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Parma e Reggio gemelle: regine di smog

Il dossier 2016 e le proposte alle Amministrazioni

L’inquinamento nelle città dell’Emilia Romagna: Mal’Aria 2016
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I dati sono quelli del rapporto Mal'aria 201 6 di Legambiente. Ed incoronano - purtroppo  - Parma e Reggio Emilia come regine regionali di smog e di sforamenti ai limiti di legge consentiti. E mentre torna la cappa di smog, con una lunga serie di sforamenti consecutiva negli ultimi 10 giorni, l'anno appena passato è stato davvero nero per la qualità dell’aria. Solo Cesena non ha oltrepassato  il limite di 35 giorni di superamento delle polveri sottili. E ora Legambiente chiede a gran voce di “approvare immediatamente il piano aria regionale. Assessorati all’Ambiente ed alla Sanità agiscano in modo deciso per salvaguardare la salute dei cittadini”

"Il 75% delle centraline in Emilia-Romagna hanno registrato superamenti della media giornaliera per più di 35 giorni durante il 2015. Parma, Reggio Emilia e Piacenza restano le realtà più critiche.
Di seguito la tabella riepilogativa dei giorni di superamento dei livelli di PM10 negli anni dal 2009 al 2015", scrive Legambiente.

Città
 
Totale giorni di superamento
2015
2014
2013
2012
2011
2010
2009
Parma
67
61
80
115
92
61
62
Reggio Emilia
67
50
56
93
84
84
80
Rimini
59
52
68
88
73
58
36
Modena
55
36
51
85
89
82
78
Ferrara
55
33
51
77
71
59
66
Bologna
38
23
57
73
68
62
50
Piacenza
61
38
43
71
79
63
83
Cesena
22
15
15
30
26
37
28
Ravenna
42
27
48
66
67
47
37
Forlì
36
19
28
52
47
45
37

Nel redigere la classifica è stata - si legge - presa come riferimento la centralina peggiore (ovvero che ha registrato il maggior numero di superamenti nel corso dell’anno) presente nella città, a partire dai dati disponibili sul sito di Arpa Emilia Romagna.

"Un peggioramento netto rispetto alla situazione del 2014, anche alla luce anche del lungo periodo di siccità di fine anno, ma, come indica la serie temporale di sforamenti degli ultimi sette anni, specialmente in città come Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Rimini, non siamo più in una situazione di emergenza straordinaria. Per la qualità dell'aria è doveroso parlare di cronicità o se si vuole di "emergenza cronica".

E non è ancora finita. Nonostante l'attenzione dei media, dopo il picco di fine 2015, sia decisamente scemata, a seguito della tregua negli sforamenti di inizio gennaio, negli ultimi 10 giorni i livelli di inquinamento sono tornati a salire, con sforamenti consecutivi in tutte le città. Di seguito la tabella di riepilogo dei primi 28 giorni del 2016".

Giorni di superamento dall’1 al 28 gennaio 2016
Parma
8
Reggio Emilia
10
Rimini
12
Modena
13
Ferrara
12
Bologna
8
Piacenza
10
Cesena
6
Ravenna
12
Forlì
8

