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Tino Asprilla: che emozione tornare al Tardini

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 Andrea Del Bue

Fare beneficenza vale già il prezzo di biglietto; la presenza di Tino Asprilla, però, non lascia dubbi sul fatto che al Tardini, domani, alle 20.30, bisogna esserci per assistere alla «Partita del Cuore». Un triangolare tra Nazionale Italiana Cantanti, il team di campioni dello sport e vip del Telethon Team e Nazionale Parlamentari. L’attaccante colombiano che ha fatto grande il Parma di Nevio Scala, quello delle coppe europee, ha detto sì senza pensarci un attimo: ha fatto le valigie ed è volato qui. E ieri pomeriggio si è presentato allo Starhotels du Parc: stesso piglio dinoccolato, stessa irresistibile voglia di scherzare. Incontra «il sindaco», Marco Osio, suo ex compagno di squadra, e fa finta di non riconoscerlo. Poi prova ad abbracciarlo e dice: «Non ci riesco, è ingrassato troppo». Osio sta allo scherzo: «Tu, invece, non sei cambiato di una virgola: sei il pazzo di sempre». L’emozione è evidente: era il 1999 quando Asprilla, in maglia gialloblù, ha calcato per l’ultima volta il prato del Tardini: «Tornare regala sensazioni meravigliose - spiega - perché in questa città ho trascorso il periodo più esaltante della mia carriera. E farlo per una buona causa vale ancora di più». Il riferimento è sicuramente alla prima parentesi ducale (’92-’96), perché della seconda (’98-’99) non ha un ricordo idilliaco: «Malesani è l’allenatore che ha rovinato il Parma - racconta senza diplomazia alcuna -; ha fatto andare via grandi campioni, Veron in primis». Sembra una sparata senza argomenti, invece Asprilla non si esime dal raccontare succosi aneddoti: «Io ero solito scherzare, durante il pranzo, con Buffon, Veron, Cannavaro, Sensini ed alcuni altri. Un giorno mi si avvicina Malesani e mi dice di smetterla di far ridere la squadra, altrimenti non avrei più giocato. Allora ho cominciato a stare zitto e i miei compagni mi chiedevano, stupiti, se stessi poco bene. Ho resistito due giorni, poi la mia indole ha preso il sopravvento ed ho ricominciato ad essere me stesso». E’ un fiume in piena l’ex attaccante di Tuluà: «Una volta - riprende - mi sono infortunato e cercavo di lavorare intensamente per tornare in campo; Malesani mi dice: «Fai con calma, tanto tu non fai parte della mia squadra e anche se recuperi non giochi più». Insopportabile, soprattutto perché io segnavo a raffica con la Nazionale e perché detto da un allenatore che arrivava a Parma senza aver mai vinto nulla, nonostante lui dicesse il contrario. Certo, a Firenze aveva fatto bene, ma con Batistuta son capaci tutti». Il Tino osannato dal pubblico di Parma giocherà con la formazione di Telethon, insieme a Gianfranco Zola, il quale avuto un ruolo fondamentale nel richiamarlo a Parma. Ma se c’è una punizione, chi la batte? «Sicuramente lui - non ha dubbi Asprilla -; tra Italia, Colombia e Brasile, non ho mai visto nessun giocatore battere le punizioni come faceva lui». Qualche fraseggio, là davanti, c’è da aspettarselo. Mentre Osio darà spettacolo tra i parlamentari; d’altra parte, lui è «il sindaco». 

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