centro antiviolenza

Babbo Natale, non portarmi un gioco sessista

GIOCATTOLI SESSISTI
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(g.b.) - Pochi giorni fa Parma ha pianto una giovane donna. Uccisa come tante altre donne, giovani e non, parmigiane e non. Ecco perchè, oltre agli articoli e alle inchieste, abbiamo pensato a una iniziativa che cercasse di seminare qualcosa nella cultura dei rapporti uomo-donna: quel rapporto che può essere meraviglioso come può essere malato, fino alla tragedia.

E innanzitutto ci siamo rivolti al Centro antiviolenza, che già porta avanti - come tutti sappiamo - mille concretissime iniziative, soprattutto in aiuto alle donne vittime della violenza. Ma che proprio per questo può aiutarci anche a guardare con occhio diverso situazioni che magari sono radicate nel tempo e sono quotidianamente sotto i nostri occhi, magari anche su temi apparentemente innocui.

Così, il primo intervento che ci arriva dal Centro Antiviolenza di Parma riguarda i giocattoli: perchè anche da quelli si può partire per una riflessione sul rapporto, e sulle differenze, uomo-donna.

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Per i bambini astronavi, supereroi e costruzioni; per le bambine vestiti da principesse, tutto il necessario per un make-up da modella ed elettrodomestici. Tanti elettrodomestici, perché – si sa – delle faccende domestiche si occupano le donne. E allora ecco che negozi e supermercati si riempiono di aspirapolveri, ferri da stiro ma anche di spazzoloni, stoviglie e carrelli per la spesa in versione mignon. Il colore dominante? Neanche a dirlo: il rosa. Con l’avvicinarsi di santa Lucia e del Natale, i sopraccitati negozi diventano la vetrina perfetta – e alquanto imbarazzante – della realtà. Una fucina senza fondo di stereotipi dove a guidare la scelta dei genitori alla ricerca del regalo perfetto non sono gli interessi e le inclinazioni dei/le propri/e figli/e, bensì le imposizioni della società: ci sono cose da maschi che le femmine non possono fare e ci sono cose da femmine che non è opportuno che i maschi facciano. I giocattoli perdono così la loro neutralità. Non rappresentano più la possibilità per il bambino e la bambina di sognare, scegliere ciò che si vorrà essere. Diventano il veicolo ideale per una stereotipata separazione dei ruoli: alle femmine si insegna ad essere belle, truccate, dedite fin da piccole alla cura della casa e della persona; ai maschi ad essere forti, aggressivi, impegnati in attività dinamiche e manuali. E scientifiche. Perché anche i giochi tecnologici (pc, tablet, console per videogiochi) sono fortemente stereotipati. Non solo vengono pubblicizzati con volti prevalentemente maschili, ma per le femmine esistono delle versioni speciali: rosa e con contenuti adatti (meno difficili e spesso legati agli ambiti dell’estetica).

Eppure i giochi non servono a questo. L’attività ludica dovrebbe alimentare l’esplorazione, la comunicazione, il movimento, la costruzione e il ragionamento. Chi dice che queste funzioni sono appannaggio esclusivo dei maschi? In biologia non esiste nessuna distinzione di questo tipo. È tutta una costruzione culturale, la stessa che è alla base della violenza maschile contro le donne. Affibbiare dei ruoli, imporre dei comportamenti, delineare percorsi prestabiliti in base al proprio sesso. È questo che vogliamo per il loro futuro? Ecco ciò che dovremmo chiederci prima di acquistare giocattoli. Perché insieme ai giocattoli acquistiamo anche aspettative sociali. Può sembrare frivolo parlare di queste questioni quando ci si occupa di violenza contro le donne ma per contrastare questa cultura bisogna educare anche i bambini.

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Nel ringraziare il Centro per questa fatica supplementare, aggiungiamo che naturalmente questo Spazio Antiviolenza è aperto a tutte e a tutti. Lo spazio commenti sotto questo articolo è a vostra disposizione per opinioni e proposte, così come cercheremo di sviluppare la nostra Sezione Antiviolenza , dove continueremo a riportare le notizie ma in cui vogliamo appunto cercare di offrire anche spunti di concreto confronto e di riflessione: per le donne e per gli uomini.

