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IL CASO

«Lei sotto il bus, io le tenevo la mano e un ladro invece...»

«Lei sotto il bus, io le tenevo la mano e un ladro mi rubava il telefonino»
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E' un racconto che a distanza di tre giorni ha ancora il volume e l'angoscia delle urla. Le urla della folla. Le urla dei vigili che allontanano la folla. Le urla strazianti che arrivano da sotto la pancia dell'autobus. Le urla che sente uscire dalla sua stessa bocca: lei, 19enne, che in quei primi lunghissimi minuti ha tenuto la mano della donna schiacciata dalla ruota del «gigante» in piazzale Corridoni. «Gridavo che chiamassero i soccorsi, che la gente stesse lontana. E che no, non alzassero l'autobus: lei aveva una paura tremenda che potesse cadere giù e farle ancora più male».
Lei si chiama Olesea, è originaria della Moldavia e vive a Parma da cinque anni. Quando mercoledì scorso ha visto l'ambulanza arrivare, ha lasciato dolcemente la mano della signora ferita, si è fatta subito da parte per non intralciare ed è scappata a casa dal suo bimbo di un anno: «Doveva mangiare, e io non potevo avvisare mio marito, ma mentre ero lì, inginocchiata al fianco della signora, qualcuno ha rubato il mio telefono...». Pausa di silenzio: al di qua e al di là della cornetta. «Sì, non ho parole. E ora farò denuncia: magari qualcuno di buon cuore me lo restituirà».
Ripartiamo, dunque, dal buon cuore: il suo. Se oggi sta raccontando alla Gazzetta di Parma di quella mattinata terribile, è perché il pensiero della 56enne e delle sue condizioni di salute non l'ha mai abbandonata. Non sapendo a chi rivolgersi, ha contattato noi. Sperando di ricevere buone notizie ma anche di potersi mettere in qualche modo in contatto con la signora o coi suoi familiari. «Sì, mi piacerebbe rincontrarla. Quando l'ho vista a terra, sotto l'autobus, ho pensato a mia mamma: anche lei gira in bicicletta, una bicicletta grigia come quella. E' stato uno choc».
Le immagini scorrono ancora in diretta. Una testimone direttissima, Olesea. «Ero appena scesa dall'autobus numero 6, dovevo correre in posta e poi a casa a preparare la pappa al mio bimbo. Stavo attraversando le strisce pedonali, quando ho visto sia il bus sia la signora in bici girare dal ponte verso via Bixio. Quando si sono toccati la bici è finita sotto l'autobus, trascinando con sé quella donna. Sono corsa: pensavo che l'avrei aiutata a scivolare fuori di lì. E invece...».
E, invece, ha visto il braccio intrappolato sotto la ruota e ha capito che la situazione era drammatica. «La signora urlava, chiedeva aiuto per il braccio e la gamba. Abbiamo chiamato un'ambulanza e lei mi ha preso la mano. A quel punto sono rimasta lì: gliela stringevo per farle forza, cercavo di farla parlare e di tenerla sveglia, le dicevo di respirare». E' in quel momento che - in buona fede, disordinatamente - dalle persone radunate intorno è arrivata l'idea di sollevare il bus e provare a liberare la ferita. «Ho iniziato a urlare, a dire di no: volevo che aspettassero i soccorsi e non rischiassero di peggiorare la situazione. Con una mano tenevo quella della signora, con l'altra cercavo di allontanare le persone. E nel frattempo qualcuno ha rubato il telefonino che avevo appoggiato a terra. Era il mio, ma per quel che ne sapeva il ladro poteva essere anche quello della signora: quello attraverso il quale si potevano rintracciare i familiari, ad esempio. E' un gesto che non riesco ad accettare». E come darle torto?
I primi ad arrivare sono stati gli agenti della Municipale, poi l'ambulanza e i vigli del fuoco. «Quando ho visto i soccorritori arrivare, ho lasciato loro il posto: non avevo competenze per stare lì, e rischiavo solo di intralciarli. Un signore gentile ha provato a fare il mio numero di telefono, ma era ovviamente staccato. A quel punto sono fuggita a casa. Ma il pensiero è rimasto lì...».
Lì, e alla speranza che quelle due mani di sconosciute si possano stringere ancora. E stavolta senza urla intorno: solo il silenzio rassicurante di un sorriso​.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • marirhugo

    09 Maggio @ 23.02

    e se il ladro è apolide che facciamo?

    Rispondi

  • Massimiliano

    08 Maggio @ 20.32

    Che schifo.... Una giovane RAGAZZA STRANIERA CHE, aiuta una donna italiana, VIENE DERUBATA DEL CELLULARE....... VERGOGNARTI PARMA!!!!!!

    Rispondi

  • Alle

    08 Maggio @ 14.05

    La solidarietà in questi momenti sono valori importanti per il futuro di tutti noi. Per il ladro almeno 20 anni di galera magari a casa sua se straniero e poi altri 10 anni di scuola sempre a casa sua per imparare l' educazione civica. Sempre W W W i vigili del fuoco

    Rispondi

  • filippo

    08 Maggio @ 12.35

    purtroppo a fronte di tanti stranieri che si integrano ci sono altri che, OLTRETORRENTE, hanno creato una casbah come al loro paese..ma va bene così, come dice renzi noi siamo un grande paese...

    Rispondi

  • Luigina

    08 Maggio @ 12.24

    Mi auguro che questa ragazza possa avere notizie della donna ferita ..poi quel disgraziato che non ha avuto un po di sensibilita e a osato dismostrarsi per quello che è possa soffrire per la sua azzione criminale per aver rubato in una occasione dispiacevole

    Rispondi

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