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Seggi comprati? Bufera tra M5S e Pd

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Quanto costa un seggio Pd a Parma? Se lo chiede il gruppo di maggioranza M5s facendo seguito alla vicenda Mineo e tirando in causa i tre parlamentari parmigiani: Pagliari, Maestri e Romanini. Affermazioni gravi, contenute in una nota inviata alle redazioni, a cui risponde, in una nota, il Pd di Parma con parole dure.

Il "caso Mineo" e le accuse dei M5S parmigiani

"Corradino Mineo, ex senatore PD, ha pubblicamente denunciato che, "per essere stato inserito in posizione utile in lista" (capolista in Sicilia) alle elezioni politiche del 2013, gli è stato richiesto con lettera formale dal tesoriere PD un contributo "una tantum" di 25.000 Euro - scrivono - . Soldi che Mineo si è rifiutato di pagare anche perché già versava, come altri parlamentari, 1500 euro al mese "per le spese del partito". "Una richiesta oscena" - ha protestato - "Chiedetemi un contributo se necessario ma non fatemi passare per uno che ha comprato il seggio". Il Fatto Quotidiano ha infatti parlato di vera e propria compravendita dei seggi, ma l'ex tesoriere PD Antonio Misiani parla di notizie destituite di fondamento: "É stato solo chiesto ai candidati di dare una mano". In effetti, parlando in termini commerciali, non si è trattato di una vera "prevendita" ma di una formula del tipo "prendi oggi" (il seggio) e, se soddisfatto (eletto) paghi dopo, anche con comode rate. Naturalmente il prezzo non era uguale per tutti: più elevato in platea per chi era in "posizione utile", a cominciare dai capilista ad elezione sicura, e via via scendendo, in galleria, fino ai prezzi stracciati per chi era collocato nel loggione del porcellum".

E allora ecco la riflessione "parmigiana" dei 5 Stelle: "Mineo racconta della Sicilia: ma da noi com'è andata? Ebbene, coi dati forniti da Mineo siamo in grado di stimare, ipotizzando un sistema uniforme a livello nazionale, quella che potrebbe essere stata la quotazione dei seggi dei parlamentari PD parmensi: Maestri, Pagliari e Romanini. Cominciamo per anzianità, dal Senato. Giorgio Pagliari, sesto in lista su 13 senatori eletti, dovrebbe essersi visto presentare un conto di circa 13-15000 Euro - si fanno i conti nel comunicato -. Di primo acchito sembrano un tot, ma un principe del foro come lui con un paio di cause di quelle buone se la cava. Più ardua la posizione di Patrizia Maestri: ottava in lista su 28 eletti, la sua quotazione si situa nel terzo superiore della gamma: sempre calcolando 25000 Euro il "dazio" per Franceschini capolista (non sappiamo se in qualità di Ministro abbia dovuto pagare un extra) la Maestri dovrebbe aver ricevuto una "nota pro-forma" di non meno di 15000 Euro, che per una sindacalista (mestiere ante parlamento) non sono pochi....ma in una legislatura, risparmiando qua e là, ce la si può fare. Il più fortunato, dal punto di vista economico, potrebbe essere stato Giuseppe Romanini: primo dei non eletti è entrato alla Camera nel 2014 al posto della Kyenge, mandata a Bruxelles a furor di popolo. Se, come si vocifera, la "tariffa" era già stata pagata dall'ex Ministra, Romanini si è visto recapitare gratis un biglietto last minute, una sorta di gratta e vinci "turista per sempre".
Questa però è ormai acqua passata: pare che nel PD - accusano i "grillini" -siano già aperte le contrattazioni per fissare le quote per i seggi alle amministrative, che rispetto alle previsioni dovrebbero lievitare leggermente: ci sono infatti da recuperare gli euro investiti a Napoli per trombare Bassolino". E non dovrebbero tardare le repliche. 

