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L'inchiesta

Fusione Fidenza-Salso? I pro e i contro

Fusione Fidenza-Salso? I pro e i contro
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Fidenza e Salsomaggiore diventeranno un unico, grande Comune? Un'ipotesi sempre aperta. Ecco cosa ne pensano i rispettivi sindaci, Massari e Fritelli. Dibattito aperto. La parola ai cittadini.

Egidio Bandini

Fidenza e Salso, un giorno, saranno un unico grande Comune? Il tentativo fallito di scioglimento dell'Unione Terre Verdiane (con la prospettiva di tenerla in vita trasformandola in una Unione a due) e la recente fusione di alcuni Comuni del parmense come Polesine e Zibello e ancor più Sissa e Trecasali, hanno rilanciato questa ipotesi.

Ma cosa significherebbe? Fondere due Comuni (che avrebbero poi un unico sindaco, un unico Consiglio municipale, un'unica sede municipale...) è la strada giusta? Diversi, certo, sarebbero i vantaggi: soldoni dalla Regione da poter spendere per la comunità, la possibilità di sforare il «patto di stabilità» imposto dallo Stato e minori costi amministrativi sono solo alcuni esempi.

Ma ci sarebbero anche svantaggi e ostacoli da superare: da una decisione simile, innanzi tutto, non si può tornare indietro. Poi bisognerebbe, in sostanza, fondere e integrare due comunità radicate ognuna nel proprio territorio. E ancora problemi minori, ma da risolvere: la toponomastica completamente da rinnovare, la decisione su quale sarà il patrono del nuovo comune... Insomma, un'ipotesi da affrontare, che coinvolge le attuali amministrazioni (che dovrebbero decidere di indire un referendum e poi avviare l'eventuale iter) ma anche i cittadini in prima persona che sarebbero chiamati a dire la loro.

E allora siamo partiti dai due sindaci: abbiamo chiesto ad Andrea Massari e a Filippo Fritelli cosa ne pensano, se valutano positivamente l’ipotesi di unire le forze per arrivare a una vera e propria fusione. Dopo i sindaci potranno dire la loro i cittadini, le associazioni, le varie realtà dei territori. Il dibattito è aperto.

Le tre domande

1 Sindaco, come vede la sua città oggi?

2 E' vantaggioso, secondo lei, unire le forze con una fusione?

3 I prossimi passi quali saranno?

Andrea Massari, sindaco di Fidenza

1 «Fidenza è una città che su economia, servizi e senso della Comunità è un punto di riferimento e per certi versi un modello. Perché solo i modelli non nascono dal caso ma da progetti precisi di crescita, sostenuti dai giusti investimenti. Abbiamo un tessuto economico articolato e ben miscelato tra industria, artigianato produttivo, agroalimentare, terziario e servizi. Abbiamo servizi moderni e rinnovati nei contenitori e nelle funzioni, che accompagnano la crescita della Comunità: scuole, sanità, sport, commercio e trasporti. Abbiamo città storicamente ricche di esperienze di volontariato: una rete intrecciata solidamente tra i fidentini e che non esiste nelle altre città. Tre elementi che ci hanno permesso di affrontare la crisi tenendo botta e che rendono speciale Fidenza, dove è forte e consapevole il senso di appartenere ad una comunità che deve essere e restare coesa. Sono orgoglioso di amministrare una Città che non si tira mai indietro di fronte alle grandi sfide – l’Ospedale di Vaio, le aree commerciali del casello autostradale, la riqualificazione delle nostre vie, la bonifica del super sito ex Cip-Carbochimica, l’interramento dell’elettrodotto e molto altro – che sa riconoscere la bontà delle idee anche nelle scelte più complesse. Una comunità di cittadini che di fronte alle polemiche più aspre e montate ad arte – ad esempio la Di Vittorio e l’Asp – sa concentrarsi sulla concretezza, dando alle chiacchiere il peso che meritano».

