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Sono poche le malattie trasmesse dai gatti

Sono poche le malattie trasmesse dai gatti
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Gentile dottore, sono un amante di tutti gli animali, però sin da piccolo ho sempre avuto una paura particolare, cioè quella che questi ultimi mi potessero trasmettere qualche malattia. Vengo al dunque: da poco tempo alla gattina di un mio amico sono nati cinque bellissimi cuccioli e lui insiste perché ne prenda uno; sono molto tentato da questa opportunità, quindi vorrei sapere se posso stare tranquillo ed a quali rischi potrei essere esposto. Grazie per la risposta.

Quando una malattia può essere trasmissibile da un animale all’uomo si può parlare di zoonosi. In linea di massima questa eventualità è abbastanza infrequente soprattutto se si rispettano le più basilari norme di igiene ed il buonsenso, come il lavarsi le mani; tuttavia se un soggetto ha un sistema immunitario immaturo o indebolito, quale potrebbe essere quello di alcuni bambini o di qualche anziano i rischi potrebbero aumentare anche se come ho già affermato le probabilità sono più teoriche che concrete. Nello specifico del gatto tra le zoonosi più frequenti citiamo la «malattia da graffio» detta anche bartonellosi nella quale il batterio se inoculato con un graffio o un morso si replica provocando  gonfiore dei linfonodi di testa, collo, braccia, con febbre, dolori articolari, muscolari e affaticamento. La risoluzione è generalmente breve e senza strascichi. Sicuramente più fastidiose sono le tricofitosi (funghi della pelle) che compaiono generalmente sulle zampe o il muso dei gatti con zone prive di pelo, dalla forma circolare e squamose, l’uomo viene contagiato per contatto diretto con l’animale o tramite l’ambiente altamente contaminato dalle spore fungine; la lesione sull'uomo si presenta rotondeggiante, arrossata, a volte pruriginosa e con il bordo rialzato. La guarigione è piuttosto lenta ed avviene solo dopo la somministrazione di prodotti sia topici che sistemici. Ricordiamo inoltre le parassitosi intestinali che possono essere fonte di contagio anche per l’uomo, evenienza d’altro canto rarissima soprattutto in un animale curato e che vive in casa. La malattia più conosciuta è sicuramente la toxoplasmosi sostenuta da un protozoo Toxoplasma gondii. Il gatto viene contagiato tramite l’ingestione delle spore mangiando topi, lucertole, uccellini o altri animali infestati, diventando lui stesso escretore (con l’emissione di abbondante diarrea) delle spore per circa due settimane una sola volta nel corso di tutta la vita; è importante ricordare che le spore possono diventare infettanti solo dopo qualche giorno dall’eliminazione. Questa patologia per valutazioni errate sull'epidemiologia e sulla patogenesi viene spesso enfatizzata cosi che il gatto diventa il capro espiatorio e per la maggior parte delle volte incolpevole. La toxoplasmosi non si contrae per contatto diretto con il gatto. Le persone di solito si infestano mangiando carne cruda o poco cotta di animali nutriti con vegetali contaminati o verdure non ben lavate.
Angelo gresia agresia@virgilio.it www.clinicaveterinariasfrancesco.it

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