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Donne: se volontariato è una parola femminile

Donne: se volontariato è una parola femminile
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Un 8 marzo letto nel segno della solidarietà: parole da volontarie e associazioni, che fanno parte di quell'esercito del volontariato che, anche a Parma, è un esercito soprattutto rosa. E' un testo che nasce dall'esperienza di donne che lavorano il volntariato, e che guidano importanti associazioni. Vale la pena, tanto più in occasione della giornata della donna, di perdere qualc he secondo in più per leggere e riflettere.

-  Stefania Pugolotti, Lilt (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) :

La parola "solidarietà" è femminile e, senza volere fare del campanilismo, credo proprio che sia insito nelle donne in generale, questo senso dell'aiuto, della disponibilità.
Infatti, come mia esperienza personale, il numero delle donne che prestano la loro opera all'interno della nostra associazione, è notevolmente superiore a quello degli uomini. E anche all'interno dello stesso gruppo, le donne hanno una maggiore apertura, direi quasi "umiltà" verso le incombenze richieste.
La versatilità delle donne di fronte a tutto e a tutti, è unica.
Le donne sono convinte che la propria dignità sia sempre salva, qualsiasi cosa venga fatta in nome della solidarietà.
Sono forse troppo di parte?"
 
Lilt di Parma 

www.legatumori.it   

-  Giusi Poletti, sulle ALI delle MENTI :

Essere donna nell’associazione “sulle ALI delle MENTI:
sulle ALI delle MENTI è un associazione che si occupa di disturbi del comportamento alimentare, disturbo che spesso è associato al genere femminile anche se non è sempre così.
Rispondendo alle telefonate del Filo Diretto Anoressia Bulimia, A.B. (0521.231149) o discutendo all’interno dei gruppi di auto- mutuo- aiuto, spesso ci troviamo a parlare  di “uomini” e di quali e quante cose facciamo per compiacerli senza renderci conto del male  che facciamo a noi stesse con questi comportamenti.
Purtroppo non è perdendoci come donne che possiamo ritrovare il nostro compagno o una relazione interpersonale alla pari con gli uomini,  ma è solo ritrovando noi stesse che possiamo riacquistare la voglia di vivere, di relazionarsi e di contrastare le difficoltà.
Questo solo una donna lo può dire a un'altra donna.
www.sullealidellementi.it  

ali.menti@libero.it


 - Nella Capretti, Noi per loro :

Far parte di un’Associazione di volontariato sanitario significa fare la scelta di impegnarsi per trovare soluzioni e risposte ai bisogni e ai problemi che toccano da vicino il benessere e la salute delle persone e dei loro famigliari. La voglia di impiegare il proprio tempo in un’attività “gratuita” di questo tipo, ricambia le proprie energie profuse con una ricchezza non misurabile che deriva soprattutto dalle relazioni e dall’umanità che contraddistingue lo stare insieme facendo volontariato. Nel  momento in cui inizia l’impegno, l’attenzione è fissa sugli scopi dell’Associazione per la quale si dona il proprio tempo e sulla necessità di conciliarli con la propria vita quotidiana; i tempi e l’intensità alle volte sembrano inconciliabili ed è soprattutto in questi momenti che ci vuole determinazione e tenacia. Di certezze, per quel che posso esprimere, ce ne sono poche ed è necessario farsi tante domande per trovare le risposte utili. La vera forza, anche se personalmente confesso di non essermi chiesta prima d’ora qual è il valore aggiunto dell’essere donna-volontaria, è il destino di noi donne di dover riuscire a fare bene tante cose insieme. E’ giunta l’occasione in questo  8 marzo 2011, con un pizzico di orgoglio di genere e un pizzico di orgoglio di volontaria, di esprimere quello che io ritengo essere un pregio: le donne sono estremamente concrete e pratiche. Ed il volontariato è concretezza e praticità.

www.noiperloro.it       

info@noiperloro.it

 - Eleonora Gravino, Da qui a là :

Essere donna e Presidente di una Associazione di volontariato credo sia un binomio che arricchisce lo stesso mondo del volontariato.
L’essere donna credo aiuti meglio a mediare e a organizzare le attività, soprattutto quando queste si basano sull’impegno e la voglia di mettersi a disposizione degli altri. Essere donna ci permette di guardare agli obiettivi, anche  i più complicati, con determinazione mettendo in campo un’energia e una forza che credo appartenga solo al mondo femminile. Diciamo che entriamo molto più nella logica del “servizio”!
Un saluto

www.daquiala.org  

info@daquiala.org

- Daniela Monteverdi, WWF Parma:
 