2 «È sbagliato partire dalla fine del discorso. Questo è l’ultimo dei problemi. Prima viene la capacità di lavorare insieme, di integrarsi e di dimostrare ai cittadini vantaggi chiari per Fidenza. Siamo stati eletti per amministrare il comune e tutelare i suoi interessi. La novità rispetto a 30 anni fa sta nel fatto che, per riuscirci, oggi bisogna innovare, chiudere quello che non va e aprirsi alla partnership con gli altri territori. So che si parla già tanto di fusione tra Salso e Fidenza, ma prima del folclore e del gossip, voglio ricordare che questi due Comuni stanno già condividendo servizi che ci permettono di spendere meno e meglio. Ad esempio nella gestione degli impianti sportivi e nella gestione unitaria di servizi, forniture e procedure legate alla realizzazione di opere pubbliche. E’ vero che in Italia ci sono troppi Comuni – che vuol dire 8.000 sindaci, giunte e consigli comunali. Uno spreco enorme – ma al problema si può mettere mano in due modi: o con una legge dello Stato, o con un percorso graduale in cui le comunità possano scoprire i vantaggi dello stare insieme per essere più forti. Di sicuro Fidenza non vuole prendere la strada della fusione perché in palio ci sono tanti soldi e incentivi. Finito l’effetto dopante e se non si mantiene costante nel tempo l’impegno di tutti i Comuni interessati, come insegna l’esperienza delle Terre Verdiane, restano gli scatoloni pieni di problemi. Prima degli incentivi, viene una cosa ben più importante: il dovere di scrivere un progetto che duri per i prossimi 100 anni. Fidenza e Salso da sole hanno quasi 50.000 abitanti e detengono buona parte del pil provinciale. Ma non basta. Per essere veramente forti e competitivi con il capoluogo e nell’arena regionale, dobbiamo aprire questo progetto civico di collaborazione stretta tanto al piacentino che al parmense. Fiorenzuola, Noceto e Medesano sono territori con cui abbiamo evidenti affinità, in tal senso. Un super bacino da quasi 100.000 abitanti. E poco mi importa se qui governa il centrosinistra e il centrodestra è dal mio vicino. Come abbiamo dimostrato noi di Fidenza in questi 2 anni, prima non vengono le tessere ma le famiglie e le imprese, con le loro necessità e le loro speranze.

3 Avvieremo un cantiere per il confronto largo su queste opportunità, chiamando la Regione e lo Stato a discutere coi sindaci e i cittadini, sapendo che quando si parla di fusione le questioni di campanile hanno un peso anche maggiore rispetto allo sviluppo del territorio. Voglio dire che, se anche sono importanti lunghe discussioni sul nome del nuovo Comune e sulla toponomastica, prima vengono i possibili investimenti per l’economia e l’occupazione. Programmarli in modo uniforme su un’area che va da Fiorenzuola a Medesano vorrebbe dire costruire un progetto mai visto prima, un’esperienza che farebbe scuola in tutt’Italia, almeno in quella che vuole correre, non essere sempre sorpassata dal tedesco di turno».

Filippo Fritelli, sindaco di Salsomaggiore

1 «Salsomaggiore oggi è, dal mio punto di vista, una città che mostra forti potenzialità ed elementi caratterizzanti unici, ma soffre una sorta di crisi d’identità. Tutti ricordano la Salso bella e attrattiva degli anni ’70 e ’80, sopravvissuta in parte sino ai ’90 e vedono oggi una città dall’immagine ridimensionata. La gente è dubbiosa, incerta riguardo l’evolversi del futuro, a confronto di quello che era il passato. Attraversiamo una crisi culturale e questo è un motivo di continua preoccupazione, mentre la via da percorrere dovrebbe essere quella verso l’uscita da questo “corto circuito mentale” sulle nostre prospettive. La società attuale è profondamente cambiata e occorre sapersi accettare per ciò che siamo diventati e, anche dal punto di vista amministrativo, ci troviamo ad affrontare una crisi lunga e pesante, dovuta alle grandi difficoltà vissute dal termalismo che è sempre stato il “motore” economico di Salsomaggiore. Non abbiamo più entrate dalle Terme verso le quali, anzi, siamo creditori per diversi milioni di euro e, per questo, stiamo cercando di rimettere ordine nelle situazioni che paiono fuori controllo, recependo l’indicazione di cedere quote delle società partecipate, abbiamo istituito la tassa di soggiorno, stiamo recuperando le imposte non pagate negli anni precedenti però, alla fine, ci ritroviamo ad avere un respiro corto».

