il dibattito

Perché i giovani hanno poca fiducia nel futuro Scriveteci

Michele Brambilla

Michele Brambilla

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Pubblichiamo l'editoriale del direttore Michele Brambilla che prende spunto dall'ultima puntata della trasmissione di Tv Parma "Lettere al direttore". Partendo dal racconto di una giovane studentessa parmigiana, Carlotta, il tema affrontato era la scarsa fiducia dei giovani nel futuro. Il dibattito si è aperto e ora aspettiamo le vostre testimonianze: firmati con nome e cognome, saranno pubblicate sulla Gazzetta di Parma cartacea e online.

Non so quanti di voi abbiano visto, giovedì sera su Tv Parma, la trasmissione che abbiamo dedicato ai giovani. Prendeva spunto dalla lettera di Carlotta, una diciottenne che frequenta il liceo scientifico a Parma e che quindi, fra pochi mesi, sosterrà gli esami di maturità, vero spartiacque - soprattutto simbolico - fra due vite, quella vissuta sotto l'ombrello dei genitori e quella in cui bisognerà sbrigarsela da soli. Prima o poi, ma da soli.

Non so, dicevo, quanti di voi abbiano visto quella puntata di «Lettere al direttore» di giovedì, ma spero tanti. La lettera di Carlotta - una ragazza molto dotata, intelligente e anche determinata - ci è sembrata riflettere lo stato d'animo più diffuso, oggi, fra i nostri figli. Era una lettera segnata dalla preoccupazione quando non dal pessimismo. Questa ragazza ha le idee chiare su che cosa vorrà fare "da grande", ma è convinta di essere in procinto di entrare in un mondo, quello del lavoro, dove per farcela devi "uccidere" (dice proprio così, anche se in senso metaforico) il tuo prossimo, oppure avere gli appoggi giusti. «O sei spietato o sei raccomandato, a noi la scelta», scrive Carlotta.
Chi ha figli di quell'età sa che questo di Carlotta è un sentimento diffuso. Perché sono spesso così disillusi, i nostri ragazzi? Noi "grandi", soprattutto se facciamo i giornalisti, cerchiamo di rispondere mettendo in piedi dibattiti e interviste con gli esperti di turno: psicologi, insegnanti, educatori e così via. Ma forse la cosa più semplice sarebbe guardarsi allo specchio e chiedersi che mondo abbiamo costruito, se appare così sconfortante agli occhi di chi sta per entrarvi.
Poco dopo la lettera e l'intervista a Carlotta, ho visto un'indagine sul lavoro dell'Eurostat. Ebbene, in Italia - dove la disoccupazione giovanile è al 40 per cento - l'84,3 per cento di chi cerca un posto lo fa rivolgendosi alla propria cerchia di amici e parenti. Nessuno o quasi ha fiducia nel sindacato, nei concorsi, nel semplice fatto che ci sia qualcuno che guarda un curriculum badando solo ai meriti. La stessa statistica dice che all'estero non è così: ma in Italia il posto di lavoro arriverebbe in questo modo, per via amicale o parentale.
Questo è il sistema che noi abbiamo in gran parte accettato, quasi partendo da una sfiducia preventiva. Giovedì sera, a Tv Parma, uno degli ospiti, il professor Pier Paolo Eramo preside della Fra' Salimbene, ha detto una cosa che mi pare, purtroppo, probabilmente vera: la nostra generazione di genitori è stata troppo protettiva nei confronti dei figli, si è preoccupata troppo di spianare loro la via, di togliere dal loro orizzonte qualsiasi possibile difficoltà. Anche questa è sfiducia preventiva, perché i nostri figli avrebbero in sé tutte le risorse per rimuoverli da soli, gli ostacoli che la vita inevitabilmente mette sul cammino. Nell'illusione di preparare loro una vita senza dolori, li abbiamo resi più fragili. E così, quando è arrivata la crisi, il tema del lavoro e del futuro è diventato quasi un incubo.
Eppure, resto convinto che i nostri figli troveranno da soli, nonostante i nostri errori, le forze per reagire. Di segnali ce ne sono già, e ne riparleremo presto. Anzi, siete tutti invitati - genitori e figli - a riparlarne, qui sulla Gazzetta.
michele.brambilla@gazzettadiparma.it

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  • LaoTzu

    07 Marzo @ 10.35

    Posso solo constatare come un fatto che la Gazzetta di Parma .......