Premetto che sono contraria a qualunque associazione "di genere", di tipo professionale o sociale, quindi anche riguardo al volontariato.
Ritengo necessario che in qualsiasi insieme di persone, riunite per qualunque scopo, il risultato migliore si possa ottenere quando siano presenti uomini e donne: mettendo in comune le proprie competenze e, ovviamente, le proprie peculiarità, anche di genere, nel rispetto dei ruoli e delle personalità.
Non è difficile trovare più differenze, nell'affrontare i problemi, tra due uomini o tra due donne piuttosto che tra un uomo e una donna mossi dagli stessi ideali, tanto più nel volontariato, dove l'impegno è una libera scelta.
Fortunatamente nel volontariato ambientale e in particolare nel Wwf provinciale, questi principi sono totalmente condivisi e quotidianamente praticati.

www.wwf.it  

parma@wwf.it

 - Sofia Bergonzani, Muoversi non commuoversi :

Il volontariato è DONNA
Chi da anni è impegnato nel mondo del volontariato sa che il volontariato è essenzialmente formato da donne. Il motivo? Onestamente credo che le donne abbiano un senso del fare che non sfocia in una lotta di potere che invece, spesso, coinvolge gli uomini. Il volontariato in se arricchisce chi riceve ma soprattutto chi da e la donna lo ha capito forse prima degli uomini. Non si  tratta comunque di un paragone tra uomo e donna, ma delle qualitá intrinseche che, a mio avviso, la donna ha: una maggiore organizzazione, collaborazione e voglia di condivisione. La donna senza dubbio ha una maggiore predisposizione a mettersi al servizio degli altri così come a mediare e mettere forza nel perseguimento degli obiettivi che si prefigge. Per quel che riguarda la mia personale esperienza di Presidente donna di un’associazione formata prevalentemente da donne posso affermare che ci contraddistingue la continuitá e la voglia, pur nelle difficoltá, di andare avanti. Ció che stiamo facendo ha un senso e questo senso fa star bene noi ma anche chi stiamo sostenendo. Le difficoltá insieme si dimezzano.

www.muoversionlus.org

muoversi.pr@gmail.com

- Chiara Marchetti, Kwa dunìa:

Mi chiamo Chiara e da anni mi occupo di educazione interculturale, collaborando con l’Associazione Kwa Dunìa Le culture del Mappamondo di cui sono attualmente presidentessa. Avvicinarsi alle tematiche dell’immigrazione, dell’intercultura, della costruzione di una cittadinanza aperta e consapevole è una sfida che riguarda tutti e tutte nella nostra società contemporanea. Nessuno può chiamarsi fuori, dichiararsi estraneo o indifferente. Credo che ci sia tuttavia una tendenza molto forte all’omogeneità, alla chiusura, alla paura che nasce anche da una presunzione, che è quella di sentirsi comunque dalla parte della maggioranza, di rappresentare il buono e il giusto, proiettando sugli altri solamente (o soprattutto) i lati oscuri e gli aspetti negativi del nostro essere e del nostro vivere insieme. Le donne nella nostra società, e in particolare nel mondo del volontariato, possono più facilmente – ma non automaticamente – mettere a frutto un “vantaggio”, che deriva dalla consapevolezza della parzialità e della differenza, innanzitutto tra maschile e femminile, differenza che storicamente gli uomini hanno rimosso in una finta neutralità. Avere a cuore la propria parzialità e la propria differenza può riverberarsi in una maggiore sensibilità anche verso le differenze culturali, religiose, generazionali che attraversano le nostre comunità. Dovrebbe essere uno sguardo sul mondo e una apertura che finisce per contagiare positivamente ciascuno e ciascuna, nativi e migranti, svelando la ricchezza di una società non in-differente.

www.kwadunia.it  

kwadunia@provincia.parma.it

- Margherita Campanini, Famiglia Più, onlus:

