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editoriale

"Mandiamo via gli idioti dal nostro calcio"

Le parole dure e accorate del preparatore atletico Pincolini

pallone
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Vincenzo Pincolini, 61 anni, fidentino di nascita e salsese di residenza, preparatore atletico delle nazionali giovanili della Figc e della scuola calcio del Cus (in passato della Nazionale, di Parma, Milan, Roma, Inter e Atletico Madrid) interviene sui recenti episodi di violenza nel calcio. Con parole dure e allo stesso tempo accorate. 


Cosa sta succedendo ? Oppure… cosa si dovrebbe fare?
Mi viene da scrivere di impulso perché da molti anni “vivo” nel calcio e poi perché domenica scorsa mi sono imbattuto nell’incidente di Medesano naturalmente senza minimamente pensare a cosa c’era dietro.
Che dire? Discorsi retorici? Non ci penso proprio e poi il calcio (il nostro calcio) non ha certo bisogno di difese d’ufficio. A tanti, infatti, ricordo che al di là di questi episodi (Medesano e la rissa allo Stuard sono solo gli ultimi) il calcio dilettantistico e giovanile ha in sé valori incredibili. Quasi nessuno se n’è accorto ma nel calcio giovanile prima e in quello dilettantistico poi (come in tutti gli altri sport, ma il calcio è più popolare) l’integrazione fra razze, religioni e culture diverse e il mescolarsi tranquillamente di tante etnie e culture è cosa normale da 20-25 anni a questa parte. E il valore sociale dell’integrazione che il calcio (dico calcio perché esiste anche nei paesini più piccoli) ha operato dal punto di vista sociale è sicuramente da incorniciare.
Cosa si dovrebbe fare? Conoscendo bene questo mondo qualche consiglio mi sento di darlo. Naturalmente è facile parlare con tutti quei dirigenti appassionati che mettono tempo e volontà a disposizione ogni settimana. Ed è con loro che dobbiamo fare catena contro tutti quei deficienti (mancanti di cultura sportiva ed educazione in generale) che settimanalmente rendono sgradevoli tantissime partite giocate con regolarità e tanta energia. Fra di noi sappiamo esattamente come è compilata la classifica delle società più ignoranti della provincia o delle province limitrofe. Molto spesso sono genitori, spesso sono “ultras beceri” e qualche volta anche allenatori e giocatori. Sempre gli stessi. Dalla Federazione provinciale (dove Varoli ed i suoi collaboratori mettono tanto impegno) alle società direttamente impegnate che conoscono tutto il loro entourage, ai tanti genitori sani dobbiamo dire BASTA!
Dobbiamo vergognarci che si parli così del nostro calcio. Dobbiamo gettar fuori da questo mondo gli idioti e soprattutto dobbiamo ritirare i nostri figli dalle società che fanno della mancanza di valori sportivi una bandiera. Non dobbiamo mescolare i nostri figli con questa ignoranza. Dobbiamo isolare le società (che senza i ragazzi non vivrebbero) che vogliono vincere ad ogni età, costi quel che costi. Non ci stiamo.
Sì, penso che solo facendo così si possa cambiare qualcosa. Di società dove si fa ancora calcio correttamente ce ne sono.
Ultima provocazione: per me lo sport amatoriale è quello che si fa da soli organizzando partite fra amici. Senza stress e con tanti vantaggi per la salute.
Se pensiamo ai problemi del doping nel ciclismo amatoriale o al problema “dell’ordine pubblico” nel calcio amatoriale è chiaro che una grande riflessione va fatta!
Il calcio e lo sport in generale, lo ripeto, non hanno bisogno di questi idioti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • Filippo

    17 Aprile @ 12.52

    filippo.cabassa.1970@gmail.com

    E per quanto riguarda i cosiddetti "tifosi facinorosi" che facciamo? Possibile che gli episodi di guerriglia urbana riguardino sempre e solo il calcio? Purtroppo questo sport è irrimediabilmente malato. Il fair play qui è morto. Girano troppi soldi (e i conseguenti parassiti, donnine a gettone comprese), e la passione sportiva reale di pochi è oscurata dal Circo Barnum mediatico che ci propinano giornali e televisioni. Io ho seguito per un certo periodo il Rugby e mai mi è capitato di assistere ad episodi di ignoranza e violenza che nel calcio si ripetono troppo spesso.

    Rispondi

  • nador

    16 Aprile @ 21.18

    alacre.arrifungi@libero.it

    see, cosi rimangono in 2, tra campo e tribune

    Rispondi

  • the mari

    16 Aprile @ 19.07

    ma dai........... il calcio è un gioco di squadra| Testo

    Rispondi

  • Catto

    16 Aprile @ 12.15

    Magari, se mandassimo via gli idioti dal calcio non resterebbe più nessuno. Ne in campo ne a vedere le partite.

    Rispondi

    • Francesco

      16 Aprile @ 16.41

      condivido

      Rispondi

      • Biffo

        16 Aprile @ 18.43

        Così i miliardari in mutandoni andrebbero a lavorare veramente, invece di frequentare puttanelle di serie B. Non parliamo pi di Balotelli, caso esemplare di essere umano privo di cervello.

        Rispondi

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