetta da tanto tempo e che è così importante per il futuro di tantissimi parmigiani. E’ in buona compagnia, peraltro. E purtroppo.
La Regione, nel comunicato che sintetizza le decisioni prese ieri dalla giunta, sottolinea di aver lavorato «ascoltando anche i territori». Forse i territori di Modena e della Romagna hanno parlato più forte, visto che hanno ottenuto molto di più.

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  • Nicola Martini

    27 Ottobre @ 18.22

    Personalmente, ritengo che la valorizzazione di un territorio non passi come indicato nell'editoriale attraverso la costruzione di un'asse autostradale che consumerebbe centinaia di ettari di suolo fertile nel mezzo della Food Valley. Come già detto in passato le migliaia di mezzi pesanti dal Tirreno e dall'Emilia diretti verso Verona debbono per la maggior parte essere sostituiti dal trasporto su rotaia, anche alla luce di un'A22 in via di saturazione, la quale partecipa alla costruzione del tunnel di base del Brennero. A nord di Verona le merci per lo più proseguiranno via ferro pertanto sarebbe illogico incentivare il trasporto su gomma a sud del capoluogo scaligero. Ad ogni modo non crederò ad una reale conversione della Regione verso l'incentivazione dei sistemi ferroviari sino a quando rimarranno in piedi progetti stradali per centinaia di km di tracciato come la IV corsia A1, la Cispadana, il raccordo per Sassuolo, il Passante Nord e così via. Se si fosse puntato sui sistemi su ferro il Ti-Bre ferroviario sarebbe attivo già da anni, le linee storiche sarebbero la base del trasporto sia merci che pendolare (metropolitano, suburbano e regionale) e l'Alta Velocità servirebbe tutte le città Capoluogo dell'Emilia occ. con fermate (generalmente) in linea come capita nelle realtà estere normali. Evidentemente in Italia non v'è la cultura del trasporto su ferro. Lo conferma la creazione di un modello AV ai limiti del surreale per un'area ad elevata presenza antropica come l'Emilia, dove la Mediopadana dovrebbe servire un bacino d'utenza enorme da Modena a Piacenza. Le Istituzioni e i settori economici di Parma dovrebbero fare quadrato ed impuntarsi chiedendo un servizio AV propriamente detto (15/25 coppie di convogli al giorno) e ricordare a chi di dovere che gli accordi sul Tav erano altri come ricordato dalla Gazzetta in passato (v. link sottostante). Bisognerebbe fare le barricate (come si suol dire) in Regione affinché si aprano fermate del Tav in linea all'altezza delle linee d'adduzione anche a Parma (Chiozzola o Ugozzolo), Modena e Piacenza. Questo eviterebbe sul serio di essere tagliati fuori e la Città usufruirebbe di un sistema di trasporto veloce fondamentale per lo sviluppo del territorio. Milano sarebbe raggiungibile in ca. 45' (55' con fermata intermedia a PC), Bologna in ca. 25-30', Firenze in 65' e Roma in 3 ore. Le priorità sono queste a mio avviso. http://www.gazzettadiparma.it/news/parma/62912/Treni-e-disagi--le-.html

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  • Artico

    27 Ottobre @ 16.45

    Io non credo che il problema sia "urlare più forte", purtroppo queste giunte di sinistra che da "secoli" governano la Regione come ho già scritto più volte sono maldestre ..o meglio.. "maldestre avvedute"...sanno come muoversi...l'ultima "chicca" direi il posizionamento di Del Rio al Ministero delle Infrastrutture...spero non siate così ingenui da credere che sia stata una "manovra" casuale?!?..E come hanno già scritto altri, Parma...la città di Parma, continua a subire da decenni queste azioni che alla fine in un modo o nell'altro riescono a penalizzarla perchè è vero...di tutte le city Emiliane potenzialmente era ed è quella che potrebbe "disturbare" l'egemonia Bolognese. Un quadro che conosceva molto bene Elvio Ubaldi e che non a caso parlava di Lunezia. Ora...di fronte all'ennesimo scippo è inutile piangersi addosso e fare sempre il loro gioco..servono azioni "forti"...se è vero come è vero che il primo tratto Fontevivo-Trecasali è già stato appaltato, ci sono già le ruspe in loco posizionate pronte per gli scavi con tanto di transennatura, inviterei l'Azienda Pizzarotti Spa ad iniziare i lavori SUBITO fin da domattina..e se mai dovessereo fermarli tale azienda magari supportata da altre realtà Parmensi intenti denunce a più non posso. Se poi qualche "bontempone" come è già successo, mi dovesse far notare che un tratto autostradale di 20 km non servirebbe a nulla allora gli rispondo che serve molto meno starsene zitti e seduti a subire l'ennesima decisione anti-Parma da parte di Bologna e di una regione che NON ci ha mai amati...e d'altra parte la storia c'insegna che siamo stati per secoli prima sotto il Ducato di Milano e poi indirettamente sotto Austria e Francia col Ducato di Maria Luigia figlia dei sovrani d'Austria imperatrice di Francia e moglie di Napoleone...ora ditemi voi che c'azzecca Parma con Bologna?!???