Ancora un 8 marzo…da festeggiare? Da celebrare? Da dimenticare? Parlare di donne (e uomini) dal nostro osservatorio, quello familiare, genitoriale e della relazione di coppia non è facile perché si aprono molteplici finestre di vita e si incontrano tutte le età e si incontrano tanti problemi ma anche tante bellissime realtà…e allora?
Una specie di decalogo per donne e uomini per vedere tutti i giorni un 8 marzo.
Decalogo per festeggiare l’8 marzo
1) Ascoltare: tutti abbiamo bisogno di essere ascoltati, le donne di più. Sono tante le donne i cui mariti e figli vivono come se avessero perennemente le cuffie nelle orecchie… e allora le mogli madri chiedono: Scusa caro, puoi ripetere quanto ti ho detto? In molti casi la risposta è “……”.
2) Rispettare le fatiche delle donne e la loro stanchezza: tutte le ricerche sostengono che le donne (tutte le donne) lavorano più degli uomini, sommando lavoro domestico ed extradomestico, cura degli anziani e dei figli.
3) Condividere: un aiuto in casa non è “un regalo” ma giusta divisone dei pesi. Non mangiano anche gli uomini? Non dire “Ti do una mano”, ma sentirsi coinvolti.
4) Gentilezze e carinerie non sono mai fuori moda: i fiori e le opere di bene, i grazie e gli scusa sono sempre bene accettati e aiutano a non sentirsi solo una macchina da lavoro.
5) Dialogare o se preferite chiacchierare, parlare, fischiettare: tante donne sostengono di avere per compagno un orso domestico, capace solo di mangiare…
6) Correre, tra gli impegni di lavoro e le commissioni, tra la spesa e il ritiro bimbi. Ma davvero e per sempre in questo slalom devono vincere le donne? Non sarebbe meglio qualche volta fare vincere gli uomini?
7) Pensare e riflettere per una città migliore, per un mondo migliore: non si può avere una casa pulita e splendente se poi si vive in un mondo di “cacca”…bisogna aprire porte e finestre a quello che c’è di fuori e metterci lo stesso impegno per tenerlo in ordine di quello che si usa per risistemare la camera dei figli (se le donne riescono in questa missione impossibile, chissà cosa potrebbero fare altrove).
8) Mangiare è diventato il nuovo tabù delle donne, per loro la quaresima o il ramadam durano tutto l’anno: è ora di smetterla con questa schiavitù, amare il proprio corpo e averne cura richiede equilibrio e serenità, non diete massacranti per infilarsi in taglie da barbie: noi non siamo bambole!
9) Respirare, rilassarsi, far entrare dentro la nostra vita la leggerezza dell’aria e il vento di primavera, dilatare i polmoni per sbloccare lo stress che ci stringe e liberare il magone che ci portiamo dentro.
10) Come canta Fiorella Mannoia: siamo così, dolcemente complicate, sempre più emozionate……………  Ecco proprio così.

www.famigliapiu.it   
segreteria@famigliapiu.it

- Claudia Bartoli, Associazione scout CNGEI:

Ogni anno gli scout festeggiano la “Giornata del pensiero” in ricordo dei fondatori. Il tema di quest’anno era  "Valorizzare le ragazze porterà un cambiamento nel mondo". WAGGGS è la più grande associazione di volontariato per ragazze e giovani donne nel mondo. Già dal 1912 gruppi di guide iniziavano ad esistere ed oggi contano 10 milioni di ragazze in 144 paesi; a loro si offrono programmi di educazione non-formale, in linea con la missione dell’associazione che è quella di far sì che le ragazze e le giovani donne sviluppino al massimo il loro potenziale per diventare responsabili cittadine del mondo. Il suo scopo è dare voce alle istanze delle ragazze e delle giovani donne da ogni parte della Terra. L’ organizzazione consente alle ragazze di partecipare a progetti educativi con le loro coetanee, progetti di sviluppo comunitario, potenziando così le loro capacità. Viene offerta loro una prospettiva internazionale: possono fare la differenza nel divenire membri attivi di una organizzazione impegnata anche a diffondere la coscienza circa i problemi delle ragazze e delle giovani donne nel mondo, per giungere a cambiare le cose. La mia testimonianza di volontariato è mossa dalla grande speranza che la spinta alla valorizzazione delle ragazze, al superamento delle disegualianze, si diffonda attorno a noi, arrivi a chi ci sta vicino, cambi il pensiero delle persone.
www.cngei.it  


 

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  • rita

    08 Marzo @ 10.47

    solo per donne fenomenali Tieni presente che la pelle fa le rughe,i capelli diventano bianchi, i giorni si trasformano in anni... Però ciò che è importante non cambia, la tua forza e la tua convinzione non hanno età. Il tuo spiritoè la colla di qualsiasi tela di ragno. Dietro ogni linea d'arrivo c'è una linea di partenza. Dietro ogni successo c'è un'altra delusione. Fino a quando sei viva sentiti viva se ti manca quello che facevi,torna a farlo non vivere di foto ingiallite...... Insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni non lasciare che arruginisca il ferro che c'è in te. Fai in modo che invece che compassione ti portino rispetto. Quando a causa degli anni non potrai correre,cammina veloce. Quando non potrai correre,cammina Qquando non potrai camminare usa il bastone. Però non trattenerti mai MADRE TERESA

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