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Anziani maltrattati in casa famiglia: tre arrestate Video

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Anziani maltrattati in casa famiglia: tre donne arrestate
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Minacce, botte, violenze psicologiche. E farmaci usati per sedare le loro vittime che avevano paura. È una storia di orrori quella scoperta dagli uomini della Squadra Mobile di Parma che hanno eseguito tre ordinanze di custodie cautelari nei confronti di tre donne titolari e impiegate in una casa famiglia di Parma dove erano ricoverati anziani: si tratta della titolare, la 31enne M.N., operatrice socio-sanitaria, della sorella di 35 anni C.N. e della madre C.E., di 58 anni.

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La struttura in via Emilia Ovest ora non ospita più anziani ma fino a poche ore fa erano sei le ospiti. L'indagine è nata dalla denuncia di una delle ex ospiti che ha raccontato di botte e minacce continue. Le indagini stanno ora proseguendo per evidenziare altre responsabilità delle tre donne rispettivamente madre e due figlie. 

Le tre donne arrestate - e ora ai domiciliari - sono accusate di maltrattamenti ai danni degli ospiti della struttura. La struttura è la residenza Villa Alba di via Emilia Ovest, dove i poliziotti hanno sequestrato diverso materiale. Tutte e tre sono accusate di maltrattamenti aggravati ai danni di 8 pazienti ospitati (in vari periodi) nella struttura. Per una delle donne c'è anche l'accusa di furto: avrebbe rubato materiale sanitario all’ospedale Maggiore di Parma dove stava frequentando un corso di formazione.
La struttura privata oggetto dell’indagine non è convenzionata con l’Azienda Usl ed i pazienti pagavano una retta di 1.800 euro al mese. Ora sono stati nuovamente affidati alle famiglie.  

Gli audio e i video dalle telecamere nascoste installate nella struttura dagli inquirenti testimoniano una lunga serie di soprusi. Gli anziani erano costretti a letto, impossibilitati a muoversi perchè bloccati agli arti inferiori, e venivano quotidianamente picchiati, insultati e minacciati. Ogni giorno per loro schiaffi, tirare di capelli e continui strattonamenti. Gli ospiti ascoltati dagli inquirenti hanno detto di non avere denunciato prima per paura degli operatori che avevano intimato loro il silenzio su quanto avveniva all’interno della struttura.

Le indagini sono iniziate nell’aprile dello scorso anno a seguito di una denuncia presentata da una ex ospite della struttura di accoglienza che ha riferito delle violenze subite da lei stessa e della sua compagna di stanza e delle privazioni a cui erano sottoposte quotidianamente. I degenti, a cui - secondo le indagini - erano somministrati “psicofarmaci” fuori dalle prescrizioni mediche, erano continuamente minacciati e percossi ed erano costretti a rimanere a letto gran parte della giornata.
"Oltre a ricorrere ai maltrattamenti fisici - hanno riferito i poliziotti -, la responsabile e le sue collaboratrici, legate fra loro da stretto vincolo di parentela, attuavano anche violenze psicologiche facendo credere ad una degente, ad esempio, che una propria congiunta fosse deceduta. La titolare della casa di accoglienza, in una circostanza, ha ritardato l’intervento dei sanitari del 118 per un’anziana degente bisognosa di cure temendo che, in ragione del suo precario stato di salute, non facesse più ritorno nella struttura determinando, così, un “mancato guadagno”.

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  • Morena

    11 Febbraio @ 17.37

    A giorni nomi e foto

    Rispondi

    • 11 Febbraio @ 18.04

      REDAZIONE - Se invece di fare ironia lei leggesse i nostri articoli, saprebbe che i nomi sono sia sul giornale in edicola che sul sito

      Rispondi

  • Berta

    11 Febbraio @ 13.05

    Se sono agli arresti domiciliari forse sono ancora lì, visto che da quando ci lavoravano abitavano al piano di sopra. Anch'io sono d'accordo sul fatto che non si debba rispettare la privacy in caso di soggetti pericolosi (perché queste tre sono ovviamente delle pazze squilibrate) in cui tra l'altro le prove sono inconfutabili. Per la cronaca, questa famiglia-associazione-a-delinquere NON è originaria di Parma, ma risiede in città da anni. La mia non è un'opinione, purtroppo poco prima dell'apertura ho avuto occasione di conoscere di persona sia la titolare che il padre, di cui non si parla nell'articolo che si occupava della manuntenzione della casa.

    Rispondi

  • Odisseo

    11 Febbraio @ 01.03

    Concordo con Michele, questa giunta deve sparire dalla faccia della Terra... Cosa (Casa) hanno fatto in 4 anni? Nessun piano alla sicurezza, inceneritore operativo più che mai, debito con le banche mai ritrattato. Ormai i danni sono irreparabili. Pluriassessore Casa che dopo 4 anni di nulla facenza Cosa fa? Scrive una letterina ad Alfano. Signor Casa...non scriva ad Alfano...scriva a Gesù Bambino..è più referenziato in materia di miracoli

    Rispondi

    • Alberto

      11 Febbraio @ 17.25

      Credevo che michele fosse unico , invece ha trovato un'emulo . Siamo rovinati!!!

      Rispondi

  • Fra

    11 Febbraio @ 01.00

    Complimenti alla signora che ha avuto il coraggio di denunciare queste atroci violenze! Vorremmo i nomi e cognomi con tanto di foto di queste ! E' bene che tutta la società sappia chi sono questi ! Con quale simile nefandezza si può trattare un anziano, o un bambino così??? Solo dei balordi hanno il coraggio di violentare in quel modo i più deboli.. VERGOGNA ! Gli anziani sono una ricchezza per tutti noi, sono le nostre radici, coloro che ci crescono con un amore infinito! Bisognerebbe trattarli con guanti d'oro... Un tempo non si osava nemmeno contraddirli, perché troppo sapienti della vita! E adesso perché tutta questa violenza? Bisogna essere davvero marci dentro, cresciuti senza alcun valore. siete aberranti!!!! Massima pena !!!!

    Rispondi

    • mariastella

      11 Febbraio @ 07.32

      giorgiacasadio@alice.it

      insisto su telecamere urgenti negli asili e nelle case di riposo !!!!!!!!!! Ma che non siano parole buttate al vento !!!!! Qui e' necessario agire subito !!!! Quello che hai detto e' giustissimo ,fate vedere chi sono,in prima pagina !!!!!!!!

      Rispondi

  • Greg

    10 Febbraio @ 23.39

    Se la Magistratura non fosse quel che è, cioè: l'altra faccia della politica in cui si va in pensione a 72 secoli; dove il permesso di maternità vale fino a che i figli sono maggiorenni e dove la legge si interpreta fino al punto che un assassino ha il diritto di comunicare con il mondo attraverso un telefonino, Col piffero che con Montesquieau la democrazia è la divisione dei poteri.

    Rispondi

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