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Un lupo morto trovato alle porte di Felegara

L'animale, attirato dalla carcassa di un capriolo, era ai bordi della provinciale e forse faceva parte di un branco

Un lupo morto trovato alle porte  di Felegara
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Diversi avvistamenti hanno preceduto il ritrovamento di un lupo morto sul bordo della strada provinciale tra località la Carnevala e Felegara, in un punto poco distante dal paese.
L’episodio, riportato dalle guardie volontarie di «Libera Caccia», ha messo in evidenza il progressivo avvicinarsi degli animali ai luoghi abitati anche nella zona Medesanese. In aumento anche il fenomeno legato agli incidenti causati dall’attraversamento improvviso di animali selvatici.
Nel caso del lupo ritrovato alla Carnevala, l’incidente sarebbe stato preceduto da un altro scontro, questa volta ai danni di un capriolo. Nel campo vicino al luogo del ritrovamento del lupo è stata infatti rinvenuta la carcassa di un capriolo.
«Probabilmente prima è stato investito il capriolo che, abbandonato ai bordi della carreggiata, ha attirato il branco di lupi - spiega la guardia volontaria Andrea Di Calisto, che si è occupata del caso - Uno di loro, dopo essersi cibato della bestia, è finito sul ciglio della strada, dove è stato a sua volta investito. Probabilmente questo faceva parte di un branco di sei lupi che è stato avvistato più volte nelle colline medesanesi».
Nella bocca del lupo, al momento del ritrovamento, c’erano ancora i resti del capriolo.
A notare il lupo morto sono stati diversi passanti che, dopo essersi fermati, hanno chiamato le autorità. L’animale è stato dunque recuperato e trasportato al centro referenza lupo «Casa Rossa» dei boschi di Carrega.
Commentando l’accaduto, il comandante della polizia municipale Maurizio Dodi ha sottolineato che «alla base di questo episodio c'è un doppio mancato soccorso da parte degli automobilisti. Se investiamo un animale abbiamo infatti l’obbligo di fermarci e soccorrerlo. Chi ha investito il capriolo, non fermandosi e non segnalando l’accaduto, ha lasciato una carcassa vicino alla strada, attirando così i lupi e causando un nuovo incidente. A preoccupare non è la presenza di lupi - conclude Dodi - ma l’aumento di incidenti legati all’attraversamento di animali selvatici che negli ultimi tempi sta interessando la nostra zona».

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  • giorgio mezzatesta

    13 Maggio @ 08.30

    mi auguro che qualcuno abbia provveduto ad analizzare le carni del capriolo perché sono convinto siano imbottite di veleno! E' infatti pratica comune dei delinquenti eliminare lupi, volpi, rapaci, martore, faine, donnole, cani e gatti infarcendo una carcassa di animale con potenti sostanze tossiche.

    Rispondi

    • atipofachiro

      13 Maggio @ 09.56

      Caro Mezzatesta, temo purtroppo che non ci sia la volontà di approfondire questo caso e forse nemmeno altri simili. L'avversione per il lupo fonda le sue radici nel profondo dell'ignoranza e della superstizione. Questi mali sonio difficili da sradicare e spesso sono più forti del buon senso e della legalità Credo che ormai sia necessario far pressione sulle istituzioni competenti e creare nello stesso tempo gruppi di volontari che possano vigilare e segnalare eventuali comportamenti o fatti sospetti. Il mio personale appoggio e già garantito

      Rispondi

      • giorgio mezzatesta

        13 Maggio @ 11.55

        l'apporto dei giornali e delle televisioni è fondamentale perché la gente, in generale, crede a ciò che legge o sente dire. Per questo è importante approfondire bene i fatti. Ricordo, tanto per far capire come la gente crede a tutto, che quando ero in LIPU entrando in un bar in via Del Taglio sentii discutere 2 persone, in tuta mimetica, del lancio dall'elicottero delle vipere sul territorio da parte dell'associazione. Intervenni (non mi conoscevano) dicendo loro che perchè le vipere lanciate dall'elicottero dalla LIPU non si spiattellassero al suolo, gli veniva fornito un piccolo paracadute e una cellula fotoelettrica posizionata sul codino che aveva il compito di liberate il paracadute una volta a terra. I due fecero un cenno di aver capito......,

        Rispondi

        • atipofachiro

          13 Maggio @ 13.23

          Leggendo i recenti articoli usciti su diverse testate mi sembra che la stampa faccia poco o niente per evitare stupide paure ed ingiustificati allarmismi. Ho come l'impressione che, al contrario, si cerchi di fomentare l'avversione verso il lupo. L'ignoranza regna anche (forse non sempre) anche tra le rotative.

          Rispondi

        • 13 Maggio @ 15.39

          REDAZIONE - Anche fra i commentatori che, quasi sempre dietro l'anonimato, pretendono di giudicare un mestiere che non conoscono. Senza contare, e tu per primo dovresti confermarlo, che qui abbiamo uno spazio commenti aperto a tutte le opinioni: quelle degli esperti (come ad esempio Mezzatesta, che si condividano o no le sue idee) e quelle degli arrogantelli come te.

          Rispondi

        • atipofachiro

          13 Maggio @ 16.53

          Ma io non parlavo della gazza! secondo me siete troppo permalosi State sereni non siete l'unico quotidiano disponibile nelle edicole parmigiane.

          Rispondi

        • 13 Maggio @ 16.55

          REDAZIONE - Se non ti spieghi la colpa non è nostra: la prossima volta indirizza ad altri e non ti risponderemo noi

          Rispondi

        • atipofachiro

          13 Maggio @ 18.00

          A parte le polemiche della redazione, concordo con Mezzatesta, con ogni probabilità il lupo è stato avvelenato. Come si spiega che sia stato investito mentre si cibava del capriolo che era sul ciglio della strada. Ma che balle raccontano? Cosa stava facendo in mezzo alla strada la pubblicità del Cynar? ma chi ha fatto i rilievi? Calindri?

          Rispondi

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