"Ricordiamo - scrive Legambiente -  che, al di là dei limiti normativi, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro dell’Organizzazione Mondiale della sanità, ha dichiarato il particolato atmosferico cancerogeno per la salute umana e associato spesso ad una maggior incidenza del cancro. Il recente rapporto dell’Agenzia europea dell’Ambiente (Aea), ha inoltre ricordato come l’Italia abbia il triste primato nella classifica del numero di morti causati dall’inquinamento dell’aria: più di 84.000 nel solo 2012. Gli effetti del persistere di una pessima qualità dell'aria nell'arco di anni ha effetti sia acuti che cronici sulla salute di adulti e bambini e non solo: il particolato atmosferico fine aumenta la probabilità di basso peso alla nascita, rendendo i neonati più vulnerabili a livello respiratorio e neurologico, come risultato da uno studio di coorte europeo pubblicato nel 2013 su “The Lancet Respiratory Medicine”. Alla luce di queste evidenze – sottolinea l’associazione – è indispensabile che gli assessorati regionali all’Ambiente ed alla Salute lavorino in stretta sinergia, adottando con urgenza misure che salvaguardino la salute dei cittadini della nostra regione.
Legambiente chiede "che sia approvato immediatamente il Piano Aria Regionale, che da troppo tempo è in attesa di approvazione. È fondamentale che le misure previste nel piano siano coordinate con politiche di promozione della mobilità pubblica su ferro con attenzione all’intermodalità, delle aree pedonali e delle zone a traffico limitato e zone 30, oltre che della mobilità ciclabile. Fondamentale è inoltre rendere concorrenziale il trasporto pubblico locale sia in termini di costi, ma soprattutto di tempi di percorrenza; a questo scopo indispensabile è la realizzazione di corsie preferenziali per gli autobus.
L’associazione considera inoltre fondamentale che si attuino urgentemente politiche rigorose su due fronti in particolare: la riorganizzazione della mobilità nelle aree adiacenti a scuole e lo spostamento delle merci in attraversamento sul territorio regionale dall’autostrada alla ferrovia.
Per quanto riguarda le scuole, è indispensabile potenziare bicibus e pedibus, organizzando trasporti collettivi per gli studenti ed attribuendo un peso sempre maggiore al “criterio di vicinanza” nelle graduatorie per gli asili e le scuole, così come disincentivare il trasporto privato per gli studenti delle scuole, chiudendo al traffico le vie limitrofe all’edificio scolastico negli orari di ingresso ed uscita.
Quanto al trasporto merci, che attualmente è perlopiù realizzato su gomma con un’incidenza fortissima sulla qualità dell’aria, l’associazione chiede che vengano individuati dei meccanismi di sovra pedaggio per il traffico merci su gomma in attraversamento lungo le autostrade regionali, finalizzando gli extraoneri per sostenere la logistica ed il trasporto merci su ferro.
Contestualmente è necessario avviare sistemi sostenibili per la consegna delle merci agli esercenti nei centri storici, con un sistema condiviso di navette elettriche."

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  • Filippo Bertozzi

    29 Gennaio @ 21.11

    Davvero utile il blocco delle auto euro 3... Ridicoli talebani.

    Rispondi

  • Filippo Bertozzi

    29 Gennaio @ 18.27

    Davvero utile il blocco delle auto euro 3... Ridicoli talebani.

    Rispondi

  • filippo

    29 Gennaio @ 14.32

    D'accordo con Vercingetorige tranne che sul libro dei sogni. Deve diventare un libro concreto e una priorità. Non possiamo permetterci di auto avvelenarci solo perché le lobby auto sono molto forti. Subito TUTTI i mezzi pubblici gratuiti finanziati con raddoppio del bollo auto per chi si ostina a tenere un'auto a testa in famiglia pur abitando in città. Vedi come fan presto a cambiare abitudini quelli che vanno in macchina in palestra per usare una cyclette...

