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"Pm10 basse, ma meglio tenere i bambini in casa"

I pediatri: "L'inquinamento ha sempre uno strascico"

Smog, basta blocchi del traffico al giovedì. Giusto?
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Anche se le polveri sottili stanno tornando sotto i limiti, nei polmoni dei bambini si continueranno ad avere i postumi delle settimane di inquinamento record, specialmente nel caso di bimbi malati cronici. Lo afferma Graziella Sapia, responsabile ambiente della Federazione Italiana Medici Pediatri, che dal prossimo marzo organizzerà dei corsi per i medici proprio sulle interazioni fra ambiente e salute dei più piccoli.
«L'organismo del bambino è quello più facilmente colpito da questo tipo di situazione - spiega l’esperta -, indubbiamente l'aumento delle polveri è un elemento basilare perchè si riacutizzino patologie croniche. Dopo un periodo come quello che abbiamo visto uno strascico c'è sempre, chi ha patologie croniche potrebbe avere ancora qualche sintomo, ma anche i sani, indeboliti dall’esposizione, potrebbero sviluppare qualche problema».
Nelle grandi città, spiega Teresa Rongai, segretario provinciale Fimp Roma, c'è stato un aumento delle infezioni delle alte vie respiratorie, oltre che delle crisi dei bambini con malattie croniche come l’asma. «Alle polveri si è aggiunto anche il caldo inusuale, che favorisce le infezioni respiratorie con lo sviluppo di tosse, soprattutto notturna, anche per i bambini più piccoli - afferma l’esperta -. Questo mix ha determinato un aumento almeno del 10% delle visite per questo tipo di patologie».

L’unica arma contro gli effetti dello smog, spiega Sapia, è la prevenzione. «Bisogna informare i genitori per prevenire esposizioni eccessive, quando ci si trova in queste condizioni bisogna evitare di portare i bambini fuori. Il pediatra di famiglia ha anche questo ruolo, e la Fimp sta organizzando delle scuole sull'ambiente, che inizieranno a marzo, in cui i medici potranno acquisire tutte le competenze per quanto riguarda i problemi derivanti dall’esposizione agli inquinanti, dalle polveri all’amianto».
Per la prevenzione, sottolinea Rongai, servirebbe anche più informazione. «Una cosa che andrebbe migliorata è che il pediatra non ha nessuna informazione su eventuali picchi di inquinamento, a meno che non la cerchi da solo. Le istituzioni dovrebbero informarci di situazioni potenzialmente pericolose, così da poter allertare le famiglie».

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  • Simone

    05 Gennaio @ 13.37

    Oltre a questi geniali consigli, mi piacerebbe che i Pediatri cominciassero a fare pressioni serie al "sistema" per tutelare la salute dei bambini.

    Rispondi

    • federicot

      05 Gennaio @ 13.56

      federicot

      I pediatri????? provato a lasciare a casa la macchina e spegnere il riscaldamento? Cioè l'inquinamento è colpa del governo, non dei nostri comportamenti vero?

      Rispondi

  • Taluno

    05 Gennaio @ 08.25

    certo, teniamo i bimbi a casa, magari gli adulti rimangano in apnea almeno 20 min ogni ora e gli anziani li mandiamo tutti a Cortina... ma ci rendiamo conto che solo 20 anni fa l'inquinamento era 10 volte maggiore ? e le auto sono responsabili solo del 25% del totale ? cé molta demagogia in tutto questo e Pizzarotti fa bene a non fare il gioco degli "ambientalisti" duri e puri che non sanno neanche di cosa si stia parlando....

    Rispondi

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