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  • Marco

    27 Ottobre @ 15.46

    Eppure non possiamo fare solo quelli che si lamentano. Un primo argomento: il lotto 1 s'ha da fare, con buona pace dei molti che avevano espresso contrarietà con la motivazione: "tanto i soldi non ci saranno mai". E dopo il lotto 1 la regione propone un raccordo con la Cispadana che prevede raggiungere Autobrennero a Pegognaga, con 50 milioni pronti. A 2 o 4 corsie? Se qualcuno tra i nostri consiglieri regionali si battesse con successo perché sia a tutti gli effetti un segmento autostradale sarebbe una mezza vittoria, dopo 40 e più anni di prese in giro. Uno sviluppo privilegiato dell'asse ferroviario per le merci ci può stare, ma il traffico turistico resta su asfalto, e anche per il traffico merci a breve o medio raggio serve asfalto, sia pure con il minor sacrificio possibile di suolo. Un percorso stradale che migliori sensibilmente la connessione con città d'arte come Mantova e Ferrara, visto in ottica di sviluppo turistico non è da disprezzare. E Verona sarebbe comunque notevolmente più vicina, anche se non come con la Fontevivo-Nogarole Rocca. Portiamo a casa qualcosa e prepariamoci a chiedere qualcosa d'altro a breve. Ad esempio un percorso ferroviario verso Verona un po'meno ridicolo di quello proposto dalla Regione, via Suzzara e Poggiorusco. Rapporto Parma-Regione in linea con lo stile che Crozza chiama "In cool 8?" Può essere, ma in certe situazioni meglio non agitarsi troppo, si fa il gioco del nemico.

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  • Giovanni

    27 Ottobre @ 14.52

    Non solo ci facciamo fregare di brutto , non solo ci facciamo prendere per i fondelli, ma addirittura ci facciamo prendere in giro in maniera violentemente provocatoria. E' un affronto, un affronto tanto quanto una rissa di quartiere. Dire che la sassuolo-Campogalliano è prioritaria e la tibre no, senza neppure giustificare la cosa, senza neppure menzionare la stranezza non è forse di una presunzione mostruosa? Il concetto è: prendi su e taci. Come nelle risse di quartiere. Mi sembra di sognare... Ma il problema sono quei vili traditori dei parmigiani che dovrebbero difendere i nostri interessi e non lo fanno. Altrimenti la regione non si permetterebbe di arriverebbe a tanto. Non potrebbe nemmeno. Lo fa perché parma è l'unica città della regione che si è cresciuta una serpe in grembo. Bisognerebbe aspettarli fuori uno a uno....

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    • annamaria

      27 Ottobre @ 21.41

      1) Prego, Giovanni, si accomodi e li aspetti lei fuori uno a uno, ma fuori da dove? (Attento con le minacce) 2) La Gazzetta si è schierata con tutto il suo fuoco d'artiglieria ( e anche quella on line, ahimè) . Chissà perché. (questo commento me lo pubblica GB o no?) Comuque sono d'accordo con bastiano: non si può ragionare con lo spirito di chi si sente perseguitato e vive ogni decisione come un affronto verso la città, invece di chiedersi razionalmente se davvero questi costossimi 9 chilometri nel nulla siano funzionali all'area.Non è così che si riparte, fare squadra è soprattutto più raziocinio, meno esaltazione più umiltà e più lungimiranza per il futuro.

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      • Giovanni

        28 Ottobre @ 18.30

        Annamaria, eviti commenti che nulla hanno a che vedere con le realtà e cerchi quando legge di interpretare un testo scritto. E sappia che se proprio i professori me li scelgo io. Per il resto no comment. Le ha già risposto, perdendo ben 5 minuti di prezioso tempo, la redazione della Gazzetta.

        Rispondi

      • 28 Ottobre @ 07.29

        REDAZIONE GAZZETTADIPARMA.IT - Minacce senza senso al punto 1, frase senza senso al punto 2: credo siamo il sito con il record dei commenti critici pubblicati, e siccome lei non è qui per la prima volta dovrebbe saperlo bene. Chissà se in un sito di Annamaria o di uno dei tanti nostri "professori" ne vedremmo altrettanti....