2 «Certamente i comuni attualmente faticano moltissimo a bastare a loro stessi: spesso, infatti, ci dobbiamo limitare ad azioni che possono sostenere l’oggi, ma non hanno prospettiva. Anche Salso non basta più a sé stessa, dal punto di vista amministrativo e finanziario. Per questo, con la chiusura dell’Unione Terre Verdiane, entro l’anno definiremo il sostegno dell’Unione con Fidenza, un obiettivo raggiungibile e da perseguire con determinazione, recuperando parte dei servizi di Terre Verdiane e restituendoli al territorio in modo funzionale, oltre le convenzioni già stipulate con Fidenza negli ultimi due anni. Rafforzare queste sinergie è l’obiettivo per la mia ultima parte di mandato, perché tutto questo ci permetterà di rendere il personale più efficiente, risparmiare sui costi fissi e migliorare il quadro generale dell’amministrazione. Ritengo che, date le premesse della legge regionale, aperta a queste ipotesi di collaborazione e alla successiva fusione fra i comuni, che dal 2020 in avanti si potrà concretamente pensare ad un processo di fusione fra Salsomaggiore e Fidenza. Oggi, comunque, non do il fatto per scontato, dal momento che le difficoltà e le resistenze sono tante e anche nell’iter delle fusioni ci sono resistenze, esterne ed interne, dagli uffici e dalla parte politica, poiché è molto più facile atteggiarsi a “conservatori” e difendere ciò che si ha per certo, anziché intraprendere strade nuove. Io, però, mi rendo conto che occorre essere consapevoli, al di là delle posizioni politiche, che la strada delle collaborazioni, con la spesa pubblica che diminuisce costantemente, è necessaria. E non perché il sindaco Fritelli e il sindaco Massari vanno d’accordo, è una via da percorrere, a prescindere da chi sarà il sindaco, perché sarà difficile, in futuro, amministrare realtà che non avranno adottato i necessari strumenti di collaborazione.

3 I territori di Salso e Fidenza sono già fortemente integrati, diversi per certi aspetti, ma complementari: hanno servizi alla persona unificati, a partire dall’Ospedale di Vaio e fino allo sport e al tempo libero. Il miglior esempio dell’integrazione fra salsesi e fidentini sono i giovani che frequentano le scuole delle due città, a partire dal livello primario, per non parlare delle opere pubbliche cofinanziate, e dei territori storicamente unificati. Il mio auspicio è che non subentrino egoismi nel processo di graduale integrazione: interessi di ordine personale, politico, di privilegio o comunque di ruolo. È chiaro che Salsomaggiore deve cercare di presentarsi a Fidenza avendo messo ordine a una parte dei suoi annosi problemi che, nonostante mille difficoltà, ci siamo impegnati a risolvere».

Ecco i servizi che già condividono

Allo stato attuale, i Comuni di Fidenza e Salso condividono diversi servizi. Ecco le principali attività di collaborazione:

Manutenzione strade

Affidamento accordo quadro per la manutenzione delle strade, di validità pluriennale, che ha consentito di ottenere opere migliorative per circa 200.000 euro. E' operativo dal 2016.

Impianti sportivi

Gestione associata degli impianti sportivi delle due città, con trasformazione di Fidenza Sport in Sogis srl, partecipata al 78% dal Comune di Fidenza e al 22% da Salsomaggiore. Obiettivo: ottenere economie di scala e migliori opportunità di utilizzo degli impianti sportivi.

Servizi bibliotecari

Affidamento ad un unico soggetto dei servizi bibliotecari, operativo da dicembre 2015, con offerta di servizi integrativi ed aggiuntivi a carico dell’affidatario. Più ore di servizio e nuove proposte per utilizzo contenitori culturali.

Trasporto scolastico

Appalto unico in fase di aggiudicazione per il servizio di trasporto scolastico, al fine di ottenere un migliore servizio ed economie di scala.

Centrale unica di committenza

Gestione unitaria della centrale unica di committenza dei due Comuni per tutti gli affidamenti di appalti, di lavori servizi e forniture (2015). Numero 20 procedure già concluse e risparmi di almeno 100.000 euro rispetto all’utilizzo di strutture terze (ad esempio la Provincia)

Contenziosi tributari

Gestione unitaria del servizio di contenzioso tributario (dal 2015 i funzionari dei due Comuni vengono incaricati di rappresentare l’ente in Commissione tributaria, con risparmi sui costi di assistenza legale e numero di pratiche significative vinte dai due Comuni)

Ufficio servizio personale

Dal 2016 avvio dell’Ufficio associato del servizio personale, che diventerà pienamente operativo entro la fine dell’anno, con razionalizzazione dei costi di funzionamento e progressiva riduzione del personale impiegato su questa funzione.

Case popolari

Gestione unitaria in convenzione dell’attività amministrativa delle case popolari (in corso di definizione). Vuol dire assegnazione alloggi, gestione dei bandi, gestione dei fondi per l’affitto. r.c.

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