La replica del Pd: "Parole ignobili, non accettiamo lezioni di democrazia"

“Le frasi scritte dai rappresentanti del M5S sono talmente ignobili che non meriterebbero nemmeno una risposta, ma ci pare importante chiarire una cosa nei confronti dei cittadini: ogni singola azione nel Pd viene fatta alla luce del sole e nel pieno rispetto delle regole nazionali e regionali, non c'è nessuno scoop riguardo al contributo volontario chiesto agli eletti che non ha alcun collegamento con la scelta dei candidati ma serve a finanziare le attività del partito”. Usa queste parole il segretario provinciale del Partito democratico Gianpaolo Serpagli per commentare l'attacco del Movimento cinque stelle di Parma riguardo ai fondi che ogni rappresentante eletto versa volontariamente per le spese del partito. “Il sostegno economico dei parlamentari al Partito Democratico, che è un partito vero, fatto di cittadini, di circoli nei comuni e nei quartieri, appartiene ad una storia e ad una tradizione democratica comune ai grandi partiti popolari che i 5stelle non possono capire”.

I tre parlamentari parmigiani stanno valutando se adire a vie legali contro quanto detto dai rappresentanti Cinque stelle, mentre per quanto riguarda come sono state individuate le candidature, Serpagli, ci tiene a sottolineare alcuni numeri. “Nelle primarie del 30 dicembre 2013 hanno votato oltre 11mila persone in carne e ossa e sono state espresse più di 20mila preferenze in 73 seggi sparsi per tutta la provincia. Sulla base di questi numeri, e non di altro, i cittadini di Parma e provincia hanno deciso i candidati Pd al Parlamento: 5.622 preferenze sono andate a Patrizia Maestri, 4.529 a Giorgio Pagliari, 4.166 a Giuseppe Romanini, persone scelte in maniera democratica e trasparente, che stanno rappresentando Parma nel modo migliore”.

Il segretario, poi, rimanda al mittente le accuse di compravendita delle cariche. “Il Pd si è dato delle regole e le rispetta – dice - i nostri bilanci non solo sono pubblici ma anche certificati da un ente esterno, ci chiediamo come venga sostenuto il lavoro politico dei grillini e come possa parlare di democrazia il gruppo consigliare del M5S di Parma. Un movimento in cui l'ultimo consigliere entrato ha avuto il posto con ben 21 preferenze; dove chi non è d'accordo con la linea viene prima sbeffeggiato e poi espulso; dove le cose da fare vengono imposte al di fuori della città da capi e padroni. Da chi accetta e applica questo sistema non accettiamo lezioni di democrazia, il Partito democratico è un'altra cosa e continuerà ad esserlo”.

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  • Marco

    13 Marzo @ 23.22

    Le posizioni in lista dei parlamentari PD sono state decise dalle primarie, questo è un dato di fatto. Se persone delle istituzioni sanno di illeciti da parte di altre persone delle istituzioni hanno una sola strada da percorrere: la denuncia alla magistratura. Il dileggio, i sarcasmi, la mancanza di rispetto, il disprezzo che mostra il gruppo di maggioranza in consiglio comunale sa di miseria morale e umana. Io detesto la politica del PD, sia nell'azione di governo che nelle "riforme" istituzionali, ma in confronto a queste persone indecenti che cercano lo sfascio di tutto, si nutrono di odio e usano toni che di civile non hanno nulla non ci può essere alcun rapporto.

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    • Medioman

      14 Marzo @ 10.51

      E i candidati alle primarie, chi li decide? Io ricordo ancora le prime.... Prodi (appoggiato dalla "corazzata Potemkin") prese il 75 percento, ma lui "confessò" che puntava al 60 percento. Bertinotti (candidato della sinistra?) prese il 15 percento. Degli altri non ricordo nulla.... come nulla hanno lasciato alla storia del Paese. Come mai, i veri leader del partito non si candidarono?

      Rispondi

  • Gigi

    13 Marzo @ 22.26

    Sig Vercingetorige, a quali elezioni POLITICHE si riferisce? ...mi dia anche i dati delle elezioni del governo monti....oppure del governo letta...