    Rispondi

    • 07 Marzo @ 11.04

      REDAZIONE - Egregio professor Lao Tzu, la sua lezionicina è completamente fuori bersaglio perchè: 1) Chi pretende di impartirla è un poco coraggioso anonimo, che quindi già solo per questo non credo possa insegnarci come confrontarsi con gli altri. 2) Nel nostro caso, infatti, lei sta dialogando con una entità ben individuata (La redazione di gazzettadiparma.it), che se e quando serve aggiunge anche un nome e cognome (nel mio caso Gabriele Balestrazzi) e ci mette la faccia. Lei, che ci parla da una "cattedra", non ha neppure questo coraggio. 3) Quindi la scelta è tutta mia (il direttore in questo caso non c'entra nulla) e gliela spiego anche in altri due rapidi punti 4) La sua non è una critica (anonima, ribadisco ancora tanto per ricordarle la sua coerenza...): è una serie di offese, per di più gratuite perchè parla anche di cose che non conosce o senza senso (Secondo lei la direzione di un giornale andrebbe affidata a un ventenne? Ha mai diretto un giornale con 40 redattori?) 5) Ma soprattutto, è ridicolo venire a parlare (anonimamente) di "censura" in un sito che - la sfido a dimostrare il contrario - in 8 anni ha pubblicato decine di migliaia ci commenti critici verso tutti e anche verso di noi, a volte sul confine degli insulti, come pochi altri siti tollerano. Compresi diversi commenti del "signor" LaoTzu. - Morale: torni pure con commenti critici, eviti questi ridicoli inni alla "censura", impari a rispettare comunque chi la ospita e la pubblica (chissà se lei farebbe alòtrettanto con u suo sito), e soprattutto scenda da una cattedra per la quale non le riconosco nè titoli nè volto (G.B.)

      Rispondi

  • paolo

    06 Marzo @ 19.31

    i giovani non hanno fiducia nel futuro perchè non gli viene trasmessa dai genitori. genitori che si lamentano di tutto ma viaggiano con auto da 50000 euro....il problema è molto semplice è un fatto fisiologico il lungo benessere porta relax . porta, lo ripeto, a dare per scontato e pretendere cose che non lo sono nella maggior parte del pianeta per la maggior parte degli uomini. guardate che la sanità, la scuola, l'università era molto ma molto peggio 20 o 30 anni fa, ma non ci si lamentava, semplicemente perchè era molto ma molto meglio della guerra di 20 anni prima. tutto qui.

    Rispondi

  • Vercingetorige

    06 Marzo @ 17.43

    I giovani hanno poca fiducia nel futuro perché in cambio di fatica e sacrifici non hanno niente . Non hanno lavoro . Se ce l'hanno oggi non hanno certezza di averlo ancora domani . Ricevono salari da terzo mondo : 600 - 700 euro al mese , quando oggi , per vivere decorosamente in Italia , ci vogliono , grosso modo , più di 2000 euro mensili , così devono andare ad attingere , ancora a quarant' anni , ai risparmi ed alla pensione di papà che li ha maturati quando l' Italia aveva ancora la parvenza di un Paese Civile. Perché si trovano ancora qualificati come "stagisti" ( cioè apprendisti ) a cinquant' anni . Perché non hanno idea delle condizioni in cui potranno sopravvivere quando papà non ci sarà più . Perché hanno di fronte il buio più oscuro per il giorno in cui , per l' età o per la salute, non potranno più lavorare, e le pensioni non esistono quasi più . Perché vedono che si fa carriera col nepotismo e col clientelismo . Perché vedono che la Politica non è più Servizio alla Comunità , ma ambita occasione per acquisire privilegi e denaro . Perché vedono uno Stato che si accanisce contro gli onesti e lascia impuniti i delinquenti . Uno stato che chiede , peraltro per un errore proprio , il rimborso della pensione ad un vecchio di ottantaquattro anni , mentre ossequia chi porta miliardi nei paradisi fiscali . Perché vedono sedicenti "imprenditori" che chiudono gli stabilimenti in Italia , sbattendo sul lastrico migliaia di famiglie , e vanno ad aprirli all' estero , dove fanno lavorare bambini di otto anni per cinque dollari al giorno , ed i nostri Capi di Governo li vanno pure a riverire come vessilliferi dell' iniziativa italiana nel mondo . Perché dovunque si girino vedono solo gente che cerca di estorcere soldi . Perché , nonostante tasse , sovrattasse e contributi , vedono i Servizi Pubblici , anche i più essenziali , degradare di giorno in giorno . Perché la Democrazia è diventata una farsa , interpretata da marionette che votano secondo il filo che tira il burattinaio . I giovani hanno poca fiducia nel futuro perché non hanno più valori in cui credere.

    Rispondi

    • Nocciolina

      07 Marzo @ 11.54

      @Vercingetorige: mi sono messa piangere a leggere il tuo commento, perchè è tragicamente vero.

      Rispondi

    • Alberto

      06 Marzo @ 19.09

      Condivido in toto , per una volta, la sua analisi della situazione italiana. C'è troppa gente sfiduciata dallo schifo della politica nazionale , fatta di sotterfugi tesi ad imbrogliare il prossimo. La politica con la "p" maiuscola non esiste più. I giovani seguono quasi sempre l'esempio , ma se questo è negativo , cosa possiamo pretendere?