        Rispondi

        • annamaria

          28 Ottobre @ 21.01

          Cara redazione, le minacce mi pare siano del sig. Giovanni non mie E' lui infatti che ha scritto " bisognerebbe aspettarli fuori uno ad uno." Come si interpreta questa frase ? Io ho semplicemente sottolineato che sono minacce e che il Sig. dovrebbe rendersene conto. Quindi non è una frase senza senso. Per il punto due mi riferisco al fatto che un mio commento contrario alla Tibre inviatovi qualche giorno fa è passato come si suol dire sotto l'uscio. Di conseguenza ho solo chiesto che qusto passasse. E proprio perchè non è la prima volta che intervengo su questo giornale, dovrebbe ben sapere anche la Redazione, che io non mi sento "professore" e non mi sono mai posta con arroganza. Evidentemente non serve a nulla cercare di essere corretti. In quanto a Joe, un invito: l'analisi del testo scritto se la deve fare Lei e forse sarebbe anche meglio evitare un atteggiamento cosi "cortigiano" nei confronti della Gazza la quale sarà ben felice di fare a meno di ogni altro mio commento.

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        • 30 Ottobre @ 07.33

          REDAZIONE GAZZETTADIPARMA.IT - Arrivo a questa risposta in ritardo, perchè per due giorni ero a casa e la redazione aveva lasciato inevaso il commento perchè mi coinvolgeva. Con ordine: 1) Certo: le minacce senza senso sono quelle di Giovanni, non gliene volevo attribuire la responsabilità, che invece le davo per la frase senza senso successiva 2) Credo che questo sito (e ripeto che lei lo dovrebbe sapere) abbia una delle più alte percentuali di commenti pubblicati, compresi quelli che ci criticano. Poi possiamo discutere una singola scelta: ma quando leggo le frasette ironiche di chi non vede l'ora di denunciare le censure della Gazzetta cattiva credo proprio che siamo ai limiti del ridicolo: guardare il nostro archivio per credere. 3) Le dò atto molto volentieri della sua correttezza: allo stesso modo non credo si possa negarla a questo spazio commenti 4) Anch'io dissento dalla frase secondo cui lei ci avrebbe fatto "perdere tempo": il dialogo con i lettori è per noi preziosissimo, e mi pare che il tempo e le attenzioni dedicate a questo spazio lo documentino ampiamente 5) Dissento quindi anche dalla sua ultima riga: non ne saremmo ben felici, ma aggiungo anche qui che mi sembra un tono ironico senza giustificazione, se come ricorda lei stessa ha avuto già modo diverse volte di intervenire su questo giornale. - Ripeto, e non se ne offenda: abbiamo tanti lettori critici (ed è giusto che sia così), ma abbiamo anche molti "professori" (forse qualcuno inconsciamente), e a volte mi piacerebbe vedere all'opera tutti questi professori con un sito loro, per vedere se sarebbero più o meno tolleranti dela Gazzetta cattiva che "censura".......... Grazie e scusi ancora per il ritardo.

          Rispondi

  • bastiano

    27 Ottobre @ 14.12

    ho già scritto ma ho voglia di ripeterlo. inutile generalizzare o piangerci addosso perchè altrimenti non si coglie il problema facendo solo del campanilismo. Questo genere di opere non si valutano per interessi locali o per il lavoro che dà nel breve periodo (altrimenti per questo giustifichiamo tutto dal ponte sullo stretto ad altre magnificenze), ma per benefici generali a tutta l'area. Voi invece continuate a parlare di benefici di Parma come se il traffico deviato da Verona fosse un toccasana per i 15 km che farebbe in territorio parmigiano. Un conto è la Fiera o la stazione mediopadana (vera perdita per la città) , altra cosa è una autostrada che collega macro aree e macro economie e non paesi o frazioni. Ed ancora, è un errore fatto sapendolo di farlo, comparare una bretella del tutto in territorio regionale con una autostrada che è per lo più veneta e lombarda. Attenzione poi a non ragionare come si faceva un tempo "che tanto poi i soldi ci sono..." Qui il rischio è anche partire e non arrivare mai dal momento che finanziamenti non ce ne sono. Abbiamo sotto gli occhi la assurdità di una pedemontana che avrebbe meritato essere una arteria interprovinciale ed invece è un guazzabuglio di strate e rotonde; abbiamo la transpadana che si ferma sopra Sorbolo e poi non si sà cosa farà; abbiamo la A1 che inspiegabilmente non è e non potrà essere a 4 corsie sino a Milano (a meno di demolire molto di quanto già fatto per la 3^ corsia). Amici badiamo al sodo please.

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