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Kale: il presidio continua ma la trattativa è in stallo

Kale: il presidio continua ma la trattativa è in stallo
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Centoventidue sono le lettere di licenziamento già partite. Gli ammortizzatori sociali termineranno il 19 luglio. Le trattative sono, purtroppo, ancora in fase di stallo. I dipendenti, da oltre tre settimane, presidiano, in «assemblea permanente», giorno e notte, lo stabilimento. Stiamo parlando della «Kale» Ceramiche di Borgotaro.
La multinazionale turca, promettendo vari tipi di investimenti, aveva acquistato, quattro anni fa, lo stabilimento e soprattutto i prestigiosi marchi della «Fincuoghi», che, probabilmente, d’ora in poi, verranno utilizzati altrove. Al momento, se non accadranno miracoli dell’ultima ora, i 122 operai (ci sono casi anche di marito e moglie che lavorano nell’azienda) saranno, dal 19 luglio, senza lavoro e senza alcun tipo di sostentamento integrativo. Ieri, sabato, la Rai dell'Emilia Romagna ha realizzato un servizio.
Abbiamo raccolto qualche testimonianza: «Noi vorremmo che qualche imprenditore - hanno detto Francesca e Sandro, due coniugi che lavorano entrambi in «Kale» - fosse interessato alla nostra situazione, perché ormai, con la «Kale», come si vede chiaramente, siamo in una via senza ritorno. La forza lavoro c’è, la qualità ed i macchinari pure. Noi siamo qui in attesa…».
La domanda generale è «Che ne sarà di noi?». «Probabilmente loro - ha detto un altro operaio - hanno raggiunto alcuni obiettivi, che si erano prefissati ed ora non stanno tenendo in alcun conto le persone… Da alcuni segnali, si era capito, ultimamente, nonostante le promesse, che non vi era più l’interesse dell’azienda a proseguire. Noi speravamo in questo nuovo «piano industriale», che potesse rappresentare un po’ la svolta per noi. Invece ora, di fronte a queste cose, ci sentiamo profondamente ingannati, su tutti i fronti. Come peraltro sono state ingannate le istituzioni e le organizzazioni sindacali».
Lo scopo principale di questa «assemblea permanente» è quella di controllare che non venissero portati via i macchinari: «Non avremmo avuto alcun futuro con i muri vuoti…» - ha spiegato una ragazza, al limite della commozione. I sindacati, hanno sintetizzato gli eventi: «La trattativa è sicuramente ora in fase di stallo. – ha spiegato Germano Giraud della «Femca-Cisl» di Parma –. La chiusura dello stabilimento è avvenuta per cessata attività lavorativa, aprendo subito una procedura di mobilità. Noi, nell’incontro che abbiamo avuto in Regione, abbiamo chiesto, insieme alle istituzioni, il blocco immediato di questa procedura».
Anche il collega della Cgil ha spiegato che «ora siamo in attesa di risposte - ha detto Paolo Spagnoli, segretario confederale di zona della Cgil - da parte della proprietà turca, che, come si diceva, non sono ancora arrivate. Abbiamo attivato anche un tavolo ministeriale con il grande impegno del sottosegretario Paola De Micheli. Stiamo a vedere…».
Un aspetto positivo, nel frattempo, è la solidarietà dei commercianti, della gente, praticamente di tutti, che portano acqua, bevande e viveri a questi operai che, a turno, coprano le 24 ore di presidio, proprio allo scopo di dimostrar loro un sostegno tangibile.

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