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Palestra Quadrifoglio: dopo quasi vent’anni finalmente qualcosa si muove

La palestra Quadrifoglio

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COMUNICATO UFFICIO STAMPA COMUNE

La palestra del Quadrifoglio, intestata a Maurizio Casalini ha vissuto per quasi vent’anni solo nelle polemiche sui giornali, nell’utilizzo abusivo come dormitorio improvvisato, nel nulla degli edifici che, abbandonati a sé stessi, invecchiano con impressionante rapidità.
Quattro assessori armati di buona volontà e un commissario scandalizzato per la cosa non sono bastati a risolvere questo caso da “Gabibbo” di una struttura invidiata persino dagli americani del baseball e lasciata ad agonizzare, prigioniera della burocrazia.
Ora sembra arrivato il momento di aprire la porta e destinarla alla sua naturale vocazione, l’attività sportiva, particolarmente quella giovanile.
La “rinascita” della palestra “Maurizio Casalini” sembra decretata grazie alla firma della convenzione fra Comune e società “Inzani”, che prevede l’assegnazione a quest’ultima della struttura sportiva per vent’anni dietro l’impegno di garantire l’uso pubblico e soprattutto di realizzare lavori per oltre 270.000 euro, necessari a risistemare, arredare e attivare l’impianto.
Il Comune, come prevede la legge regionale, darà un contributo annuo di 20.000 euro per la gestione (il Comune potrà anche disporre l’uso per 6 ore settimanali e organizzare manifestazioni senza spese per 36 ore l’anno), mentre la società pagherà un affitto per i primi dieci anni solo simbolico (5.000 euro) per consentire alla società stessa di recuperare i costi di investimento affrontati, che saliranno successivamente a 24.000 euro annui.

La storia
L’affidamento in gestione della palestra, in realtà, nasce da una procedura pubblica messa in atto nel 2010, con la quale si era arrivati all’assegnazione della gestione del Pala-Casalini alle società Inzani e Parma Baseball, che aveva delegato l’Inzani stessa ad assumerne la gestione.
Da allora, purtroppo, la convenzione è rimasta “in letargo” per una lunga storia di ordinaria burocrazia, che ha radici assai più antiche, e che è passata attraverso le gestioni di Arturo Balestrieri, Vittorio Adorni, Roberto Ghiretti, Carlo Alberto Cova, oltre che del commissario Ciclosi, che ebbe parole di fuoco dopo un sopralluogo nella palestra dello scandalo.
La struttura avveniristica, con tetto in legno – 1.600 metri quadrati coperti – fu progettata nel 1995 e realizzata dalla Federazione Italiana Baseball con un costo di circa 4 miliardi. Quindi passò al Comune, che la acquistò e ne girò la titolarità alla STU Authority., insieme al Quadrifoglio di baseball (compreso lo stadio Notari), per conferire un patrimonio alla società.
Purtroppo, fino al 2012,  la STU Authority ha rifiutato di concedere la palestra in comodato al Comune, affinché potesse dar concretezza al bando del 2010, e l’impianto non è mai stato utilizzato da nessuno. Le conseguenze sono quelle che vediamo oggi.
Il Comune ha ottenuto l’utilizzo solo dal 2013, grazie alla disponibilità da parte del nuovo amministratore Pietro Conca, che consentirà di dare finalmente vita a questo importante impianto sportivo.
Ora la situazione è sbloccata: la convenzione firmata fra Comune e STU Authority concede al Comune di utilizzare l’impianto, ed è quello che si farà in tempi abbastanza rapidi, non appena la società Inzani avrà dato corso ai lavori di ultimazione, manutenzione e all’acquisto degli arredi.
Da oggi per il Pala-Casalini si scrive una nuova storia.
Soddisfatti sia l’assessore Giovanni Marani, che finalmente si trova a poter dare corso ad una soluzione positiva, sia il presidente della società “Inzani” Sergio Greci, che arriva a coronare un sogno nel cassetto da troppi anni, e presto potrà trasferire parte dell’importante attività della storica polisportiva nella “nuova” palestra, che sarà anche a disposizione del quartiere e della collettività.

La soddisfazione di Marani
”Questo importante passo avanti va letto come un successo dello sport e per lo sport – afferma l’assessore Giovanni Marani - testimonia la caparbietà da parte del Comune e delle associazioni sportive nel perseguire il difficile processo di riqualificazione e valorizzazione degli impianti sportivi presenti nella nostra città. Posso garantire che il Comune in ogni sua componente vorrebbe poter dare ad ogni situazione aperta risposte celeri. Non è solo una questione economica: le società sportive si interrogano su come sia possibile che ci vogliano mesi anche solo per consentire piccoli lavori di miglioria, magari a carico loro. Per aprire una palestra ci sono voluti quasi vent’anni e cinque assessori, per consentire l’installazione di due torri faro nove mesi… Più che di una legge sugli stadi – prosegue Marani - lo sport di base avrebbe necessità di una legge sugli impianti, che rendesse più facile la flessibilità delle convenzioni a fronte di investimenti sulle strutture, che rendesse conveniente per le aziende, magari con detrazioni fiscali, sponsorizzare le riqualificazioni. Diversamente anche le belle vittorie come questa rischieranno di venire cancellate dalla lentezza di un sistema che sembra fatto per non dare risposte”.

 

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