    Rispondi

  • Vercingetorige

    29 Gennaio @ 12.37

    ADNKRONOS , 29/1/20216 , ore 11, 56 SMOG , 2015 DA CODICE ROSSO. L' ARIA PEGGIORE ? A FROSINONE . Un anno da 'codice rosso' segnato da un'emergenza smog sempre più cronica con una pessima aria respirata nelle città italiane. E' il 2015 fotografato dal rapporto 'Mal'Aria di città 2016', il dossier annuale di Legambiente sull'inquinamento atmosferico e acustico nelle città italiane. Delle 90 città monitorate dall'associazione ambientalista nella campagna 'PM10 ti tengo d’occhio', nel 2015 ben 48 (il 53%), hanno superato il limite dei 35 giorni di sforamento consentiti di Pm10. Le situazioni più critiche si sono registrate a Frosinone che guida anche quest’anno la classifica dei capoluoghi di provincia dove i giorni di superamento nel 2015 sono stati 115; seguita da Pavia con 114 giorni, Vicenza con 110, Milano con 101 e Torino con 99. Dei 48 capoluoghi fuori legge il 6% (Frosinone, Pavia e Vicenza) ha superato il limite delle 35 giornate più del triplo delle volte, andando oltre i 105 giorni totali; il 33% lo ha superato di almeno due volte e il 25% ha superato il limite legale una volta e mezza.Anche a livello regionale, la situazione non è delle migliori: in Veneto il 92% delle centraline urbane monitorate ha superato il limite dei 35 giorni consentiti; (in particolare quelle di Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza), in Lombardia l’84% delle centraline urbane (tutte quelle di Milano, Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Mantova, Pavia, Como e Monza), in Piemonte l’82% delle stazioni di città (en plein per le centraline di Alessandria, Asti, Novara, Torino e Vercelli), il 75% delle centraline sia in Emilia-Romagna (Ferrara, Modena, Piacenza, Parma, Ravenna e Rimini) sia in Campania (Avellino, Benevento, Caserta e Salerno). Per quanto riguarda gli altri inquinanti, PM2,5, ozono troposferico, e ossidi di Azoto, il bilancio è relativo al 2014. Per il PM2,5 i capoluoghi di provincia Monza, Milano e Cremona hanno superato il limite del valore obiettivo di 25 µg/m3 di PM2,5 (erano 11 le città nel 2013 e 15 nel 2012). Dati poco rassicuranti riguardano invece l'Ozono: un terzo dei capoluoghi di provincia monitorati (28 su 86) ha superato il limite dei 25 giorni. Prime in classifica Genova e Rimini con 64 giorni di superamento, seguono Bologna (50), Mantova (49) e Siracusa (48)........................( omissis per mancanza di spazio) . LOCALITA' CON INCENERITORI E LOCALITA' SENZA , QUINDI NON E' QUELLO IL PUNTO !

    Rispondi

    • leoprimo

      29 Gennaio @ 15.36

      Giusta l'analisi ma resta il fatto che l'inceneritore inquina piaccia o no, poco o tanto INQUINA quindi peggiora la qualità dell'aria. Che poi ci siano cause diverse e probabilmente anche maggiori, a concorrere alla "cacca" che respiriamo siamo tutti d'accordo ma l'inquinamento portato dall'inceneritore è innegabile a meno che non si voglia difendere l'indifendibile. La disgrazia sta nel fatto che, la pianura Padana per ragioni geografiche sia un ricettacolo di aria ferma e perciò in essa lo smog ristagni senza possibilità di intervento. Sarebbe perciò molto meglio intervenire sugli impianti di riscaldamento obsoleti, sull'uso indiscriminato dell'automobile e sull'accensione, il progetto e lo studio di inceneritori in zone come questa già disgraziate per conto proprio.

      Rispondi

      • filippo

        29 Gennaio @ 20.21

        Ma te l'hanno detto in tutti i modi qual'è la vera causa. Vuoi continuare a fare lo struzzo e portare i pargoli a scuola col suv? Liberissimo ma non scrivere sciocchezze, grazie! L' inquinamento, come dicono tutte le fonti più autorevoli e basta googolare, lo causano in gran parte le AUTO PRIVATE.

