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Fusione a quattro: i primi a esser divisi sono i sindaci

Fusione a quattro: i primi a esser divisi sono i sindaci
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Dopo il no secco del sindaco di Torrile Alessandro Fadda, arriva la brusca frenata anche del primo cittadino di Sorbolo Nicola Cesari. Non decolla il progetto di fusione dei quattro comuni della Bassa Est sostenuto dai sindaci di Mezzani, Romeo Azzali, e Colorno, Michela Canova, disponibili a creare un comune unico da 30mila abitanti che diventerebbe il secondo in termini di grandezza dopo Parma.

«Non sono contrario alla fusione a quattro in quanto tale – dichiara Cesari – ma bisogna fare molto attenzione ai tempi. Non stiamo giocando a Risiko e pensare all’immediata fusione a quattro sarebbe per i nostri comuni come passare dall’asilo all’università senza aver fatto elementari, medie e superiori. Non credo nelle decisioni affrettate. I progetti si costruiscono per gradi, e ora serve un lungo percorso di integrazione tra territori e cittadini che devono aver modo di conoscersi tra di loro. Altrimenti, senza un territorio coeso cosa accadrebbe una volta finiti gli incentivi economici? La fusione a quattro può essere un obiettivo di lungo periodo, ma non può certo avvenire a freddo. Non lo permette nemmeno la fisica» aggiunge con una battuta, prima di focalizzare l’attenzione su quello che, secondo lui, sarebbe il vero obiettivo immediato: ossia la fusione a due tra Sorbolo e Mezzani.

«Quello è il passaggio per cui si è veramente pronti - aggiunge -. Sorbolo e Mezzani oggi condividono tutte le funzioni in un’Unione nata vent'anni fa. C’è stato tutto un percorso graduale che ha permesso il giusto interscambio di conoscenze tra cittadini. I tempi potrebbero essere maturi per una doppia fusione tra Sorbolo e Mezzani da una parte e Colorno e Torrile dall’altra, per poi arrivare magari a un’Unione di comuni estesa anche a Sissa Trecasali». I chiarimenti di Cesari - espressi ieri mattina ai microfoni di Radio Parma, durante la trasmissione «Parma ore 9» condotta da Gianluca Zurlini - arrivano dopo il no secco alla fusione a quattro del sindaco di Torrile Fadda.

«Prima di un matrimonio bisogna conoscersi bene – ha ribadito il primo cittadino torrilese -. Una fusione a quattro per noi sarebbe avventata. Il nostro Comune prima deve entrare in Unione, capire quali possono essere i vantaggi e poi pensare eventualmente a passi successivi. Dobbiamo fare tutto questo tenendo presenti gli interessi dei nostri cittadini. Mezzani e Sorbolo sono in Unione da vent’anni, Colorno è con loro da cinque, quindi per noi una fusione a quattro sarebbe un doppio salto in avanti. Ci si potrebbe comunque arrivare in futuro qualora la nostra esperienza in Unione portasse benefici».

Continuano a promuovere l’immediata fusione a quattro invece Azzali e la Canova. «Il progetto non nasce oggi - dice Azzali -. Se ne parla da più di un anno. La Bassa Est è un territorio unito che esprime esigenze simili. Il distretto sanitario è lo stesso con Parma, la vocazione economico-produttiva è condivisa e anche le esigenze infrastrutturali sono le stesse, penso ad esempio alla Cispadana. Abbiamo un’occasione storica. Nessun paese o servizio sparirà, ma al contrario avremo un grande comune unico che potrà avere maggior peso specifico nelle aree vaste. Il percorso è lungo, ma sono convinto che possa trovare attuazione entro la fine dei nostri mandati».

«La fusione consentirebbe maggior incisività rispetto all’Unione - il pensiero della Canova -. Certamente servono percorsi adeguati per informare i cittadini. Molti di loro tra l’altro dimostrano di non essere spaventati per nulla dalla fusione. Capisco i timori di Torrile che ha perso tanti treni in passato per entrare in Unione, ma se guardiamo al nostro territorio ci accorgiamo subito della sua omogeneità. In pochi chilometri si va da un paese all’altro. Oggi possiamo decidere un percorso, quello della fusione, che tra qualche anno potrebbe esserci semplicemente imposto dall’alto. Meglio governarlo questo processo che subirlo».

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  • Maurizio

    01 Dicembre @ 23.14

    Ho etto per bene l'articolo, vedere che possano esserci tali sindaci a comando di un comune è preoccupante, si parla in poche parole di temporeggiamento, prima fusione a due poi più avanti a 4, si magari dopo la scadenza della prima trance di finanziamenti e agevolazioni.... A me da persona ignorante e da non politico mi sembra solo un'operazione inutile fatta solo per raggranellare più soldi possibile facendo le fusioni in più tappe

    Rispondi

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