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Terenzo

Denunciato bracconiere a caccia di volpi e gatti

Trovato in possesso di una carabina di calibro vietato per l'esercizio venatorio. Sorpreso di notte a sparare a un felino. L'uomo ha tentato di scappare ma gli agenti della Polizia provinciale lo hanno inseguito e fermato

Denunciato bracconiere a caccia di volpi e gatti

Polizia Provinciale

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È stato denunciato dalla Polizia Provinciale perché sorpreso a notte fonda con una carabina di calibro vietato per l’esercizio venatorio e per aver ucciso un gatto.
La vicenda risale a pochi giorni fa. L’uomo, residente nella provincia di Parma, è stato notato mentre illuminava i prati con i fari della propria auto nei pressi del capoluogo di Terenzo, alla ricerca di fauna selvatica.
Il bracconiere, una volta fermato, ha dichiarato agli agenti di aver ucciso un gatto con un colpo sparato con la sua carabina, per contrastare gli animali «competitori» della fauna selvatica. Non sono infrequenti, infatti, i casi di cronaca riguardo il bracconaggio di animali che predano la selvaggina.
Dopo aver interrogato l’uomo, gli agenti della Polizia Provinciale si sono messi sulle tracce del gatto ucciso, poi recuperato, su indicazione del bracconiere. L’operazione messa a segno dalla Polizia Provinciale rientra nell’ambito dei servizi sul territorio finalizzati alla prevenzione e alla repressione di illeciti in materia faunistica –ambientale.
Gli agenti hanno successivamente segnalato l’uomo all’Autorità Giudiziaria perché ritenuto responsabile di attività in violazione alla normativa penale.
Nell’operazione di presidio territoriale e di pattugliamento notturno, in un giorno di «silenzio venatorio», gli agenti hanno notato nella campagna aperta di Terenzo una insolita illuminazione in un campo.
Attirati dalla situazione anomala, gli agenti della Polizia provinciale hanno raggiunto il luogo e intercettato l’uomo che illuminava un campo, per poche decine di metri, alla ricerca di fauna selvatica.
Il bracconiere dopo aver notato l’avvicinarsi della Polizia Provinciale ha abbandonato rapidamente la zona, nei pressi del capoluogo, a bordo della sua auto, dirigendosi verso la Strada Statale della Cisa.
Il personale della Polizia Provinciale ha seguito l’automobile, fermando il conducente dopo pochi chilometri di inseguimento.
Una volta fermato, gli agenti hanno rinvenuto all’interno della vettura una carabina a canna rigata, munita di ottica di precisione e dispositivo d’illuminazione del bersaglio, di calibro vietato per l’esercizio venatorio, ancora contenente il bossolo di una cartuccia esplosa.
L’uomo ha cercato di giustificarsi asserendo di essere stato alla ricerca di gatti e volpi per abbatterli.
Gli agenti dalla Polizia Provinciale hanno provveduto all’immediato sequestro della carabina e della carcassa del gatto.
La contestazione mossa alla persona riguarda l’ipotesi di reato «per aver cagionato senza necessità la morte di un animale domestico di cui all’art. 544-bis del Codice penale, aver svolto attività venatoria in giornata di silenzio venatorio, ed aver utilizzato armi vietate come previsto dalla normativa nazionale per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio».

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  • giorgio mezzatesta

    21 Agosto @ 16.36

    vedete il problema è che queste persone vengono "difese" dall'omertà della gente, di chi se ne frega e di chi concorda che questi personaggi continuino la loro opera. So gli stessi che mettono i bocconi avvelenati per eliminare quelli che considerano "nocivi". Meraviglia piuttosto che TUTTI i SINDACI della provincia non muovano un dito per fermare questa carneficina di animali domestici e selvatici..e ci vorrebbe poco, credetemi.

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  • annamaria

    21 Agosto @ 14.38

    E' vero Fabio, sono tante le cose da fare, ma da qualche parte bisogna pur cominciare. Non voglio lasciarmi prendere dalla rassegnazione, non voglio perdere la capacità di indignarmi e allora mi unisco anch'io alla richiesta di sapere chi è quasto idiota pscicopatico, capace che la prossima volta spara a qualsiasi cosa si muova. Non penso di essere giustizialista a tutti i costi, ma qui troppe cose stanno fuggendo di mano.

    Rispondi

  • Fabio

    21 Agosto @ 12.14

    sono d' accordo con Indiana , però non solo lui ma anche quelli che vogliono mettere in commercio cibo avariato a discapito dei consumatori , cmq sai cquante cose bisognerebbe fare?

    Rispondi

  • Michela

    21 Agosto @ 11.34

    Purtroppo siamo in Italia: non vemgono tutelate le vittime uccise da assassini, figuruamoci se tutelano gli animali uccisi o turturati sempre da assassini. Che paese. Siamo solo in popolo di chiaccheroni e contaballe, perchè quando cè veramente da fare i fatti, non siamo in grado di farli, perchè non ne siamo capaci e ce ne laviamo le mani. Ci vorrebbe un pò di America anche qui.

    Rispondi

  • Indiana

    21 Agosto @ 10.25

    Indiana

    L'altro giorno sono stati resi pubblici nome e cognome del poliziotto che ha ucciso un ragazzo nero a Ferguson. Perchè non fare la stessa cosa anche in Italia con tutti i criminali? Perchè limitarsi a dire che è uno della provincia di Parma? Metteteci il nome e il cognome così che tutti possiamo sapere a chi appartiene una tale vigliaccheria e cattiveria. Basta proteggere i delinquenti con l'anonimato: è un incentivo a delinquere ancora, visto che tanto questo bastardo non si fa nemmeno un giorno di galera!

    Rispondi

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