        Rispondi

        • Filippo Bertozzi

          29 Gennaio @ 21.41

          Falso: "Anche a Torino i trasporti causano il 35% della concentrazione media annua delle polveri sottili (Pm 2.5)." Corriere della Sera, 27/12/2015. Il resto, secondo te da dove viene, dalle flatulenze bovine? "In genere i veicoli con motore diesel emettono una quantità maggiore di particolato fine rispetto ai veicoli con motore a benzina. Questo è dovuto alla maggiore viscosità del carburante che non permette un'ottimale miscelazione con l'ossigeno e favorisce quindi la formazione di prodotti intermedi allo stato liquido o solido. Altrettanto certo è il legame fra la cilindrata del veicolo e la quantità del particolato prodotto: più potente è il veicolo e maggiore è la quantità di particolato prodotto. L'incrocio di queste due osservazione fa si che i mezzi commerciali pesanti siano i maggiormente inquinanti assieme agli autobus, seguiti dai commerciali leggeri e dalle automobili." Legambiente Padova.

          Rispondi

        • Filippo Bertozzi

          30 Gennaio @ 07.10

          Se consideriamo poi che la stragrande maggioranza dei impianti di riscaldamento centralizzati nelle città va a gasolio (come le auto diesel), trai tu le tue considerazioni. "Considerando l’entità delle emissioni connesse alla combustione domestica della legna, che nel periodo invernale possono costituire oltre il 60% delle emissioni primarie complessive di polveri sottili (inventari delle emissioni Inemar delle regioni dell’area padana), non vi è dubbio che appare necessario definire azioni speciche per limitarne l’impatto sulla qualità dell’aria." Franco Zinoni, Direttore Tecnico Arpa Emilia Romagna, su Ecoscienza n.1, 2015. Come vedi, "autorevoli fonti" non sempre dicono quel che tu vuoi far passare come Verità assoluta. In pianura padana, fermare le auto private potrebbe non risolvere in maniera consistente il problema.

          Rispondi

      • Vercingetorige

        29 Gennaio @ 16.32

        I più pessimisti dicono che l' inceneritore può contribuire all' inquinamento atmosferico per non più dell' 1 % . Quindi ci sono senz' altro cause diverse molto maggiori . E' indifendibile il terrorismo ideologico che si è fatto a Parma sull' impianto di Ugozzolo . La predisposizione all' inquinamento atmosferico della Val Padana è pur vera , com' è vero che Frosinone non è in Val Padana.

        Rispondi

  • Vercingetorige

    29 Gennaio @ 12.11

    IL DOCUMENTO DI LEGAMBIENTE , PURTROPPO, E , RIPETO , PURTROPPO , è in larga parte un Libro dei Sogni . Penso , per esempio , al trasporto merci su ferrovia , anziché su gomma. Il servizio di trasporto merci in ferrovia praticamente , non c' è più ! In stazione passavano un "merci" dietro l' altro , ciascuno con 40 - 50 carri . Quanti ne vedete più ? Pensate a Parma : c' erano due scali merci : la "Grande Velocità" in via Alessandria e la "Piccola Velocità" in viale Fratti. C' era perfino un grosso carrello , trainato da un poderoso camion , che si vedeva per le strade , per la consegna di carri merci a domicilio . Adesso , al loro posto , ci sono , mi pare , un albergo e un condominio. Ogni treno aveva la sua carrozza bagagliaio , che faceva anche il servizio di "bagaglio appresso" . Si consegnavano i bagagli voluminosi e pesanti al Servizio Bagagli della stazione di partenza e si ritiravano alla stazione di arrivo , viaggiando in tutta comodità . Oggi , le sole carrozze bagagliaio che si possono ancora vedere sono quelle dei modellini Rivarossi , se ci sono ancora. In ogni stazione c' erano i facchini che vi portavano le valige dentro e fuori . Non ce n' è più neanche mezzo ! Ormai il solo strumento per viaggiare con bagagli voluminosi e pesanti è rimasta l' automobile . A Parma avevamo i tram . Rete demolita all' inizio degli anni cinquanta , perché il futuro era su gomma , non su rotata ! COMUNQUE , A PARMA E A REGGIO EMILIA C' E' LO STESSO INQUINAMENTO , MA , A REGGIO EMILIA , L' INCENERITORE NON C' E' , IL CHE DIMOSTRA CHE NON E' QUELLO IL PUNTO.

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