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Emilia-Romagna

Nutrie: al via il piano regionale di cattura e controllo

Nutrie, al via il Piano regionale di controllo

Foto d'archivio

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Al via il Piano emiliano-romagnolo per il controllo delle nutrie: è il primo in Italia dopo l’entrata in vigore, nel febbraio scorso, del Collegato ambientale alla legge di Stabilità che, pur mantenendo la classificazione dei roditori come animali infestanti e non più come fauna selvatica, dà alle Regioni la possibilità di intervenire per garantire un’azione più organica e coordinata.
L’attuazione del piano in ambito urbano - dice una nota della Regione Emilia-Romagna - è in capo ai Comuni, in ambito rurale alla polizia provinciale e, nei territori di loro competenza, agli enti di gestione dei parchi e delle riserve naturali.
Nel dettaglio, viene spiegato, il piano «prevede che la cattura e la soppressione con metodo eutanasico è consentita con specifiche trappole, sia in città che in campagna, tutto l’anno da parte di Polizia provinciale, guardie comunali, coadiutori, agricoltori sul loro fondo, personale delegato alla tutela delle acque e nei parchi e riserve naturali dal rispettivo personale di vigilanza. L’abbattimento diretto con arma da fuoco - dice ancora la Regione - può essere effettuato dal personale di vigilanza, dagli agricoltori solo se in possesso di abilitazione all'esercizio venatorio, dai coadiutori durante tutto l’anno e, inoltre, dai cacciatori/coadiutori durante l’esercizio della caccia dalla terza domenica di settembre al 31 gennaio, nei territori cacciabili».
Nelle zone protette, invece, «il periodo di caccia è ridotto dal 1° agosto al 31 gennaio. Gli enti parco possono decidere periodi diversi sul loro territorio: nelle zone umide, Sic e Zps l'abbattimento può avvenire dal 1 agosto al 31 gennaio e solo con uso di pallini atossici per salvaguardare la nidificazione degli uccelli acquatici». 

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  • Indiana

    27 Aprile @ 01.30

    Indiana

    In verità nessun animale è più dannoso,distruttivo e violento dell'uomo:come facciamo? Possibile che debba sempre e solo uccidere per "risolvere" problemi che egli stesso crea (le nutrie sono state portate qui da altri uomini imbecilli che volevano farne pellicce)? Possibile che non sia mai in grado di rispettare la vita e i diritti degli altri animali? Mi vergogno di appartenere a questa sadica e violenta specie! Vorrei tornare scimmia in un mondo senza uomini

    Rispondi

  • filippo

    26 Aprile @ 22.01

    Sono animali che non fanno parte del territorio, infatti non hanno nemici naturali ..pertanto si riproducono senza limiti e , a parte distruggere gli argini spesso mettono a rischio le auto nelle strade provinciali

    Rispondi

    • giorgio mezzatesta

      27 Aprile @ 07.39

      Filippo, vero fino ad un certo punto. Le nutrie hanno un temibile nemico: la volpe. E di nutrie le volpi ne mangiano parecchie, solo che, dando molto fastidio a qualcuno, ogni anno vengono spazzate via con i piani di contenimento. Se osservi i canali dove è mantenuta la vegetazione ripariale, ti accorgerai che di nutrie non ce n'è nemmeno l'ombra. Infatti le radici degli arbusti impediscono a questi animali di scavare le loro tane. Ma se togliamo, per la propria comodità, tutto ciò che spontaneamente cresce sulle sponde dei canali......

      Rispondi

  • Bela

    26 Aprile @ 21.39

    Risanate i fiumi dagli scarichi di fogna

    Rispondi

  • Maria

    26 Aprile @ 20.36

    Quanta crudeltà! Noi uomini non sappiamo fare altro che disastri e uccidere bestiole indifese. Perchè non è stato fatto un controllo preventivo ? Perchè si è aspettato che le nutrie si moltiplicassero a tal punto da dover ora assumere decisioni drastiche e crudeli? Si vergognino coloro che hanno la responsabilità del territorio per non voluto o saputo vedere......

    Rispondi

  • giorgio mezzatesta

    26 Aprile @ 19.33

    e bravi i nostri politici che non cambiano mai. Comodissimo prendersela con le nutrie e non vedere come sono ridotti tutti i nostri corsi d'acqua, ridotti, proprio tutti, al ruolo di vere e proprie fogne. Fogne che poi, magari, sono utilizzate per irrigare i campi e "concimare" così i prodotti che arrivano sulla nostra tavola. E non si potrebbero fare,con la stessa solerzia con cui si decide di uccidere le nutrie, controlli severi sugli scarichi abusivi di chi, con la cisterna piena, scarica nei canali? E magari fare anche rigidi controlli su coloro che considerano gli argini vere e proprie discariche di ogni sorta di rifiuto? E magari invitare a non tagliare la vegetazione ripariale che con le proprie radici trattiene la terra ed evita che le nutrie scavino le loro tane? Ci se la prende sempre e comunque con i castorini, comodi capri espiatori delle malefatte umane.p.s. Magari fare anche un controllino su quei manufatti che sorgono lungo i corsi d'acqua ed impediscono alla stessa, durante la piena, di espandesi,non si potrebbe fare?

    Rispondi

    • Maria

      26 Aprile @ 20.39

      Glielo dica lei che è un esperto che quelle povere bestioline non vanno uccise....Non si poteva fare qualcosa prima di arrivare a questo?

      Rispondi

    • Pasquale

      26 Aprile @ 20.11

      Hai, no, qui il Prof. Mezzatesta per la prima volta casca nel benaltrismo. Le nutrie sono dannose e vanno eliminate. Nel contempo, ha ragione, provvedere a controllare i corsi d'acqua. Le due cose in parallelo, un non annulla l'altra.

      Rispondi

      • giorgio mezzatesta

        27 Aprile @ 06.22

        Pasquale lei ha ragione. Le nutrie creano problemi soprattutto alla biodiversità con la quale convivono. Non è fauna che appartiene ai nostri territori e pertanto non dovrebbe esserci. Ma il punto che volevo evidenziare è un altro. Si vuole, volutamente, sviare l'attenzione su come nulla si stia facendo per salvare quel poco che è rimasto e ripristinare condizioni accettabili di quel 99% dei corsi "d'acqua" ridotti al ruolo di fogne e discariche. Le mi appoggerà quando asserisco che i veri problemi dei nostri canali e fiumi sono l'abbandono al loro destino, nel totale disinteresse di chi dovrebbe provvedere a monitorare la situazione. Le nutrie certamente faranno danni, ma sono minimi rispetto a ciò che fa l'uomo. I corsi d'acqua sono una grande risorsa per il territorio, sono come le vene e le arterie del corpo umano, che provvedono a mantenerlo in vita. E' roba molto serie che riguarda la salute di tutti noi. E invece si pensa solo ad armare chi è felice i poterle far fuori.

        Rispondi

        • Pasquale

          27 Aprile @ 10.32

          Sono d'accordissimo! Da anni dico che invece di cementificare a go-go si possono spendere gli stessi soldi (incluse - cinicamente - eventuali mazzette) per curare il territorio e fare manutenzione e riparare gli immobili eccetera.

          Rispondi

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