      Rispondi

  • Francesco

    06 Marzo @ 12.53

    Nessun futuro fin che non cambiano le regole del gioco. Gioco ? si la vita, quella che si spende per emergere dal buio del percorso che si è obbligati a percorrere, una scuola, non all'altezza dei tempi nuovi, dove ad un liceo linguistico o musicale si pretende la matematica e la fisica di un liceo scientifico. insegnando al limite la musica o le lingue, come un plus ultra Una scuola fatta di pezze messe dalla politica e non dal sentimento o buon senso, una scuola teorica. Il lavoro; mortificato dall'appiattimento dei salari che non ti consentono di vivere onestamente, dai servizi che sono distanti dalle aspettative di vita o pratiche di vita, nascosto da parole ventose di competizione che servono solo a sopravvivere e non a crescere. Uno Stato che si nasconde dietro le parole e non fa vedere i fatti, quelli che contano, uno Stato che serve solo a chi ha il potere per poter far sempre di più i propri comodi e non quelli dei cittadini, uno Stato che se ti deve dare qualcosa ti fa aspettare anni e se esige qualcosa ti manda i Carabinieri a casa, cosi si comportano le associazioni a delinquere. Lo Stato è una famiglia, se un capofamiglia si comporta male anche i figli si comporteranno male, di certo non da il buon esempio. Una politica che serve solo a far carriera, come cantava Daolio dei Nomadi, una politica fatta di proclami e di Twitter, che vergogna per questa politica cieca, muta e sorda, neppure buona per incartarci l'insalata. A che devono credere i giovani ? alle parole o al vento ? Mi smentisca caro Direttore....

    Rispondi

    • paolo

      06 Marzo @ 17.31

      la smentisco io. lei guarda il bicchiere mezzo vuoto. Non abbiamo bisogno di gente come lei, scarichi le sue frustrazioni in altri modi, vada a fare del volontariato. Vede anche lei come forse anche io, siamo tutti talmente bene abituati che ormai tutto è scontato e poco importa se a qualche centinaio di kilometri da noi la gente muore di fame, di guerra, ecc. Lo sa che i servizi che lei critica per i migranti sono il paradiso.... sa ho fatto di recente esami del sangue ai poliamburatori dell'ospedale, avevo appuntamento alle 8, arrivato alle 7.50 uscito alle 8.20. Qualcuno si lamentava della confusione, forse era lei.

      Rispondi

      • Francesco

        06 Marzo @ 19.26

        Lei è una persona fortunata che per un esame veloce si dichiara contento,

        Rispondi

      • Vercingetorige

        06 Marzo @ 18.20

        E ha dato un' occhiata alle liste d' attesa per visite specialistiche ed esami radiografici ? Si è domandato perché sempre più gente va a fare privatamente , e a pagamento ( se può , naturalmente ) visite ed esami che le spetterebbero a carico del Servizio Sanitario Pubblico ? Ha guardato il tariffario dei "tickets" ? Ha visto che , in alcuni casi , il "ticket" è di poco inferiore al prezzo della prestazione libero - professionale ? Ha notato che , quando va in Farmacia , deve spesso pagare una differenza , non solo sulle "specialità" , ma anche sui "generici" ? E' andato a vedere , al Pronto Soccorso , i pazienti sulle barelle in attesa della misericordia di un posto-letto in Reparto ? Certo , se , a fronte di cento richieste , io ne accetto e ne prenoto dieci , quei dieci posso riceverli puntualmente a sbrigarli presto . Peccato per gli altri novanta ! Comunque che, nella sala d' attesa per i prelievi di sangue , ci sia confusione , è fuor di dubbio .

        Rispondi

        • paolo

          06 Marzo @ 19.38

          la mia lunga esperienza di ospedale, per via dei mie genitori, è sempre stata positiva. sarò stato sempre fortunato. ma vedo che per lei fare l'esame del sangue in 30 minuti è motivo di lamentela..quindi abbiamo metri diversi, il mio è quello di chi ritiene che il servizio vada valutato nella sostanza, lo sa che i macchinari per analizzare il sangue sono fra i migliori al mondo e che nessun privato se li può permettere. lo sa che l'ospedale garantisce che l'esame fatto a parma o a londra da lo stesso risultato, immagina cosa c'è dietro questo? forse si, ma ovviamente è scontato che sia cosi..lei si lamenta perchè quando c'è da ritirare il ticket c'è la coda. io non mi lamento.

          Rispondi

        • 06 Marzo @ 19.59

          REDAZIONE - Tutto interessante, ma se magari torniamo in questo spazio sul tema giovani e futuro.....Grazie

          Rispondi

        • Francesco

          06 Marzo @ 20.57

          Il futuro comincia dal presente, non dalle chiacchiere.

          Rispondi

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