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“Bambini a tavola”: e il cibo non va sprecato

Oltre 5mila alunni partecipano al progetto: al momento del pasto ciascuno sceglie le proprie porzioni e il resto andrà alle mense Caritas

“Bambini a tavola”: e il cibo non va sprecato
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I bambini che imparano ad autogestirsi nelle porzioni, e il cibo rimanente che non viene sprecato ma consegnate alle mense della Caritas: è questo il cuore del progetto  “Bambini a tavola” che nasce dall’impegno congiunto di Comune di Parma, Caritas e Camst, in collaborazione con le scuole aderenti del primo ciclo.

Come spiega una nota del Comune, il progetto, incentrato sullo sviluppo dell’autonomia e della consapevolezza dei propri bisogni nutrizionali, nonché sul rispetto nei confronti del cibo, prevede che nella distribuzione dei pasti nelle mense scolastiche siano i bambini a scegliere la porzione che si sentono di consumare, con attenzione alle quantità corrette, che possono essere esposte con le portate di riferimento.
Il cibo non distribuito viene quindi raccolto da Caritas per essere destinato alla mensa Caritas di via Turchi e alla mensa padre Lino di strada Imbriani.

Questa mattina la classe 5^A per la Scuola Cocconi, la 5^B per la Scuola Corridoni e la 2^A per la Scuola Racagni (c/o Cocconi), che partecipano al progetto, hanno dapprima visitato la Mensa Caritas e poi assistito agli interventi del Vicesindaco Nicoletta Paci, di Maria Cecilia Scaffardi, direttore della Caritas Diocesana, di Simona Tomaselli, responsabile Camst, gestore della ristorazione scolastica delle scuole del primo ciclo di Parma, di Mariastella Carpi, responsabile S.O. Servizi per la Scuola del Comune di Parma e di Simone Strozzi, responsabile Centro Caritativo Caritas di via Turchi, alla presenza inoltre dei volontari che quotidianamente prestano la loro opera in mensa e dei ragazzi del Progetto Borsa Lavoro.

“E’ importante che fin da bambini si impari – ha detto il Vicesindaco Nicoletta Paci – a coltivare, nella vita di tutti i giorni, l’abitudine al recupero dei cibi, in un momento in cui tante persone sono in profonda difficoltà economica. L’augurio è che questo comportamento diventi sempre più adottato dalle scuole e dalle persone”.

Come si svolge il progetto

Durante la distribuzione dei pasti il personale, docente e non, addetto alla sorveglianza e alla distribuzione, inviterà anche i bambini più inappetenti ad assaggiare e farà attenzione che i bambini in sovrappeso non esagerino. Questo controllo spetta, infatti, alle insegnanti e al personale addetto così come avviene anche con la classica somministrazione effettuata dal personale Camst direttamente ai bambini.

Le modalità dell'auto somministrazione possono essere di 3 tipi (anche secondo le caratteristiche dei vari refettori o le scelte degli insegnanti):


1) a carrello: nel momento in cui gli addetti Camst vanno a servire i bambini a tavola o quando i bambini in fila vanno al carrello, questi ultimi comunicano alla cuoca se desiderano tutta la porzione, o metà o un assaggio.
2) portate servite a centro tavola: i cibi vengono serviti con appositi vassoi e posate che i bambini dopo essersi serviti fanno passare al vicino di tavolo con attenzione verso i compagni.
3) a buffet: se il refettorio lo consente sono allestiti uno o due buffet dove i bambini vanno a servirsi. E’ la soluzione più bella e gradita perché i bambini possono alzarsi e muoversi durante il pasto.

I primi piatti come brodi, minestroni o lasagne sono sempre serviti dal personale Camst.

Ogni scuola sceglie tra le tre soluzioni di auto somministrazione in base alla propria disponibilità organizzativa interna o sulla base della struttura del refettorio, attraverso tutte e tre le modalità è possibile inoltre che a fine pasto i bambini ripongano a centro tavola i piatti vuoti per agevolare le operazioni di riordino.

I numeri di “Bambini a tavola”

“Bambini a tavola” è stato attuato a partire dall’anno scolastico 2009-2010 inizialmente solo in 3 scuole, mentre nel corrente as 2013-14 ha visto aderire 22 scuole (sono 35 quelle in cui è attivo il servizio di ristorazione) per un totale di 229 classi (in tutto sono 448) e 5.291 alunni tra scuole primarie e secondarie (8.282 sono gli alunni iscritti al servizio).

Dopo una breve sperimentazione nei mesi di aprile e maggio 2011 la collaborazione con Caritas è stata avviata stabilmente con l’anno scolastico 2011-12 e ad oggi riguarda 14 scuole per un totale di 164 classi e 3.842 alunni.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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