INCONTRO

Lupo, alla ricerca di possibili soluzioni

Nei giorni scorsi un incontro in Provincia, con Fritelli, Moretti, i sindaci, la Forestale, i Parchi, le associazioni. Delineata una possibile linea d’azione comune.

Lupo,  alla ricerca di possibili soluzioni

Un lupo

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Il ritorno del lupo sul territorio parmense sta causando diversi dibattiti, principalmente connessi alla predazione sul bestiame domestico e alla percezione di pericolosità della specie.

Come comunica la Provincia, questo tema è stato al centro di un incontro tenutosi nei giorni scorsi in piazza della Pace, promosso dal Presidente della Provincia Filippo Fritelli e dal Consigliere provinciale delegato all’Agricoltura e Risorse naturali Claudio Moretti.
Vi hanno partecipato tutti i soggetti coinvolti nella gestione del lupo, oltre che i Sindaci dei Comuni della Val Taro in cui ne è stata segnalata la presenza, in particolare i Sindaci di Albareto, Compiano, Tornolo, Varano, il dirigente del Servizio provinciale Agricoltura Barani, il Presidente dell’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Occidentale Maggiali ed i suoi responsabili tecnici Corradi e Tralongo, il Comandante del Corpo Forestale dello Stato del Comando di Parma Fedele, il responsabile del Wolf Appennine Center istituito presso il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano Reggioni, i rappresentanti delle Associazioni locali di protezione ambientale Legambiente e WWF.

"Numerosi gli interventi, a cominciare dalle domande di chiarimenti che gli amministratori locali hanno rivolto ai tecnici sulle possibilità di gestire il lupo sul territorio, in considerazione delle numerose segnalazioni di eventi di predazione in prossimità di centri abitati e del crescente allarme nella popolazione.
Gli esperti del settore hanno descritto in modo approfondito la biologia e l’etologia della specie, i progetti di studio attualmente in corso e le attività di gestione già in essere.

Il Comandante del Corpo Forestale dello Stato, organo di vigilanza che segue la gestione della specie a livello nazionale, ha sottolineato che in Italia, sebbene siano stimati circa 1500 esemplari di lupo, non sia mai stato registrato un solo caso di aggressione da parte dell’animale sull’uomo, e che quindi sia opportuno rassicurare la cittadinanza.

Quindi, in considerazione del regime di tutela di cui gode la specie in base alle normative nazionali e comunitarie, sono stati delineati i possibili risvolti gestionali:
il Wolf Appennine Center studierà e approfondirà la natura degli eventi di predazione verificatisi in Comune di Albareto ed eventualmente altrove se necessario, mettendo a disposizione la propria esperienza;
l’Ente di Gestione per i Parchi con il suo Centro Referenza Lupo istituito presso il Parco dei Boschi di Carrega, continuerà ad occuparsi di educazione, soccorso agli esemplari feriti successivamente monitorati e prevenzione con l’allestimento di recinzioni a tutela della zootecnia;
l’Area Conservazione della Natura dell’Ente di Gestione per i Parchi attuerà tutte le possibili misure per la lotta al bracconaggio;
alle Associazioni di protezione ambientale il compito di attuare una divulgazione delle corrette conoscenze ed informazioni acquisite nel campo, attraverso l’organizzazione di escursioni tematiche ed incontri con esperti.

In conclusione, si è affermata l’importanza di seguire due linee d’azione: una corretta comunicazione, anche sul giusto comportamento da assumere nelle zone interessate dalla presenza del lupo, e la costituzione di un tavolo tecnico-politico provinciale, in cui siano rappresentati tutti i portatori di interesse.
L’auspicio è che il lupo possa diventare una risorsa per il territorio anziché un pericolo, il che potrà essere realizzato solo attraverso un’azione sinergica e congiunta di tutti i soggetti coinvolti".