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Leggi anche: IN GENERE - il blog di Fabrizia Dalcò

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  • Bastet

    18 Dicembre @ 11.11

    Verci : ma l'omosessualità non è un problema. o.O sarebbe come dire che chi preferisce le penne all'arrabbiata,rispetto ad un risotto alla pescatora,ha dei problemi! poi boh....avrò un marito che è un supereroe.....ma come io curo casa ,bimbo e compagno (ed io lavoro full time)...lui cura casa ,bimbo e compagna... ^^ poi ci sono cose in cui proprio nn si può essere intercambiali....io son + scherzosa e giocosa e lui + serioso xD ho sempre lasciato libero mio figlio di giocare con quello che + lo aggradava.,.,.,,e di certo non ci sono i mini pony ...che odia! xD e nemmeno bambole. si viaggia su distintivi dell'fbi,manette,fischietto,il classico pallone (un sempre verde,senza età e senza distinzione di sesso) ,mario bross (alla faccia del sempreverde! xD)...ma soprattutto....LEGO!!! lego ovunque. sembra di essere a legoland! io sono classe 1976.....e quando ero bimba....c'erano i bidoni di lego,sfuso....e andavano bene per tutti. ora LEGO ha fatto lego,esclusivamente per bambine ...LEGO FRIENDS. TUTTO ROSA,TUTTO COLORATO,con la spa,la gelateria.... ma il lego è giallo.... xD evviva il lego! per tutti,sempre! lasciamo che giochino come preferiscono! se un bimbo vuole la cucina,che male c'è????? magari anche Ramsey ,Cracco e Bastianich ne hanno avuta una!xD

    Rispondi

  • Daniela

    18 Dicembre @ 11.10

    Pur rispettando quanto scritto dal centro antiviolenza mi permetto di puntualizzare una cosa: non sono i giochi il problema ma chi insegna ai bambini dei ruoli ben precisi. I bambini sono attratti da tutti i giochi, poi che i maschietti adorino più delle femmine tutto quanto riguarda trattori, macchine, etc. etc. è un dato di fatto. L'importante è che i genitori non insegnino che i maschi "possono" fare certe cose e le femmine no. E' nella testa dei genitori la chiave. Lasciamo che i bambini si scelgano da soli i giochi e non stupiamoci se la femmina vorrà la rivoltella e il maschio la cucina giocattolo e soprattutto non forziamo le loro scelte. Maschi o femmine siamo tutti esseri umani, l'importante è il rispetto e aiutarsi a vicenda. Con i tempi che corrono due stipendi sono meglio di uno, anche in prospettiva che uno perda il lavoro (non si può mai dire) sempre meglio spendere in rette di asilo che rischiare di non avere nessun tipo di entrata.se entrambi i coniugi lavorano quando si arriva a casa cari mariti "old style" non vi imbullonate sul divano ma aiutate ad apparecchiare o a metter su una lavatrice, a lavare i pavimenti... Non vi imbruttite, non diventate impotenti e soprattutto permetterete a vostra moglie di raggiungervi sul divano e stare insieme, anzichè continuare a lavorare per rendere la casa abitabile.

    Rispondi

  • LaMicky

    18 Dicembre @ 10.23

    i bambini vanno educati al rispetto DI TUTTI, maschi e femmine che siano. questo articolo non mi è piaciuto: i giochi "da maschio" o "da femmina" non c'entrano piu' di tanto con la violenza, non strumentalizziamo Babbo Natale dai su.... PS. sono la mamma di un maschietto di 3 anni e gli ho proposto la mia cucina di quando ero piccola e ci gioca in continuazione. ma quando gli ho fatto vedere le mie amate Barbie è andato a prendersi la Ferrari della Barbie...

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  • federicot

    18 Dicembre @ 10.14

    federicot

    mah....forse oggi i giocattoli sono un po' meno sessisti di ieri. Ho una figlia e devo dire che lei e le amiche non hanno chiesto belletti, bambole o il kit completo della brava casalinga. Anche le "bambole" oggi sono un po' diverse. Molto più eroine dei cartoni animati che "cicci belli". C'è ancora da fare, ritengo però che qualcosa sia cambiato. Comunque sono 3 anni che propongo una bella ruspa di Lego a mia figlia, niente...vuole le Lego friends. Cosa devo fare.

    Rispondi

  • Medioman

    18 Dicembre @ 01.26

    A me, questa storia dei "giochi sessisti" sembra una gran baggianata. Di che età stiamo parlando? Bambini in età prescolare? Scuole elementari? Scuole medie? Per quel che ricordo, all'asilo ci scambiavamo (o ci rubavamo) i giochi tra maschietti e femminucce, ogni novità era ben accetta, che fosse una bambola o una pistola ad acqua. Alle elementari, capitava di giocare a "babbo e mamma" (magari, cercando le differenze...) e, normalmente, i maschietti interpretavano "il babbo" e le femminucce "la mamma". Alle medie, con l'inizio della pubertà, le differenze tra i "giochi" diventavano ovviamente più marcate. Comunque, per scherzo, una volta mi fu regalata una gonna (regalo sessista?) e potete immaginare che fine ha fatto.

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