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"Orme selvagge". Gli animali in un clic

Le nostre iniziative

"Orme selvagge". Gli animali in un clic
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C'è un lupo che ti guarda negli occhi. Una volpe che si gratta contro un tronco. Una civetta che, appollaiata su un palo, si gira verso l'obiettivo. Ci sono gli scatti di 25 anni di passione per la natura, gli animali e la fotografia. Anni di appostamenti, di ricerca e studio di tracce, ore e ore passate a realizzare a mano (e a migliorare di volta in volta) le loro «trappole»: trappole che non fanno male, perchè catturano immagini. Straordinarie. Là dove gli animali vivono, tra i boschi e nei prati del nostro Appennino.
Davide e Isacco Zerbini, titolari di un'azienda parmigiana e fotografi naturalisti per passione, hanno capito che quello poteva essere il modo per conoscere e vedere da vicino gli animali selvatici che tanto li attraevano, per i quali si emozionavano. Così, da ragazzini, hanno cominciato a modificare macchine fotografiche, a costruire sensori che le facessero scattare al passaggio degli animali: insomma a realizzare le prime «trappole fotografiche».
«All'inizio con mezzi rudimentali, marchingegni elettromeccanici - raccontano - poi negli anni e grazie ai tanti “fallimenti” abbiamo migliorato sia la parte tecnica che quella di preparazione e realizzazione degli scatti».
Oltre al clic della macchina fotografica («Principalmente usiamo reflex a rullino, le più affidabili e la meno dispendiose in termini di batterie») fondamentali sono i flash (fatti in casa) per dare luce all'oscurità dei boschi. E poi la grande conoscenza degli animali e dell'ambiente in cui vivono per poter scegliere il luogo giusto dove nascondere le loro apparecchiature. Isacco, perito industriale, è l'esperto di sensori e marchingegni vari. Davide, il più ferrato in fotografia e luci.
Ora, i migliori scatti realizzati in tutti questi anni (non solo con le trappole fotografiche, perchè gli Zerbini sono fotografi naturalisti che hanno viaggiato tutto il mondo, ma nei libri ci sono animali e paesaggi solo delle nostre terre) sono raccolti in due volumi dal titolo «Nei boschi dell'Appennino emiliano - La vita nascosta degli animali» (Silva editore), in vendita a 10 euro più il prezzo del quotidiano con la Gazzetta di Parma. Pagine emozionanti: le foto sono corredate di schede puntuali e dettagliate o di citazioni azzeccate, sempre realizzate dagli Zerbini («Quando avevamo dubbi abbiamo chiesto consulenza ad esperti», confidano) e scandite dalle stagioni: inverno e primavera il primo libro (uscita il 7 marzo), estate e autunno il secondo (uscita il 14 marzo). In totale, più di 200 scatti. La prefazione è dell'etologo Danilo Mainardi.
Un'occasione, non solo per scoprire la vita segreta di istrici e cinghiali, tassi e caprioli - senza dimenticare, ovviamente, il lupo - ma anche per condividere l'approccio dei fratelli Zerbini alla natura: quello del massimo rispetto e dell'onestà. Tutti gli scatti - sottolineano - sono realizzati esclusivamente «in natura» (altrimenti è indicato nella didascalia) cioè con gli animali in stato di libertà, senza forzature o manipolazioni. A vedere la bellezza e la qualità delle immagini si stenta a crederci. Invece sta tutto lì il risultato: nel know how acquisito negli anni, nella pazienza (quanta!), nei tentativi, nell'inventare e reinventare meccanismi e nel risolvere problemi. «In un'occasione, per non far ghiacciare l'obbiettivo della macchina, posizionata vicino a un ruscello, abbiamo inserito una resistenza che faceva sciogliere il ghiaccio», raccontano.
Che emozioni i primi risultati «riusciti» dopo lo sviluppo dei rullini. I tassi che uscivano dalla tana e poi la foto al primo lupo. «Era nella zona di Bosco di Corniglio - ricordano - dopo che i responsabili del Progetto Life ci avevano chiesto di fotografare il ritorno dell'animale sul nostro Appennino». Avevano visto le tracce, trovato gli escrementi, ma ancora non l'avevano visto. Loro l'hanno fotografato. L.Soz.

 

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  • Gloria

    06 Marzo @ 11.59

    Dovremmo solo essere contenti che queste creature stanno ripopolando questi territori. Si tratta in fin dei conti del loro habitat, non possiamo fargli guerra. Il lupo, poi, non è pericoloso per l'uomo, come si crede, sono sempre le solite dicerie inutili. Ci sono ben altri animali che sembrano innocui, ma sono tutt'altro che buoni e cari, leggevo un articolo interessante su Focus a riguardo. A questo punto dovremmo fare anche la guerra ai cigni, no? http://www.focus.it/ambiente/animali/7-animali-killer-insospettabili?gimg=57962&gpath=#img57962

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