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  • Marco

    06 Febbraio @ 15.14

    Adesso ho capito, è tutta colpa del calumet della pace....,

    Rispondi

    • Parmigiano

      02 Aprile @ 15.42

      Direi che lei, Marco è un cacciatore, quindi uno anacronistico, sanguinario, che spara malissimo (quando vengono al poligono centrano di tutto, sono proprio negati per il tiro), che non si vuole arrendere al fatto che non si caccia più per mangiare e che quindi la caccia va abolita. Aggiungo che siete anche ridicoli da vedere in un contesto ormai così urbanizzato.

      Rispondi

  • Marco

    06 Febbraio @ 15.08

    mi scusi Indiana ma dalla descrizione direi che lei abita a Bagdad e ricorda i tempi dell'invasione americana...io abito in montagna ma non ho mai sentito parlare di certe cose...

    Rispondi

  • Indiana

    06 Febbraio @ 02.50

    Indiana

    Quand'è che faranno una bella riunione per discutere e prendere provvedimenti contro il pericolo e il disturbo causato dai cacciatori???? Possibile che uno debba rischiare la vita ogniqualvolta se ne vada a fare una passeggiata tra i boschi a piedi, a cavallo, per funghi, a far legna o in mountainbike perchè questi sparano a tutto quello che si muove??? Quando vado a passeggio con le mie cavalle ed incontriamo i lupi siamo ambedue tranquille perchè il lupo guarda e se ne va. Il cacciatore, invece, spara all'improvviso, e vi assicuro che su un cavallo non è la cosa più bella che possa capitare, urla, sbraita, e ti ritrovi in mezzo alle sue povere prede in fuga e ai suoi cani che le inseguono sbraitanti. Immaginate quando ci sono quegli orrendi squadroni della caccia al cinghiale: neanche fossimo in guerra!!! E il pericolo di essere travolti da un cinghiale ferito da loro è molto vicino!!!! Una tranquilla passeggiata in libertà tra i boschi può trasfromarsi in una brutta caduta con gravi conseguenze! Gravi anche per il cacciatore perchè magari uno si incavola anche un po'....Perchè la libertà di molti di fruire delle bellezze dei nostri monti deve essere messa in pericolo da questi pochi uccisori per divertimento??? Non possono sparare al poligono? Non si divertono se non scorre sangue? E poi, un bell'incontro per discutere, trovare e punire in maniera esemplare chi mette le poleptte avvelenate mai???? Questo incontro è stato sicuramente utile, e far capire a certe teste che il lupo è una risorsa è una bel tentativo! Ma occupatevi anche di noi che viviamo in montagna e che la montagna vogliamo vivercela e godercela tutta senza rischiare di prenderci una fucilata o essere investiti da jeepponi in corsa, o di prenderci spaventi perchè questi gridano all'alba di domenica mattina vicino ai tuoi campi spaventando, loro si, i tuoi animali , grazie!

    Rispondi

    • giorgio mezzatesta

      06 Febbraio @ 08.45

      come ti capisco Indiana.....

      Rispondi

  • Marco

    05 Febbraio @ 20.16

    infatti sono ben contento che qualcuno di "specializzato" e preparato se ne occupi, almeno riusciranno a fare un analisi reale della cosa e non imposta da correnti di pensiero che sono a mio avviso radicali. In natura come nelle comunità ci deve essere posto per tutti, nella giusta misura però e senza estremismi da ambo le parti perché che non portano a nulla.resto in attesa di questa analisi da parte di queste persone che sicuramente ne sanno più di me e di tanti che fino ad oggi hanno sbandierato saccenza.

    Rispondi

    • giorgio mezzatesta

      06 Febbraio @ 08.47

      escludendo i seguaci di Diana dato che sono troppo interessati al problema.....

      Rispondi

  • Marco

    05 Febbraio @ 14.02

    biffo l'hanno invitato ma è in settimana bianca con Cappuccetto Rosso....

    Rispondi

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