    Rispondi

    • Vercingetorige

      14 Marzo @ 10.24

      ALLE ELEZIONI POLITICHE DEL 2013 . I dati che le ho riferito sono agli Atti Parlamentari , dove potrà facilmente trovarli. Per quanto riguarda i Presidenti del Consiglio Monti , Letta , Renzi , LEI DEVE RICORDARE CHE , IN ITALIA , FINO A QUESTO MOMENTO , NON C' E' L' ELEZIONE DIRETTA DEL CAPO DEL GOVERNO , CHE VIENE NOMINATO DAL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA , E NON C' E' NESSUN OBBLIGO DI FARE NUOVE ELEZIONI OGNI VOLTA CHE CAMBIA IL GOVERNO .L' essenziale è che abbia la fiducia del Parlamento. L' incarico viene generalmente dato ( anche se non è obbligatorio , perché il Presidente della Repubblica , in teoria , può nominare chi vuole ) , ad un personaggio indicato dal Partito di Maggioranza relativa , che , nel 2013 , è stato il PD ( sia pur di poco, e per questo , in Segreteria Nazionale , è saltato Bersani ) . La nomina dei Governi Monti , Letta , Renzi , hanno seguito questa prassi , e sono , pertanto , perfettamente legittimi ( poi , ovviamente , possono piacere o no , ma tant' è) .

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  • Vercingetorige

    13 Marzo @ 20.26

    E INVECE , SECONDO ME , GRILLO , TOMO TOMO , CACCHIO CACCHIO ( come diceva Totò ) , STA TIRANDO LA VOLATA A RENZI ! In Parlamento , nella votazione sulle Unioni Civili , avrebbe potuto far passare le adozioni , ma Alfano , col Nuovo Centro Destra , ha preannunciato voto favorevole alle Unioni Civili , ma contrario alle adozioni , di cui ha chiesto lo stralcio. Se le adozioni fossero passate col voto determinante dei "grillini" , la Maggioranza di Governo sarebbe andata a farsi benedire , ma Grillo ha salvato Renzi , ritirando i suoi voti all' ultimo momento. Poi la scelta dei candidati del "Movimento" alle prossime Amministrative. A Roma tutti si aspettavano la candidatura di Di Battista , o di De Vito , personaggi noti e stimati da molti , invece è stata scelta tal signora Virginia Raggi , che , con rispetto parlando , non conosce nessuno . Grosso regalo a Giachetti e Bertolaso . A Milano il "Popolo del WEB" ha scelto Patrizia Bedori , ma Casaleggio ha detto che non vale perché a lui non piace , e bisogna trovare qualcun altro .

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    • Maurizio

      14 Marzo @ 16.16

      Grillo non vuole governare, se avesse voluto governare o perlomeno attuare il proprio programma sarebbe bastato uscire dall’aula al momento della fiducia a Bersani tanto per dare l’immagine all’opinione pubblica di non appoggiare il pd salvo poi votare di volta in volta ogni provvedimento e stai sicuro che i cavalli di battaglia dei grillini sarebbero stati in gran parte votati. Questo però lo capisco io, lo capisce lei ma non lo capiscono i grillini

      Rispondi

  • Maurizio

    13 Marzo @ 20.10

    L'argomento è interessante ma dato che siamo in campagna elettorale sarebbe meglio parlare di altri problemi o magari allargare questo problema al fatto che in Italia spece al sud questo metodo viene applicato per ottenere lavori, parlando solo del problema del pd sembra che sia un uso isolato solo ad un partito e non un grave problema che riguarda tutti

    Rispondi

  • Giovanni

    13 Marzo @ 20.02

    La Magistratura dovrebbe: "Seguire il flusso del denaro" (Giovanni Falcone) Loro #PD partono in pompa magna con delle "Querele Intimidatorie" sapendo che la Magistratura ha pochi mezzi e risorse per indagare, seriamente e serenamente. Per quanto tempo andrà avanti ancora questa manfrina???

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